Manchester City-Sunderland 2-1: decide un autogol di McNair nel finale

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E’ praticamente certo che domani, sui tabloid inglesi, la domanda sarà questo: il primo Manchester City di Guardiola è stato più “boring” o più “lucky”? Non un grande esordio quello del catalano sulla panchina dei “citizens”, ma sarebbe stato folle pretendere calcio champagne e gol il 13 agosto, anche se di fronte c’è il Sunderland. E’ finita 2-1, ha deciso un’autorete di McNair all’87’ e per ora va bene così: 3 punti in cascina, in attesa di qualche recupero (Kompany e Gundogan su tutti) che potrebbe cambiare il volto sbiadito dell’undici sceso in campo oggi.

Kolarov centrale, così la Premier League ha scoperto Pep Guardiola che, per il resto, ha piazzato Fernandinho davanti alla difesa e dato carta bianca ai cinque davanti. Silva in palla ma scoppiato dopo una mezz’ora, Aguero velenoso, De Bruyne voglioso, Sterling decisivo e Nolito…Nolito. Lo spagnolo a 29 anni si gioca l’occasione della carriera, ha qualità ben superiore a quella di Jesus Navas, probabilmente sopravvalutato a suo tempo, bisogna aspettarlo. Ha lasciato comunque sul campo un paio di dribbling stretti dei suoi, e sfiorato il gol da posizione semi-impossibile.

Il Sunderland di Moyes, dal suo canto, passato lo shock iniziale per il rigore in apertura (al 3′), conquistato da Sterling (Van Annholt ingenuo) e realizzato dal Kun, ha retto bene, benissimo. Il biondo ossigenato Borini (terzo in ordine di tempo, in pochi giorni, dopo Messi e Firmino; speriamo sia anche l’ultimo) e Defoe hanno cercato di creare scompiglio e ci sono riusciti: proprio l’esperto centravanti, in chiusura di primo tempo, ha chiamato al grande intervento Ha…no, Caballero.

Sì, l’altra grande novità del Manchester City è l’esclusione di Hart che, per la seconda volta in carriera, si ritrova escluso dal nuovo manager. Accade con Pellegrini (Pantillimon gli fu preferito per qualche partita), la storia si ripete; vedremo se l’epilogo sarà lo stesso, ma Guardiola non è esattamente uno che cambia idea facilmente. Anzi.

Nella ripresa più City: Aguero sbaglia sotto misura, De Bruyne impegna Mannone, più in generale qualche buona trama si vede. Ma il gol del pareggio di Defoe gela il già sonnacchioso Etihad Stadium, l’1-1 a venti dal termine non è la situazione immaginata alla vigilia. Fortuna che all’83’ entra un ex Manchester United (un altro, dopo l’ingresso di Januzaj, impalpabile): è il difensore McNair che impiega 4 minuti per “festeggiare” il suo esordio coi black-cats, infilando il proprio portiere con uno sfortunato colpo di testa. Un po’ boring e un po’ lucky: questo è il primo Pep-City.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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