Betis-Siviglia 3-3. Il derby non tradisce le attese: emozioni, occasioni e remuntada Betis.

Betis per restare agganciato al sogno Champions. Siviglia per sperare ancora nel sesto posto che significa Europa League. Obiettivi differenti, ma in comune la necessità di vincere per entrare in Europa: il derby, quindi, promette scintille. Nei precedenti è in vantaggio il Siviglia, la squadra “nobile” della città, che primeggia anche negli scontri diretti disputati sul campo del Betis. I Los Verderones, oltretutto, non vincono il derby fra le mura amiche da sette anni, e sono reduci da un pesantissimo 5-1 patito nella gara d’andata disputata al Pizjuan. I due tecnici optano per due moduli differenti: Pepe Mel s’affida ad un 4-4-2 molto offensivo, con Campbell e Juan Carlos sulle fasce, Benat e Canas in mezzo al campo, e in avanti la coppia di brevilinei formata da Pabon e Ruben Castro; Unai Emery opta per il collaudato 4-2-3-1, con Rakitic alle spalle dell’unica punta Negredo e la coppia mediana Medel-Kondogbia davanti alla difesa.

L’incontro è vivace sin dai primissimi minuti, con il Betis che prova a schiacciare il Siviglia nella propria metà campo. Dopo sei minuti, il Siviglia passa in vantaggio in contropiede con Rakitic, che viene servito da Reyes e batte un mal posizionato Adrian. La partita s’accende ulteriormente. Il Betis costringe sulla difensiva la compagine ospite ma, al di là di un’insistita azione conclusa da un tiro mancino di Juan Carlos che impegna Beto, non si registrano particolari azioni da gol. Al tredicesimo è ancora il Siviglia ad andare vicino al gol: cross della destra di Juses Navas , Negredo colpisce il pallone con un potente sinistro al volo che – complice la fortuita deviazione di Adrian – si stampa sul palo. Al diciottesimo, dopo un paio di interessanti conclusioni della lunga distanza del Betis terminate di poco fuori, il Siviglia raddoppia: dalla trequarti biancorossa la palla viene lanciata in profondità per la spizzata – al limite dell’area di rigore dei Los Verderones – di Negredo per Rakitic; l’ex giocatore dello Schalke raccoglie la palla, prova a restituire il pallone allo spagnolo ma incappa nell’involontario assist di Javi Chica, che consente al croato di trovarsi a tu per tu con il portiere ospite e di batterlo con un delizioso tocco sotto. Il Betis accusa il colpo e lascia il campo al Siviglia, che in contropiede crea non pochi grattacapi all’inguardabile retroguardia locale. Al trentaduesimo, il Siviglia realizza il terzo gol grazie a Negredo, che s’inserisce alle spalle di Antonio Amaya e concretizza al meglio un delizioso assist tagliente di Reyes. Il Villamarin, esaurito in ogni ordine di posto, continua ad incitare i propri beniamini, che nonostante il triplo svantaggio continuano ad aggredire i cugini. Al trentacinquesimo Benat sfiora il gol su calcio di punizione, ma le speranze dei padroni di casa si riaprono a tre minuti dal riposo: Medel sbaglia nel rilanciare l’azione dei suoi e colpisce sulla schiena Pabon, che raccoglie la palla, s’invola in area di rigore e batte Beto. Alla fine del primo tempo il taballone del Villamarin recita: Betis-Siviglia 1-3.

Il secondo tempo prende avvio con un cambio nel Betis: fuori Juan Carlos, dentro Jorge Molina. Il ritmo della partita non si placa neppure nella ripresa, con il Betis che spinge costantemente nella metà campo avversa. L’occasione da gol più nitida, però, capita sui piedi di Negredo, che viene bloccato in estirada da un difensore ospite. Al cinquantaquattresimo, in seguito ad un blocco ostruzionistico di Fazio su Molina, il Betis ottiene un calcio di rigore: dal dischetto si presenta Ruben Castro, che batte Beto nonostante l’estremo difensore portoghese intuisca la traiettoria del pallone. Il Villamarin è una bolgia, e sul campo saltano i nervi a buona parte dei protagonisti. Passano solo due minuti dal gol di Castro e il Siviglia resta in dieci per l’espulsione di Medel, punito in maniera decisamente pesante dall’arbitro per uno spintone rifilato a Canas, che  trae in inganno il direttore di gara portandosi le mani sul volto. Il Betis, grazie anche alla superiorità numerica, costringe gli avversari sulla difensiva, ma le occasioni da gol latitano  nonostante il match prosegua su ritmi elevati e risulti assolutamente gradevole. A due minuti dal fischio finale, il Betis completa la remontada: cross dalla destra di Pabon indirizzata nell’area di rigore, Nosa – subentrato sette minuti prima al posto di un inguardabile Paulao – stacca benissimo in area di rigore e con un possente colpo di testa batte Beto. Nei minuti finali, sospinto dal calore del proprio pubblico, il Betis continua a premere nella metà campo avversaria, ma il risultato finale non cambia.

Va in archivio un match spettacolare, giocato a viso aperto da entrambe le squadre, affamate di punti per i rispettivi obiettivi europei. Il Betis, complice anche uno schieramento particolarmente offensivo, ha palesato limiti difensivi abbastanza imbarazzanti, mentre in avanti la coppia brevilinea ha funzionato bene, con Pabon (attaccante colombiano di proprietà del Parma) sugli scudi. Il Siviglia ha confermato d’avere al proprio arco una batteria di trequartisti d’assoluto valore, ma in mediana la coppia Medel-Kondogbia – finchè il cileno non è stato espulso – ha fatto acqua da tutte le parti, mettendo sovente in difficoltà la retroguardia Sevillistas. Ci siamo divertiti e lo spettacolo, a livello tecnico, è stato davvero eccellente. Alla resa dei conti, però, questo punto non fa felice nessuno: il Betis resta lontano dalla quarta piazza e dal sogno della coppa delle grandi orecchie; il Siviglia, rischia di veder sfumare definitivamente l’accesso alla prossima Europa League. La storia, però, narrerà della grande remuntada del Betis. E di un Villamarin impazzito, festante ed allegro nonostante il sogno della coppa dalle grandi orecchie si allontani sempre di più. Ah, il potere del derby…

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