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Guida Euro 2016, gruppo D: la Repubblica Ceca

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Nonostante non possieda una lunga storia e tradizione, la Repubblica Ceca può vantare un curriculum di tutto rispetto in campo internazionale, sopratutto se parliamo degli Europei. Dopo la divisione della Cecoslovacchia del 1992, i cechi sono infatti sempre riusciti a qualificarsi per le fasi finali della competizione; non si può dire la stessa cosa per i Mondiali, dove hanno ottenuto il pass solamente in una circostanza, vale a dire per il torneo in Germania del 2006, per poi uscire mestamente ai gironi. Nella competizione continentale per nazioni, la Cechia è arrivata ben due volte ad un passo dall’impresa: nel 1996, alla sua prima apparizione, dopo un cammino straordinario fino alla finale, solamente il Golden Gol di Oliver Bierhoff nei tempi supplementari l’ha condannata alla seconda piazza, mentre 8 anni più tardi l’extra-time è risultato nuovamente fatale ai biancorossi, uscendo per mano della Greciadei miracoli” di Otto Rehhagel, vincitrice del torneo, grazie ad una rete dell’ex difensore della Roma Troianos Dellas al minuto 105. Due risultati difficili da ripetere, visto il roster di team ai nastri di partenza e soprattutto il periodo di transizione che la Repubblica Ceca sta vivendo, con un cambio generazionale.

Nel percorso di qualificazione, gli addetti ai lavori prevedevano una Repubblica Ceca in lotta per il secondo posto con Islanda e Turchia, con l’Olanda distante anni luce, salvo poi ricredersi davanti allo straordinario cammino della selezione guidata dal c.t. Pavel Vrba. I cechi sono infatti riusciti a chiudere il girone al primo posto, conquistando ben 22 sui 30 punti disponibili. La formazione biancorossa è riuscita a battere gli ‘Oranjes‘ sia nella gara d’andata che in quella di ritorno, con tre “incidenti” nel cammino di qualificazione che hanno leggermente frenato un percorso netto: stiamo parlando del pareggio interno con la Lettonia, conquistato in extremis nei minuti di recupero dopo essere stati in svantaggio per tutto l’incontro, e le sconfitte negli scontri diretti con l’Islanda e la Turchia (arrivata a qualificazione già acquisita). Percorso che però evidenzia in termini statistici una vulnerabilità difensiva sulla quale Vrba ha lavorato in vista delle sfide con Spagna, Croazia e Turchia: la Repubblica Ceca ha registrato infatti la peggior differenza reti tra le nove vincenti del girone.

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L’artefice principale di questa qualificazione è sicuramente lui, Pavel Vrba, che dopo tanta gavetta dalle giovanili del Banik Ostrava fino alla vittoria del campionato con il Viktoria Plzeň, passando per lo Zilina (in Slovacchia), è riuscito a far conoscere il suo gioco fluido e offensivo, ispirato all’Arsenal di Wenger, arrivando a calcare i campi internazionali di Champions ed Europa League, prima di approdare alla guida della Nazionale. Il commissario tecnico nato a Přerov 52 anni fa possiede una personalità fuori dagli schemi sia dentro che fuori dal campo di gioco, come testimonia quanto accaduto lo scorso novembre: appena un mese dopo la vittoria in trasferta contro l’Olanda, che ha consegnato matematicamente il primo posto nel girone di qualificazione alla sua squadra, Vrba ha voluto convocare tutta la selezione ceca presso lo studio di registrazione della principale emittente radiofonica del Paese per un’iniziativa davvero singolare. I calciatori si sono divertiti a cantare una canzone scritta per l’occasione dal titolo “Jeden za všechny”, che riprende il motto celebre dei tre moschettieri “Uno per tutti”. L’obiettivo del tecnico era quello di cementare lo spirito di gruppo, continuando il progetto portato avanti durante le qualificazioni: Vrba infatti ha saputo coinvolgere i giovani più interessanti del panorama nazionale affiancandogli i più esperti, presenti nel giro della Nazionale già da qualche anno.

ANALISI TECNICO-TATTICA

Vrba è considerato in patria l’artefice di un cambiamento epocale in ambito calcistico: con lui è infatti nato il mito del “Barcellona Ceco”, che lo stesso tecnico ha provato a spiegare: “Quando i giocatori non si limitano a calciare lungo, ma vedono un’opportunità per unirsi all’attacco il calcio diventa più divertente. Parliamo di un calcio associativo, diventato un trend di tutta l’Europa” ha confessato lo stesso 52enne, confermando inoltre di “aver davvero un po’ cambiato il calcio in Repubblica Ceca: prima c’era la convizione diffusa che si dovesse vincere obbligatoriamente in casa e strappare punti in trasferta era considerato un miracolo, mentre ora non è più così”.vrb

Pavel Vrba

Il commissario tecnico ceco ha trapiantato in Nazionale il suo credo calcistico votato all’attacco accanto ad un gioco spumeggiante, basato sul 4-2-3-1: un modulo che all’occorrenza può trasformarsi a seconda degli interpreti in 4-3-3, con un regista e due incontristi, o 4-4-2, schierando una seconda punta a supporto del centravanti. L’estremo difensore sarà certamente il calciatore simbolo di questa squadra, Petr Čech, con il portiere del Basilea Vaclík come validissima alternativa. Quest’ultimo, nonostante abbia raggiunto un ottimo livello in termini di prestazioni e risultati in campo nazionale ed internazionale, partecipando da protagonista al cammino del suo club fino agli ottavi di finale di Europa League contro il Siviglia, non è ancora riuscito a guadagnarsi la maglia da titolare della sua Nazionale, subendo ancora una volta il carisma del portiere dell’Arsenal.

Con l’esclusione del fedelissimo Prochazka, che ha pagato il trasferimento in Turchia durante la sessione invernale di mercato, le audizioni per due posti al centro della difesa vedono in gara Kadlec (Fenerbahce), Suchý (Basilea) e Sivok (Bursaspor). I primi due sembrano essere i favoriti per una maglia da titolare, anche se Vrba potrebbe decidere all’ultimo di puntare sull’esperienza in campo internazionale di Sivok per cercare di risolvere il problema della vulnerabilità della linea difensiva. Sulle corsie esterne agiranno Pavel Kadeřábek, autore di un’ottima stagione con la maglia dell’Hoffenheim e uno dei maggiori talenti sulla quale potrà puntare la Nazionale Ceca in futuro, e David Limberský, una colonna del Viktoria Plzeň di Vrba: essi possiedono qualità offensive spiccate cercando, proprio come richiede il commissario tecnico, una costante proiezione in avanti attraverso combinazioni e sovrapposizioni.

Il gioco propositivo dei terzini provoca però nel contempo degli scompensi in fase difensiva: la formazione di Vrba regala infatti molti spazi in campo aperto agli avversari ogni qualvolta perde il pallone, non riuscendo a mantenere la porta inviolata dal 15 novembre 2013 (2-0 al Canada) tra incontri ufficiali e amichevoli. Davanti alla difesa sarà Darida a dettare i tempi di gioco, con altri 2 posti in ballottaggio nella calda estate francese. Plašil, calciatore ex Catania ora al Bordeaux, e Pavelka si contendono una maglia da titolare accanto al centrocampista dell’Herta Berlino, mentre è piena bagarre sulla trequarti, con Skalák (Brighton) e Kolář pronti a lottare per il posto di “proprietà” di Tomáš Rosický. Il “Piccolo Mozart” vuole a tutti costi esserci, nonostante i soliti problemi fisici che lo hanno perseguitato durante tutta la sua carriera e continuano a farlo tutt’ora: dopo l’infortunio al ginocchio, che lo ha costretto ad un stop forzato di otto mesi, il 30 gennaio di quest’anno proprio nella partita del rientro all’“Emirates Stadium” contro il Burnley dopo essere stato omaggiato dai suoi tifosi con un grande applauso al momento dell’ingresso sono bastati 180 secondi per tornare KO. Nel tentativo di crossare, Rosický è scivolato sul piede d’appoggio rompendosi il quadricipide femorale. Un nuovo infortunio che pare essere superato, ma un’eventuale ricaduta spalancherebbe le porte a Daniel Kolář. Quest’ultimo rappresenta una vera e propria bandiera del Plzeň e potrà eventualmente comporre quell’ossatura “rossoblu” sulla quale si affida Vrba.

Le ali saranno invece di marca granata, il colore di riferimento dello Sparta Praga, con a sinistra Ladislav Krejčí e a destra Bořek Dočkal, il talento più cristallino del calcio ceco. Anche se non più giovanissimo, l’ala classe 1988 rappresenta il giusto mix di doti tecniche e fisiche: dotato di un gran tiro e di facilità di corsa, è riuscito in questa stagione ad esplodere anche a livello internazionale con prestazioni eccellenti in Europa League, con la Lazio nella lista delle squadre a farne le spese. I biancocelesti conoscono bene anche Krejčí, cursore di fascia in grado di saltare con facilità l’uomo grazie ad una buona tecnica di base e grande velocità di esecuzione. Per i due, gli Europei potrebbero rappresentare un’importante vetrina per sbarcare definitivamente nei maggiori campionati continentali.

Questi calciatori, grazie alla capacità di finalizzazione, hanno l’obiettivo di provare almeno in parte a sopperire l’assenza di un grande finalizzatore, assente nella rosa di Vrba. Il ruolo di centravanti dovrebbe essere occupato dal 34enne David Lafata, capitano dello Sparta Praga e autore di una straordinaria stagione, che ha però all’attivo solamente 8 reti in 40 presenze con la maglia della Nazionale. Ai nastri di partenza, gli altri attaccanti (Necid e Škoda) partono alle sue spalle e dovranno cercare di mettere in difficoltà Vrba se vorranno ritagliarsi uno spazio nella competizione. Tomáš Necid a 26 anni può già vantare una buona esperienza internazionale grazie alle avventure in giro per l’Europa con le maglie di CSKA Mosca, PEC Zwolle e Paok Salonicco, oltre a quella del Bursaspor in cui milita ora, mentre Milan Škoda è riuscito a conquistarsi la convocazione a suon di gol, ben 15, con la maglia dello Slavia Praga, trascinando la formazione capitolina ai preliminari d’Europa League, ma che a 30 anni non ha mai varcato i confini del calcio nazionale.

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Talento e carisma a servizio dei compagni: il trascinatore di questa Repubblica Ceca sarà certamente il suo portierone Petr Čech. L’estremo difensore dell’Arsenal è insieme al suo compagno di club Tomáš Rosický il calciatore di maggior spessore nel gruppo di Pavel Vrba e dovrà guidare i compagni più giovani nella loro prima avventura in Francia. Il 34enne possiede la personalità del classico leader silenzioso, che sa far valersi all’interno dello spogliatoio. La sua presenza sarà certamente anche fondamentale tra i pali, rappresentando la massima tranquillità che un tecnico e un compagno di squadra potrebbero desiderare.

Con all’attivo ben 119 presenze con la maglia della Nazionale, il calciatore nato a Plzeň e cresciuto nel settore giovanile della formazione campione della Repubblica Ceca ha in questa stagione collezionato 42 presenze riuscendo nell’impresa di entrare nella “Hall of Fame” della Premier League grazie al record di imbattibilità: nella gara tra Arsenal e Bournemouth terminata sul risulato di 2 a 0 per i Gunners, mantenendo la sua porta inviolata per la 170esima volta, Čech ha staccato nella classifica dei ‘clean sheets’ David James diventando così il portiere che nella storia del campionato inglese per più volte è riuscito a non subire gol in una singola partita. Un dato davvero eccezionale: Čech non ha infatti subito gol nel 35% delle partite giocate nella massima serie inglese. Il record ovviamente tiene in considerazione anche la sua lunga permanenza al Chelsea, club con la quale ha scritto la storia conquistando in 11 anni ben 15 trofei tra cui una Champions League conquistata nella stagione 2011/2012 e quattro campionati di Premier League.

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I profili più interessanti della Repubblica Ceca sono sicuramente i due calciatori che compongono la catena di destra della formazione di Vrba, Pavel Kadeřábek e Bořek Dočkal. Se il primo è già sbarcato nella scorsa stagione nel calcio europeo d’alto livello con l’approdo tra le fila dell’Hoffenheim, in Germania, per Dočkal questa competizione potrebbe rappresentare davvero la vetrina ideale per il definitivo salto di qualità. Il calciatore 28enne è nel pieno della maturità calcistica e potrà garantire una buona dose di quantità e qualità alla sua Nazionale, come dimostrano i soprannomi a lui assegnati di “Nuovo Beckham” e “Guerriero”. Egli riesce ad essere infatti nel contempo sia l’uno che l’altro: possiede infatti un ottimo tiro con entrambi i piedi ed è sempre tra gli ultimi ad arrendersi grazie ad un grande carattere che gli permette di lottare su tutti i palloni. In questa stagione ha partecipato alla splendida cavalcata dello Sparta Praga fino ai quarti di finale d’Europa League, collezionando 45 presenze condite da 13 reti e 13 assist. La sua tendenza a rientrare verso il centro gli ha infatti permesso di andare molte volte alla conclusione o fornire l’assist vincente, raggiungendo in entrambi i casi la doppia cifra.

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Dopo lo splendido cammino per accedere alla fase finale della competizione, con la vittoria del girone ai danni di Olanda, Turchia e Islanda, la Repubblica Ceca non è stata molto fortunata in sede di sorteggio. Il girone D oppone la squadra di Vrba alle temibili compagine di Spagna e Croazia, oltre ad affrontare nuovamente la Turchia. Le prime due sembrano irraggiungibili per il netto divario tecnico, con la Cechia che sulla carta dovrà giocarsi il terzo posto con la formazione della conoscenza del calcio italiano Fatih Terim. La terza piazza potrebbe infatti garantire l’accesso alla fase ad eliminazione diretta della competizione, premiando le migliori 4 terze. L’obiettivo della formazione di Vrba è proprio quello di conquistare il pass per gli ottavi di finale: un risultato che potrebbe essere raggiunto grazie alla coesione di un gruppo molto unito e ad una condizione fisica sopra la media che potrebbe limitare il divario tecnico-tattico con squadre di caratura superiore.

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 P Petr Čech 20 maggio 1982 Arsenal (Ing)
16 P Tomáš Vaclík 29 marzo 1989 Basilea (Svi)
23 P Tomáš Koubek 26 agosto 1992 Slovan Liberec
17 D Marek Suchý 15 settembre 1983 Basilea (Svi)
4 D Theodor Gebre Selassie 24 dicembre 1986 Werder Brema (Ger)
5 D Roman Hubník 6 giugno 1984 Viktoria Plzeň
8 D David Limberský 6 ottobre 1983 Viktoria Plzeň
2 D Pavel Kadeřábek 25 aprile 1992 Hoffeinhem (Ger)
3 D Michal Kadlec 13 dicembre 1984 Fenerbahce (Tur)
11 D Daniel Pudil 27 settembre 1985 Sheffield Wednesday (Eng)
6 D Tomáš Sivok 15 settembre 1983 Bursaspor (Tur)
10 C Tomáš Rosický 4 ottobre 1980 Arsenal (Eng)
22 C Vladmir Darida 8 agosto 1990 Herta Berlino (Ger)
 9 C  Bořek Dočkal  30 settembre 1988  Sparta Praga
 15 C David Pavelka  18 maggio 1991  Kasimpasa (Tur)
 13  C  Jaroslav Plašil  5 gennaio 1982 Bordeaux (Fra)
20 C Jiří Skalák 12 marzo 1992 Brighton (Eng)
19 C Ladislav Krejčí 5 luglio 1992 Sparta Praga
18 C Josef Šural 20 maggio 1990 Sparta Praga
14 C Daniel Kolář 27 ottobre 1985 Viktoria Plzeň
7 A Tomáš Necid 13 agosto 1989 Bursaspor (Tur)
21 A David Lafata 18 settembre 1981 Sparta Praga
12 A Milan Skoda 16 gennaio 1986 Slavia Praga

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