Barcellona-Real Madrid 1-1, chiamatela zona Ramos: i blaugrana restano a -6

Sergio Ramos risponde nel finale a Suarez: al Camp Nou è 1-1

real madrid ramos

Un classico nel classico: il gol di Ramos al 90′ (o qualche minuto dopo…) è diventato ormai una piacevolissima consuetudine per i madridisti nei match di cartello. Il Real Madrid coglie un punto d’oro, nel finale, al Camp Nou contro il Barcellona e resta a +6 in classifica sui blaugrana. Si allunga la striscia di partite ufficiali senza sconfitte: sono 33 (l’ultima a inizio aprile contro il Wolfsburg, in Champions League), il Real Madrid di Zidane supera quello di Ancelotti e si piazza terzo in questa speciale classifica per quanto riguarda i club spagnoli. Zizou, dopo la vittoria in Catalogna del 2 aprile, coglie un pareggio probabilmente anche più prezioso di quel successo. Al Barça non è bastato il vantaggio di Suarez e un’ottima seconda parte, caratterizzata da due errori sotto porta di Neymar e Messi. In ogni modo, pur restando nell’élite del calcio mondiale (ci mancherebbe altro…), i catalani da tempo sono diventati umani, da tempo non schiacciano gli avversari, qualunque tipo di avversario, come accaduto per più di un lustro.

Il classico alle 16.15 è il frutto di una strategia della lega spagnola rivolta al pubblico cinese e orientale in generale: peccato che quello andato in scena oggi è stato uno dei più brutti degli ultimi anni, caratterizzato da poco, pochissimo gioco, scarsi spunti tecnici, tanti calci e troppe proteste. Alla fine Clos Gómez è riuscito a scontentare tutti, pur senza clamorosi errori: un mezzo rigorino su un fallo di mano di Carvajal, dubbi su un contatto tra Mascherano e Lucas Vazquez in apertura. Ma il nervosismo è stato sinceramente esagerato, soprattutto per una partita a questo punto della stagione. I primi 45 minuti, in particolare, hanno deluso: il Madrid, dopo una decina di minuti di ovvia sofferenza, si è sentito sempre più “comodo” sul terreno di gioco. Gli ospiti hanno difeso con ordine, Ronaldo è riuscito a far salire sempre, Modric ha morso il campo come non accadeva da tempo, Lucas è stato al solito generosissimo creando pericoli su entrambi i lati. Il Barcellona ha pagato il momento non brillante di Busquets e Suarez lontano dal giocatore strabiliante della scorsa stagione. Alla fine le occasioni, nemmeno clamorose, si contano sulle dita di una mano: Varane ribatte su Suarez, servito dal velocissimo Neymar, Ronaldo si fa notare con due spunti a cavallo della mezz’ora, poi è Varane di testa a sfiorare la traversa della porta di ter Stegen. 0-0 giusto al 45′, ma è il Real Madrid a destare migliori sensazioni.

La ripresa sembra cominciare sulla stessa falsariga del primo tempo, ma al 53′ il copione cambia totalmente: Varane prima stende Neymar nei pressi della sua area, sulla sinistra, poi perde Suarez sulla punizione seguente. L’uruguaiano approfitta anche della pigrizia di Keylor Navas, inchiodato sulla linea di porta, e infila di testa staccando all’interno dell’area piccola. Il gol spegne gli ardori del Madrid (che forse aveva speso troppo fino a quel punto) e dà il via ai migliori 20 minuti del Barcellona. Paradossalmente è lì che i ragazzi di Luis Enrique danno speranza ai rivali: sì, perché nonostante l’ingresso di Iniesta, accolto da un’ovazione del Camp Nou (Don Andres è stato 40 giorni out per infortunio), il Real resta in partita. Clamorosi gli errori di Neymar (dopo il dribbling secco su Carvajal) e Messi (diagonale di sinistro fuori misura), poi è Cristiano a sfiorare il pari sul cross di Marcelo (Jordi Alba salva con un pizzico di fortuna): segnali di quello che poi accadrà nel finale. E finale da tempo fa rima con Sergio Ramos: il capitano dei capitolini al 90′, ancora di testa su perfetto cross di Modric, batte ter Stegen e manda in visibilio i propri tifosi. Nei tre minuti di recupero c’è tempo per un’altra, ghiotta, occasione per il Barcellona, ma Casemiro salva sulla linea sul pallonetto di testa di Sergi Roberto. Pari giusto e un pizzico di delusione per un pomeriggio di spettacolo mancato. Ma non ditelo a Sergio Ramos.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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