Argentina: dramma Independiente, prima retrocessione nella storia del Rojo

INDEPENDIENTE. Un’altra caduta di un gigante. Un’altra caduta che fa rumore. Tanto rumore. Fa male, ovvio, è una pugnalata al cuore per tutta la tifoseria dell’Independiente che si è comportata in modo esemplare, sostenendo la squadra nel peggior momento, mentre altri ridevano delle disgrazie (sportive) altrui. Il miracolo non è avvenuto, per la prima volta nella sua storia l’Independiente è retrocesso. Questo 15 giugno resterà nella storia per essere stato il giorno in cui un’altra grande lascia la Primera.

Quella del maggior numero di Libertadores, quella campione del mondo, quella dell’ “orgullo nacional”, non ha potuto far nulla contro il destino. Lacrime, tristezza, incredulità. E grida di supporto dei suoi tifosi, che già immaginavano l’epilogo e che nonostante tutto hanno appoggiato fino all’ultimo la squadra. La squadra dei Bochini, Erico, Bertoni, Trossero, Pastoriza, una squadra conosciuta a livello mondiale e che adesso dovrà ripartire dal basso. Dopo sei tornei e tre stagioni, la stoccata finale è arrivata con lo 0-1 interno con il San Lorenzo (guarda qui gli highlights).
La debacle è stata lenta e inesorabile, Brindisi ha provato a risollevare la situazione, ma l’illusione è durata poco. Un paio di buoni risultati, niente di più. Miguel Angel ce l’ha messa tutto ma il miracolo non è arrivato, in pochi giorni non potevano essere risolti problemi annosi. Comparada, Cantero, i presidenti. Julian Velazquez, il più presente in questo ciclo terribile. “El turco” Mohamed, campione della Sudamericana, il più presente in panchina, dove sono poi passati Garnero, i Diaz (Ramon e Cristian) e Gallego. “El Tolo“, che al momento del suo ritorno non volle sentir parlare di retrocessione e diceva che “la parola campione è l’unica che sempre è presente nella mia testa”. Il Rojo è restato molto lontano da quella parola e soffre come mai nella sua storia. Quello che è successo in precedenza a San Lorenzo, Racing e River, adesso tocca al Rojo.

La gente ha esternato tutta la propria tristezza in questo momento. Hanno parlato anche alcuni simboli come Bochini e Bertoni, presenti allo stadio, a soffrire. Brindisi ha parlato, poco, dicendo di aver bisogno “di tempo per ricaricare le pile e tornare”. Tula è l’unico che ha parlato in pubblico, tra i pianti dei suoi compagni. Il pianto che oggi, con la prima retrocessione e pensando alla B Nacional, è di tutto l’Independiente.

Da Olé.com.ar

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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