Guida Euro 2016, Gruppo E: l’Irlanda

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Dopo cinque anni di gestione Trapattoni, a partire dal 2013, la nazionale dell’Irlanda è stata affidata a quella che in patria viene definita la “Odd Couple” (la Strana Coppia, tradurremmo noi), composta dal nordirlandese Martin O’Neill, il selezionatore, e dal suo vice Roy Keane, grande idolo in quel di Manchester, un po’ meno nella verde Eire, dove spesso e volentieri ha avuto grossi contrasti con i vertici della Federazione. I due saranno chiamati a raccogliere l’eredità del Trap, che lascia una Nazionale non certo tra le migliori al mondo, ma che comunque ha dimostrato, tra alti e bassi, di poter competere con esse, un fatto testimoniato dalla qualificazione per gli Europei di Polonia e Ucraina del 2012 e il Mondiale sudafricano del 2010 mancato per un soffio, o un fischio, decidete voi. Dopo aver fallito l’accesso alla kermesse mondiale di due anni fa, la Green Army ha trovato pronto riscatto staccando il pass per l’Europeo in Francia, non senza passare, esattamente come quattro anni fa, dai playoff dopo aver conquistato il terzo posto nel girone dietro alle più quotate Germania e Polonia e lasciandosi alle spalle i cugini della Scozia.

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Se nel 2012 il turno preliminare fu una pura formalità contro la sorprendente – ma fragile – Estonia, questa volta gli irlandesi hanno dovuto vedersela con la Bosnia, fresca esordiente ai Mondiali brasiliani. La squadra di O’Neill ha affrontato la doppia sfida a viso aperto, agguantando agevolmente la qualificazione, prima pareggiando in terra bosniaca e poi strappando un 2 a 0 tra le mura amiche dell’Aviva Stadium. Ora, i Greens, sono arrivati in Francia con l’obiettivo di restarci, anche se sembra obiettivamente difficile puntare il classico scellino su Robbie Keane e soci considerato che il movimento calcistico irlandese non è mai stato tradizionalmente dei più floridi e quella che potrebbe essere definita la Generazione d’Oro sta pian piano perdendo i pezzi verso il definitivo pensionamento. La nota lieta è comunque la positiva atmosfera che gravita intorno a uno spogliatoio molto unito, coeso e concentrato, soprattutto per merito della disciplina quasi militaristica che il duo O’Neill-Keane ha saputo creare in questo primo biennio di gestione. Per concludere, i precedenti maturati durante le uniche due partecipazioni ai campionati europei (1988 e 2012) parlano chiaro per l’Irlanda, con quattro sconfitte ottenute nei sei match disputati: la speranza è che il nuovo corso della “Odd Couple” possa dare i frutti sperati e imprimere una tanto decisa quanto piacevole inversione di rotta e ridare lustro al panorama calcistico rimasto un po’ impolverato dopo i fasti degli anni ’90.

ANALISI TECNICO-TATTICA

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Brutta, ma estremamente coriacea ed efficace, capace di concretizzare le pochissime occasioni a disposizione. Si può riassumere così l’analisi tecnica della squadra, a cui il selezionatore Martin O’Neill ha saputo dare un’impronta con il proprio classicissimo 4-4-2, che in più di un’occasione si è trasformato nel corso delle gare in 4-4-1-1 o in 4-2-3-1 a seconda degli interpreti e del momento del match. Il punto di forza della Nazionale è, come detto, la fase difensiva, testimoniata dai soli 5 gol subiti durante il turno di qualificazione alla manifestazione. Al contrario, l’attacco sembra essere il reparto più carente, visto che dei 19 gol fatti, ben 11 sono arrivati solamente nei due incontri contro la più che modesta Gibilterra. Tra i pali resta ancora vivo il ballottaggio tra l’ormai 40enne Shay Given e Darren Randolph visto che i due si sono alternati molto spesso durante la campagna di qualificazione. La difesa a quattro non dovrebbe offrire sorprese: i due centrali saranno il veterano John O’Shea e Ciaran Clark, con Richard Keogh come primo cambio dalla panchina. Sulle fasce laterali spazio a Seamus Coleman e Robbie Brady, con quest’ultimo che viene spesso utilizzato anche come esterno di centrocampo a vantaggio di Stephen Ward. La linea di centrocampo potrebbe invece variare in corso d’opera, passando come detto da un diamante a quattro oppure con due mediani e tre mezze ali che andrebbero ad agire dietro l’unica punta. In entrambi i casi gli interpreti dovrebbero rimanere invariati, con le maglie da titolari nelle mani di James McCarthy, Glenn Wheelan, Wes Hoolahan e James McClean. Da non sottovalutare anche le candidature di Aiden McGeady e Jeff Hendrick, due pedine molto importanti nello scacchiere irlandese per la propria duttilità tattica. In avanti inamovibile il nuovo eroe nazionale Shane Long, con Jonathan Walters come probabile partner d’attacco, ma attenzione anche all’eterno Robbie Keane, che in Francia non intende certo restare a guardare i propri compagni dalla panchina.

LA STELLA

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Sebbene Shane Long sia reduce da una grande stagione a livello personale con la maglia del Southampton, la stella della squadra rimane, un po’ nostalgicamente, ancora una volta Robbie Keane, che in Francia quasi certamente disputerà le ultime gare con la maglia della propria Nazionale. L’attaccante dei Los Angeles Galaxy è rimasto parecchio ai box quest’anno a causa di alcuni problemi fisici, tra cui un fastidio al ginocchio che ha costretto il numero 10 dell’Irlanda a saltare buona parte dell’ultimo campionato americano, tanto da metterlo in dubbio anche per Euro 2016. Durante le qualificazioni si è laureato top scorer della squadra con 5 centri, ma a onor del vero va sottolineato come essi siano arrivati solo nei due match contro Gibilterra, utili comunque a Keane per stabilire il record per il maggior numero di gol segnati proprio durante le fasi preliminari del torneo, ora fissato a quota 23. Senza contare che, inoltre, è il detentore dei record per presenze (143) e reti (67) con la maglia dell’Irlanda. Keane è ormai una stella prossima al ritiro, ma O’Neill non ha comunque voluto privarsi del suo capitano, che certamente passerà alla storia come uno dei migliori talenti del movimento calcistico irlandese, se non addirittura il migliore in assoluto.

LA SORPRESA

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Per affrontare l’impegno europeo, mister O’Neill, si è affidato a giocatori di grande esperienza internazionale, con l’età media della squadra che si presenta come una delle più elevate della competizione. Pochi i giovani in rampa di lancio, ma gli addetti ai lavori puntano molto sulla consacrazione di Robbie Brady, terzino attualmente in forza al Norwich. Il classe ’92 rappresenterà un uomo chiave per l’Irlanda, soprattutto grazie alla grande capacità di attaccare lo spazio esterno sull’out di sinistra, abilità che gli ha permesso di mettersi parecchio in mostra durante l’ultima stagione in Premier League, dove ha anche collezionato 3 marcature. Ci sono però ancora alcuni punti interrogativi sul giovane, soprattutto per quanto riguarda la fase difensiva, che spesso si presenta lacunosa vista la sua propensione nello spingersi verso l’attacco. Compito di mister O’Neill sarà quello di trovare al proprio asso nella manica la giusta connotazione tattica per sfruttare al meglio le ambizioni offensive di Brady e al tempo stesso sigillare la corsia di sua competenza.

PROSPETTIVE

Come per la passata edizione dei Campionati Europei, anche per quest’anno l’obiettivo minimo della Green Army resta, senza troppe illusioni, quello di onorare al meglio il proprio impegno durante la kermesse continentale. Il girone non si presenta come uno dei più proibitivi in assoluto, anche se con nessuna delle dirette avversarie l’Irlanda vanta un record di vittorie positivo. Belgio, Svezia e Italia dunque partono decisamente più avvantaggiate rispetto ai Greens nella caccia al pass per gli ottavi di finale, ma è importante sottolineare come anche un terzo posto potrebbe garantire l’accesso alla fase a eliminazione diretta. Per questo gli irlandesi si giocheranno le proprie carte, dando battaglia fino all’ultimo minuto per strappare con i denti una qualificazione che, a oggi, sembra comunque essere sì un miraggio, ma in fondo nemmeno troppo lontano.

CONVOCATI

Pos. Giocatore Data Nascita Squadra
P Keiren Westwood 23 ottobre 1984 Sheffield Wednesday (Inghilterra)
P Shay Given 20 aprile 1976 Stoke City (Inghilterra)
P Darren Randolph 12 maggio 1987 West Ham (Inghilterra)
D Seamus Coleman 11 ottobre 1988 Everton (Inghilterra)
D Ciaran Clark 26 settembre 1989 Aston Villa (Inghilterra)
D John O’Shea 30 aprile 1981 Sunderland (Inghilterra)
D Richard Keogh 11 agosto 1986 Derby County (Inghilterra)
D Shane Duffy 1 gennaio 1992 Blackburn (Inghilterra)
D Cyrus Christie 30 settembre 1992 Derby County (Inghilterra)
D Stephen Ward 20 agosto 1985 Burnley (Inghilterra)
C Glenn Whelan 13 gennaio 1984 Stoke City (Inghilterra)
C Aiden McGeady 4 aprile 1986 Sheffield Wednesday (Inghilterra)
C James McCarthy 12 novembre 1990 Everton (Inghilterra)
C James McClean 22 aprile 1989 West Bromwich (Inghilterra)
C Jeffrey Hendrick 31 gennaio 1992 Derby County (Inghilterra)
C David Meyler 29 maggio 1989 Hull City (Inghilterra)
C Robert Brady 14 gennaio 1992 Norwich (Inghilterra)
C Wes Hoolahan 20 maggio 1982 Norwich (Inghilterra)
C Stephen Quinn 4 aprile 1986 Reading (Inghilterra)
A Shane Long 22 gennaio 1987 Southampton (Inghilterra)
A Robbie Keane 8 luglio 1980 Los Angeles Galaxy (USA)
A Jonathan Walters 20 settembre 1983 Stoke City (Inghilterra)
A Daryl Murphy 15 marzo 1983 Ipswich Town (Inghilterra)

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