HomeRubricheI Santoni del Calcio Europeo: Simeone ed Emery nel club dei grandissimi

I Santoni del Calcio Europeo: Simeone ed Emery nel club dei grandissimi

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Il tecnico argentino dell’Atlético Madrid e quello spagnolo del Siviglia entrano nella prestigiosa cerchia di allenatori che annoverano almeno tre finali europee nel loro curriculum. Un gota dominato dai tecnici italiani, ben 6 nella storia

Arrivare a una finale europea rappresenta per qualsiasi tecnico un risultato straordinario, perché la partita decisiva di un torneo continentale non è certo qualcosa che capita ogni fine settimana, come una partita di campionato, o all’inizio dell’autunno, quando la propria squadra in genere esordisce nella coppa nazionale. Arrivare due volte a una finale del genere è un segnale di eccezionale continuità. Ma come si dice è tre il numero perfetto, ed è forse quello che anche in ambito di finali europee sembra poter definitivamente consacrare alla leggenda un allenatore.

ECCO IL DETTAGLIO DEI TECNICI PLURIFINALISTI CON ALMENO 3 FINALI NEL NOVERO:

6 FINALI: Giovanni Trapattoni (ITA), Alex Ferguson (SCO) Ferguson Trapattoni

5 FINALI: Udo Lattek (GER), Miguel Muñoz (SPA), Ernst Happel (AUT), Raymond Goethals (BEL) Marcello Lippi (ITA), Johann Cruyff(HOL), Sven Goran Eriksson (SWE)

4 FINALI: Robert ‘Bob’ Paisley (ENG), Carlo Ancelotti (ITA), Nereo Rocco (ITA), Ottmar Hitzfeld (GER), Jupp Heynckes (GER), Louis Van Gaal (HOL), Rafael Benítez (SPA), Vujadin Boskov (YUG)

3 FINALI: José Mourinho (POR), Helenio Herrera (ARG), Fabio Capello (ITA), Nevio Scala (ITA), Unay Emery (SPA), Diego Pablo Simeone (ARG), Héctor Raúl Cúper (ARG), Arsène Wenger (FRA)
ECCO LA PARTICOLARE GRADUATORIA A SECONDA DEI PAESI DI PROVENIENZA

ITALIA(6): Giovanni Trapattoni 6, Marcello Lippi 5, Carlo Ancelotti e Nereo Rocco 4, Fabio Capello e Nevio Scala 3

GERMANIA(3): Udo Lattek 5, Ottmar Hitzfeld e Jupp Heynckes 4

SPAGNA(3): Miguel Muñoz 5, Rafael Benítez 4, Unay Emery 3

ARGENTINA(3): Helenio Herrera, Diego Pablo Simeone, Héctor Raúl Cúper 3

OLANDA(2): Johann Crujiff 5 e LouisVan Gaal 4

INGHILTERRA(2): Robert Paisley 4, Bill Nicholson 3

SCOZIA: Alex Ferguson 6

AUSTRIA: Ernst Happel 5

BELGIO: Raymond Goethals 5
SVEZIA: Sven Goran Eriksson 5
YUGOSLAVIA: Vujadin Boskov 4
PORTOGALLO: José Mourinho 3
FRANCIA: Arsène Wenger 3
RECORD E CURIOSITA’

Il nostro Giovanni Trapattoni ed Alex Ferguson sono in cima alla graduatoria. Il Trap è uno dei due tecnici assieme al tedesco Udo Lattek ad aver vinto Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa UEFA: in quest’ultima competizione-Unay Emery lo puñ raggiungere-è leader solitario in fatto di trionfi, con un record di 3 successi(Juventus 1977 e 1993, Inter 1991).

Carlo Ancelotti(Milan e Real Madrid) è assieme a Bob Paisley uno dei due allenatori ad aver vinto in tre occasioni la Coppa dei Campioni/Champions League. L’italiano è anche uno dei 5 tecnici ad aver vinto la coppa dalle grandi orecchie alla guida di due club diversi: il tecnico di Reggiolo ci è riuscito due volte con il Milan(2002/03 e 2006/07) e una con il Real Madrid(2013/14). Gli altri quattro sono Ernst Happel(Feyenoord 1969/70 e Amburgo 1982/83), Ottmar Hitzfeld(Borussia Dortmund 1996/97 e Bayern 2000/01), José Mourinho(Porto 2003/04 e Inter 2009/10) e Jupp Heynckes(Real Madrid 1997/98 e Bayern 2012/13).

Ancelotti

Marcello Lippi è l’unico allenatore che ha disputato quattro finali europee consecutive: tutte con la Juventus, da quella di Coppa UEFA del 1994/95 al trittico di finali di Champions League, dal 1995/96 al 1997/98: ha vinto solo ai rigori quella di Champions del 95/96. Assieme a Fabio Capello è l’unico tecnico ad aver guidato una squadra in tre finali consecutive di Coppa dei Campioni/Champions League: Fabio Capello guidò il Milan nelle tre finali precedenti a quelle dove Lippi fu presente, dal 1992/93 al 1994/95.

Robert Paisley è l’unico allenatore ad aver vinto tre finali europee consecutive, Coppa UEFA 1975/76 e due di fila in Coppa dei Campioni(1976/77 e 1977/78): Unay Emery può eguagliarlo. Assieme a Nereo Rocco, Paisley detiene intoltre un record perfetto in tutt’e quattro le finali in cui ha partecipato: Paisley oltre al trittico di trionfi degli anni ’70 ha vinto la Coppa Campioni 1980/81; el paròn Rocco ha vinto le due di Coppa dei Campioni del 1962/63 e 1968/69 e quelle di Coppa delle Coppe, 1967/68 e 1972/73. Anche José Mourinho ha vinto tutt’e tre le finali continentali a cui ha preso parte: Coppa UEFA 2002/03, Champions League 2003/04 e 2009/10.

Paisley

Ernst Happel è l’unico allenatore che ha guidato tre squadre diverse in finale di Coppa dei Campioni: Feyenoord 1969/70, Bruges 1977/78 e Amburgo 1982/83. Ha vinto la prima e la terza.

Unay Emery è l’unico tecnico ad aver partecipato a tre finali consecutive di Coppa UEFA/Europa League, tutte con il Siviglia.

Raymond Goethals e Johann Cruyff sono i due tecnici ad aver disputato tre finali di Coppa delle Coppe: Goethals due con l’Anderlecht nel 1976/77 e 1977/78( una sconfitta e una vittoria nell’ordine) e quindi con lo Standard Liegi nel 1981/82, sconfitto 2-1 al Camp Nou dal Barcellona padrone di casa, guidato da Udo Lattek; per Cruyff quella con l’Ajax nel 1986/87( vittoria 1-0 contro la Lokomotiv Lipsia) e due con il Barcellona nel 1988/89 e 1990/91( vittoria nella prima 2-0 contro la Sampdoria di Boskov, sconfitta nella seconda contro il Manchester United di Ferguson).

Sven Goran Eriksson è il solo allenatore ad aver guidato tre squadre diverse a una finale di Coppa UEFA: IFK Goteborg nel 1981/82, Benfica nel 1982/83 e Lazio 1997/98.

Hector Raúl Cúper ha partecipato a tre finali europee consecutive, ma le ha perse tutte: prima in Coppa delle Coppe con il Majorca nel 1998/99, quindi due di fila in Champions League nel 1999/2000 e 2000/01 alla guida del Valencia.

Arsène Wenger è assieme a Trapattoni, Lattek e Eriksson uno dei quattro tecnici ad aver disputato finali in tutt’e e tre le tradizionali competizioni europee, ma come Héctor Cúper ha perso tutt’e tre le finali giocate: con il Monaco quella di Coppa delle Coppe 1991/92 (2-3 contro il Werder Brema); e con l’Arsenal quelle di Coppa UEFA del 1999/2000 (ai rigori contro il Galatasaray) e quella di Champions League del 2005/06(1-2 contro il Barcellona).

I GRANDI ASSENTI

Una lista di 25 tecnici che probabilmente meriterebbe di essere più estesa. Tanti gli assunti illustri, a partire da Vicente Del Bosque,unico allenatore ad aver vinto Mondiale, Europeo e Champions League, ma solamente presente in due finali continentali, entrambe vinte in Champions. Nel novero due sconfitte in semifinale della massima competizione europea, ma c’è da dire che la sua carriera da allenatore di club professionale è stata brevissima: al Real dal gennaio 2000 al maggio 2003, ha poi diretto nel 2004-05 il Besiktas, prima di intraprendere la sua fantastica carriera da ct della Spagna.

Sempre dando uno sguardo all’attualità, Pep Guardiola è un altro grande nome che manca all’appello: due finali in Champions con il Barcellona e altrettante vittorie contro il Manchester United di Alex Ferguson. Pesano le cinque eliminazioni in semifinale di Champions League, in particolare le ultime tre con il Bayern, ma la sua gloriosa carriera è solo agli inizi e sette semifinali in sette edizioni di Champions rappresentano un numero da grandissimo. La sua presenza in questo elenco è solo un dettaglio da sistemare e non sminuisce certo la sua aurea leggendaria.

Arrigo Sacchi è un altra assenza che spicca. Strabiliante quel suo Milan pigliatutto, per gioco, spettacolo, intensità e fuoriclasse. Con i rossoneri due finali consecutive vinte in Coppa dei Campioni, le ultime due in fila nella storia della manifestazione. Ma una volta consumatosi il divorzio con il Diavolo, Sacchi ha tentato sporadiche avventure sulla panchina di un club: nel 1998/99 fu il suo Parma ad estrometterlo da una possibile finale di Coppa UEFA, nella sua unica stagione alla guida dell’Atlético Madrid. Il secondo posto del Mondiale 1994 con l’Italia lo consacra tra i più grandi.

Brian Clough. Genio e sregolatezza, il miglior tecnico che non ha mai guidato la nazionale inglese la sua impresa impossibile l’ha compiuta con il Nottingham Forest, che in tre anni dal 1977 al 1980 portò dalla B a due Coppe dei Campioni di fila. Potrebbe esserci stato anche lui in questo club delle tre finali, ma nel 1972/73 perse alla guida del Derby County la semifinale di Coppa dei Campioni contro la Juventus e nel 1983/84 con il Forest venne estromesso in semifinale di Coppa UEFA dall’Anderlecht: nel 1996 venne a galla una mazzetta pagata dal presidente dell’Anderlecht, Constant Van den Stock, per corrompere l’arbitro spagnolo del retour match a Bruxelles. Ma l’anno di squalifica al club belga non poté restituire certo a Clough quella finale.

Rinus Michels diede inizio a un ciclo fantastico con l’Ajax nel 1971, vincendo la prima delle tre Coppe Campioni di fila dei Lancieri di Amsterdam. Lasciò poi il passo al rumeno Stefan Kovacs per completare il fantastico trittico. Al Barcellona dal 1971 al 1975 gli rimase il cruccio di non poter raggiungere in quattro annate nessuna finale europea(la finale definitiva di Coppa delle Fiere contro il Leeds del 1971 non conta): nell’ultima stagione, 1974/75, ci andò vicino, ma in Coppa dei Campioni proprio il Leeds United buttò fuori il Barça in semifinale. Alla guida della nazionale olandese due finali storiche a Monaco di Baviera: quella del Mondiale 1974 persa 1-2 contro la Germania Ovest e quella dell’Europeo 1988, vinta 2-0 contro l’URSS. Leggendario padre del Calcio Totale, anche per lui l’assenza da questa lista è solo un dettaglio che non modifica l’alone epico della sua carriera.

Valery Lobanovsky. Il Colonnello che spese una vita alla guida della Dinamo Kiev, con cui vinse due finali in Coppa delle Coppe nel 1974/75 e 1985/86. Gli è mancato veramente poco per esserci: tre semifinali di Coppa Campioni/Champions League nel 1976/77, 1986/87 e 1998/99, ma Borussia Moenchengladbach, Porto e Bayern gli sbatterono la porta in faccia in tutte e tre le occasioni. La finale dell’Euro ’88 con l’Unione Sovietica lo porta comunque tra gli immortali.

Jock Stein. L’allenatore del grande Celtic, i Lisbon Boys campioni d’Europa nel 1967, riuscì a portare i biancoverdi di Glasgow a una seconda finale nel 1970, quando a San Siro il Celtic si arrese al Feyenoord di Ernst Happel. Poi due finali sfiorate ancora in Coppa dei Campioni nel 1971/72 e 1973/74, ma furono l’Inter ai rigori e l’Atlético Madrid a negargli la soddisfazione di una terza finale. Indimenticabile ed emblematico.

Bill Shankly. Se non è uno dei principali nomi di questo sancta sanctorum è probabilmente perché lui stesso vi ha rinunciato: tecnico del Liverpool dal 1959 al 1974, guidò i Reds alle finali di Coppa delle Coppe del 1965/66 (persa contro il Borussia Dortmund) e di Coppa UEFA del 1972/73( vinta contro il Borussia Moenchengladbach). Si ritirò a sorpresa nell’estate del 1974, lasciando il bastone di comando di Anfield Road a Bob Paisley. Ma il grande lavoro a Merseyside lo fece probabilmente lui: i tre trionfi consecutivi di Paisley(Uefa ’76 e Campioni ’77 e ’78) furono in gran parte farina del suo sacco.

Hennes Weissweiler. Uno dei migliori tecnici tedeschi di ogni tempo, fu il profeta del Borussia Moenchengladbach degli anni ’70, che condusse alle sue prime due finali europee in Coppa UEFA nel 1972/73(sconfitta contro il Liverpool) e 1974/75(vittoria contro il Twente). Dopo una frustrante parentesi alla guida del Barcellona nel 1975/76(impossibile la sua convivenza con Crujff), condusse il Colonia alla semifinale di Coppa dei Campioni nel 1978/79, ma il miracoloso Nottingham Forest di Brian Clough gli negò il biglietto per Monaco. Se fosse rimasto a Moenchengladbach forse ce l’avrebbe fatta.

Otto Rehhagel. Altro grandissimo rappresentante della scuola teutonica, ha vinto la Coppa delle Coppe nel 1991/92 con il Werder Brema e raggiunto la finale di Coppa UEFA con il Bayern nel 1995/96, ma Franz Beckenbauer lo licenziò prima che potesse misurarsi contro il Bordeaux di Zidane, prendendone il posto in panchina e portando i bavaresi a un trionfo che probabilmente gli apparteneva. Nel suo curriculum altre due semifinali di Coppa UEFA alla guida del Werder, nel 1987/88 contro il Bayer Leverkusen e nel 1989/90 contro la Fiorentina. Il sorprendente Meisterschale conquistato da neopromosso con il Kaiserslautern nel 1997/98 e soprattutto il leggendario Campionato Europeo vinto alla guida della Grecia a Portogallo 2004 lo rendono comunque uno dei migliori.

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