Premier League: vincono tutti tranne l’Arsenal, il Chelsea scappa!

Tra ieri ed oggi andava in scena la sedicesima giornata di Premier League, giornata positiva per quasi tutte le squadre di testa, tranne una. Cade l’Arsenal, sconfitto in trasferta a Goodison Park dall’Everton, mentre il Chelsea continua a vincere senza prender gol e torna al successo anche il Liverpool.

Il Chelsea sfrutta il ko dei Gunners e va in fuga

Partiamo dalla lotta per il titolo. L’Arsenal giocava un giorno prima delle altre, ma anziché mettere sotto pressione le rivali, decide di stendere loro un tappeto rosso verso la fuga o il ricongiungimento, a seconda dei punti di vista, perdendo 2-1 sul campo dell’Everton. Certo, la trasferta non era delle più semplici, ma il gol del solito Alexis Sanchez, dopo una fortunosa deviazione sul suo calcio di punizione, poteva essere difeso meglio. Difendere? Verbo sconosciuto dalle parti di Wenger. L’Everton pareggia con un cross del terzino sinistro Baines da destra, colpito di testa dal terzino destro Coleman inseritosi dalla sinistra, entrambi troppo liberi di fare quel che volevano. Il gol partita lo segna Ashley Williams di nuovo di testa, da corner, dopo numerosi tentativi dei Toffees, mentre l’Arsenal prova invano nel finale ad impattare, subendo anche la clamorosa beffa al 94′ di un salvataggio a dir poco miracoloso di Baines sulla linea di porta dopo il tiro a botta sicuro di Iwobi.

Il Chelsea, conoscendo Conte, deve aver esultato poco. Più che altro i Blues si saranno guardati negli occhi per trovare la determinazione ed il cinismo necessari a battere il fanalino di coda Sunderland ed issarsi in vetta a +6 come da pronostico. Detto, fatto. Le due “riserve”, perché di solito partono dalla panchina per entrare a partita in corso, Willian e Fabregas confezionano il gol del vantaggio con un bello scambio al limite dell’area concluso chirurgicamente di destro dallo spagnolo a fine primo tempo. Il Chelsea tiene bene il campo, gestisce il vantaggio, ma non brilla, tanto che servono due interventi di Courtois, di cui uno prodigioso a tempo scaduto su Van Aanholt, per portare a casa i tre punti. E adesso? Chi potrà mai fermare la banda Conte?

Liverpool e City in scioltezza

Il turno infrasettimanale fa bene anche agli uomini di Klopp, che finalmente ritrovano una vittoria scintillante sul campo del Middlesbrough. Sarà la pochezza dell’avversario o la sua inesperienza al triplo impegno nei sette giorni, ma non c’è partita. Le trame dei Reds riescono alla perfezione e Lallana illumina, coadiuvato da un Origi in formissima. Il primo gol dell’ex Saints arriva su cross del suo ex compagno nella compagine dell’Hampshire Clyne, addirittura di testa. A ripresa inoltrata arriva un 2-0 di barcellonesca memoria con una serie di passaggi di prima consecutivi da fare impallidire qualsiasi avversario e l’ultimo tocco del solito Lallana per il marcatore Origi. Il 3-0 è a parti invertite, il belga per l’inglese, ed i Reds riacciuffano l’Arsenal al secondo posto.

Guardiola, al terzo tentativo, riesce a battere un allenatore italiano. A farne le spese è Walter Mazzarri, che non riesce a ripetere le gesta di Conte e Ranieri ed è costretto a cedere 2-0, ma non senza lottare. I Citizens, privi di Aguero e con Yaya Touré in mezzo al campo al fianco di Gündogan, tengono palla per quasi tutto il tempo e trovano il gol sul finire della prima frazione di gara grazie ad un cross di De Bruyne che libera Zabaleta sul secondo palo. Nella ripresa è vero che il City continua ad imperversare e sfiorare più volte il raddoppio, ma all’81’ Ighalo manda alto da buonissima posizione il pallone del possibile 1-1 vanificando gli sforzi della difesa di mantenere gli Hornets attaccati alla partita. Gioco forza pochi minuti dopo arriva il 2-0 con David Silva in contropiede dopo un errore di Guedioura a centrocampo.

Vincono anche Tottenham e United

Col recupero di gran parte degli infortunati, il Tottenham riprende vigore. Manca all’appello il solo Lamela, altrimenti l’undici titolare si può dire interamente ripristinato. Ad ogni modo a brillare stasera è la stella di Eriksen, che segna una doppietta sugli assist dei terzini Rose e Walker, rispettivamente per il primo e per il secondo gol. Poi Wanyama fa 3-0 ribadendo in gol una punizione del talento danese respinta dal palo. L’Hull City è veramente poca cosa, per l’ennesima volta, ma la classifica è ancora magnanima, visti i numerosi ko delle dirette avversarie.

Anche Mourinho gioisce oggi, ma il suo Manchester United vince ancora soffrendo un po’ troppo. I Red Devils si aggrappano alla premiata ditta Ibra-Pogba. Sono loro due a confezionare entrambe le reti con l’assist di petto dello svedese per il francese nel primo tempo e l’inversione delle parti a fine partita per il gol di Ibrahimovic che vale tre punti. Sì, perché nel mezzo era arrivato il pari del Crystal Palace, frutto di un meraviglioso assist di tacco di Delaney per il liberissimo McArthur in area di rigore. Peccato che tutte le squadre davanti abbiano vinto, cosa che non permette allo United di recuperare granché, ma finalmente sembra che la squadra di Mourinho sia in grado di mantenere una certa continuità di risultati. Vedremo se saremo smentiti alla prossima.

Rondon lancia il West Brom, il Bournemouth raggiunge il Southampton, il West Ham torna a vincere

Salomon Rondon riscrive le gerarchie di metà classifica con un’incredibile tripletta di testa nel match casalingo del suo West Brom contro lo Swansea. Incredibile perché va bene segnare il primo gol con uno stacco in mischia da calcio piazzato, ma poi segna due reti praticamente identiche su cross di Brunt dalla trequarti. Un tipo di cross a palombella, per nulla teso, molto prevedibile, ma che finisce inesorabilmente sulla testa dell’attaccante venezuelano per ben due volte di fila posizionato sul secondo palo. Assolutamente impensabile regalare due gol identici durante la stessa partita. Gara che, per la cronaca, finisce poi 3-1 grazie al gol di Routledge nel finale.

I Saints si fanno scavalcare e questo ci poteva stare, visto che stasera erano di scena al Britannia Stadium di Stoke-on-Trent, ma alla luce di quanto accaduto dopo soli 24 minuti di partita, qualche recriminazione sorge. Infatti sono esattamente 24 i minuti che gioca stasera Arnautovic, espulso per un fallaccio a gamba tesa, per cui poi lo Stoke riesce a portare a casa un punto giocando quasi tutta la gara con l’uomo in meno.

Bene per il Bournemouth che nell’anticipo aveva liquidato il Leicester con un 1-0 di misura firmato da Pugh, a conferma che le Foxes di Ranieri hanno sempre e continuamente bisogno di grandi motivazioni per riuscire a vincere qualsiasi match. Questo è il problema più grande per l’allenatore romano in questa stagione, trovare le motivazioni a dei ragazzi che francamente appaiono appagati dall’immane trionfo della stagione passata. E verrebbe anche da comprenderli.

Last but not least: il West Ham torna a vincere. Con il tridente dello scorso anno Payet-Carroll-Lanzini, gli Hammers ritrovano il successo. Non che arrivino chissà quanti gol, perché ne basta solo uno, per di più con il centrocampista Noble e solo su respinta del suo stesso rigore sbagliato, ma la prova è convincente ed il Burnley non riesce a ribaltare il risultato. D’altra parte gli ospiti arrivavano allo stadio olimpico un po’ seduti sugli allori dopo la brillante vittoria di sabato scorso sul Bournemouth. Ad ogni modo è una vittoria importante per la classifica degli uomini di Bilic, che quanto meno allontano di quattro punti la zona retrocessione.

img2

 

COPY CODE SNIPPET
About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.