Norvegia, 7° giornata: riflettori su Aalesund-Rosenborg

Ålesund, Color Line Stadion, sabato 4 maggio, ore 18
Aalesund – Rosenborg
Tippeligaen, 7° giornata

Sfide d’alta quota sono in programma nella settima giornata della Tippeligaen 2013: anche se pure Strømsgodset-Viking promette scintille e darà risposte importanti sui lineamenti delle zone nobili della classifica (lo Strømsgodset è infatti una delle capilista di campionato, anche se in settimana ha subito l’onta dell’eliminazione dalla Coppa di Norvegia per mano del Kvik Halden, una squadra di Second Division, cioè di “serie C”; il Viking invece è in terza posizione), preferiamo concentrarci sul match tra Aalesund e Rosenborg che, almeno in questo periodo di campionato, sembra avere più fascino.

Se dovessimo basarci solo sui precedenti tra queste due squadre, non ci sarebbe alcun dubbio: delle diciannove sfide passate tra Aalesund e Rosenborg, i primi hanno vinto solo due volte, pareggiando in altre sei occasioni, mentre in ben undici incontri è stata la squadra di Trondheim a portare a casa l’intera posta. L’ultima affermazione dell’Aalesund risale ai quarti di finale della Coppa di Norvegia del 2011, quando gli arancioni sconfissero per 3-1 il Rosenborg e proseguirono il cammino nella competizione fino alla vittoria nella finale di Oslo contro il Brann. Se guardiamo i precedenti considerando solo la Tippeligaen, bisogna tornare indietro fino alla quattordicesima giornata della Tippeligaen 2005, quando l’Aalesund, che sarebbe retrocesso a fine stagione, batté in casa per 2-1 un Rosenborg un po’ in crisi (era campione in carica ma avrebbe chiuso la stagione a metà classifica). Insomma, dal 2005 ad oggi, in nessuna sfida di campionato tra Aalesund e Rosenborg, i primi hanno avuto la meglio.

Eppure, quest’anno il pronostico non è così scontato, anzi è improntato alla più assoluta imprevedibilità. E questo non solo perché, come si è già analizzato in varie occasioni anche sulle pagine di questo sito, il Rosenborg, quantunque stia compiendo strenui tentativi di rilancio, non è più la corazzata di qualche anno fa. No: il fatto più importante è che, almeno per ora, l’Aalesund è l’autentica rivelazione di questa Tippeligaen 2013.

Partito a spron battuto con quattro vittorie nelle prime quattro gare, l’Aalesund ha rallentato nelle ultime due partite, pareggiando prima in casa col Tromsø e andando poi a perdere in casa del Vålerenga, una battuta d’arresto che non gli ha fatto comunque perdere la vetta, anche se condivisa adesso col già citato Strømsgodset. Sono stati i giocatori del Tromsø, proprio nelle dichiarazioni del dopo partita a seguito dello scontro diretto finito in pareggio, tra i primi a lasciare dichiarazioni perplesse sulla possibilità che l’Aalesund mantenga questi ritmi fino alla fine: «L’Aalesund ha un attacco strepitoso, però manca di qualità nel reparto difensivo: per diventare campioni ci vuole ben altra stoffa!», ha dichiarato Mika Koppinen; «Sono convinto che l’Aalesund farà una grande stagione e chiuderà ai primi posti in classifica, ma non credo che sia pronto per la vittoria finale, gli manca ancora qualcosa», gli ha fatto eco Morten Moldskred.

Le dichiarazioni dei giocatori del Tromsø, che di certo non sono super partes, possono anche lasciare il tempo che trovano, ma incontrano il favore di molti opinionisti. Sia nel bene che nel male: l’Aalesund non sembra una squadra attrezzata per vincere la Tippeligaen perché i reparti arretrati non sono all’altezza dell’attacco; da parte sua, però, la fase offensiva pare veramente una macchina da guerra. La front-line dell’Aalesund, andata a segno undici volte in sei gare (migliore attacco della Tippeligaen assieme proprio al Rosenborg e allo Start), ha uno spirito caraibico (in squadra ci sono tre giamaicani – Tremaine Stewart, Demar Phillips e Jason Morrison – e il costaricano Michael Barrantes) con un’“iniezione” di forza africana data dal nigeriano Leke James e dal marocchino Abderrazak Hamed-Allah, acquistato quest’inverno dall’Olympique Safi (la squadra di Safi, città che al ragazzo ha dato i natali) per circa 6 milioni di corone norvegesi, che è il prezzo più alto mai pagato per un giocatore dal club. Questo connubio di giocatori “esotici” all’interno di una squadra per il resto del tutto scandinava (il resto della rosa è tutta norvegese a parte il veterano svedese Daniel Arnefjord che quest’anno non ha ancora esordito) sembra funzionare: fino ad ora, Barrantes ha segnato tre reti, James e Stewart due, Hamed-Allah e Phillips una. E non è tutto: il nuovo tecnico dell’Aalesund è Jan Jönsson, l’allenatore svedese che quest’inverno è stato silurato proprio dal Rosenborg dopo due stagioni non esaltanti in quel di Trondheim. Appena approdato ad Ålesund, il buon Jönsson sembra aver trovato le alchimie giuste che nel Rosenborg gli riuscivano sempre difficilissime, ed è facile immaginare che avrà la giusta dose di dente avvelenato nei confronti della sua ex squadra, le motivazioni necessarie per provare a fare una grande partita.

Anche il Rosenborg, da parte sua, ha iniziato il 2013 alla garibaldina, con tre vittorie su tre e ambiente bello “gasato” dalla guida di un condottiero grintoso come Per Joar Hansen; poi è arrivato un preoccupante rallentamento con il pareggio in casa con lo Start e addirittura due sconfitte consecutive, la prima ad Haugesund, la seconda in casa col Sandnes Ulf. Proprio quest’ultima partita ha messo allo scoperto un po’ troppi nervi tesi in casa Rosenborg, che ha finito il match in nove – a queste latitudini, in cui il fair play è quasi una religione, si tratta quasi di un record! – per le espulsioni di Tore Reginiussen e di Nicki Bille Nielsen, che ha lasciato il campo iracondo strappandosi di dosso la maglietta. È pure vero che nella sfida con il Sandnes Ulf ha influito molto un arbitraggio mediocre che di certo non ha avvantaggiato il Rosenborg, e che anzi entrambe le espulsioni sembrano affrettate se non immotivate (quella di Nielsen ci poteva stare ma solo perché ha dato in escandescenze dopo che non gli è stato concesso un rigore che però dalle immagini pareva esserci tutto!), resta che l’ambiente pare un po’ troppo teso, e che le squalifiche di due pedine così importanti potrebbero farsi sentire.

Insomma, si affrontano due squadre in calo dopo una partenza lanciata e che non possono perdere: per l’Aalesund perdere significherebbe essere risucchiato nel mucchio, per il Rosenborg una sconfitta vorrebbe dire trovarsi addirittura a meno sei dalla vetta; d’altra parte, data la classifica così corta nei quartieri alti (le prime dieci squadre sono raccolte in appena cinque punti), un pareggio non tornerebbe comodo a nessuno. Alla fine, quale forza avrà la meglio? La voglia di vincere o la paura di perdere?

 7° giornata
4/5: Sandnes Ulf – Vålerenga
Aalesund – Rosenborg
5/5: Odd – Lillestrøm
Strømsgodset – Viking
Haugesund – Sarpsborg 08
Hønefoss – Tromsø
Sogndal – Brann
6/5: Start – Molde

Classifica
Aalesund 13
Strømsgodset 13
Viking 12
Brann 12
Rosenborg 10
Lillestrøm 10
Haugesund 10
Tromsø 9
Start 8
Sandnes Ulf 8
Sarpsborg 08 7
Vålerenga 6
Hønefoss 5
Sogndal 5
Odd 4
Molde 1

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