Premier League: Aston Villa retrocesso, si infiamma la lotta salvezza

Premier League Borini

Si infuoca la parte bassa della classifica, dove Sunderland e Newcastle riescono entrambe ad accorciare sul Norwich quartultimo, andando rispettivamente a -1 e -3 punti con una partita in meno. Lo United non fa sconti all’Aston Villa, che retrocede matematicamente, mentre il Watford vince in trasferta e scollina a quota 41 punti.

Norwich-Sunderland 0-3
A Carrow Road il lunch match è di fatto uno spareggio salvezza, col Norwich, in vantaggio, a poter giocare per due risultati su tre, mentre il Sunderland è chiamato a vincere per accorciare sul quartultimo posto.
In campo, come prevedibile, è una battaglia tutta britannica e non manca nemmeno l’occasione per un accenno di rissa attorno all’allenatore ospite Sam Allardyce, orgogliosamente a petto infuori in difesa dei suoi.
Il Norwich non parte male, ma il Sunderland inizia a prevalere intorno alla metà del primo tempo con Borini e Defoe pericolosi in avanti. I Canaries provano a riprenderla rendendosi pericolosi prima con un cross di Brady respinto d’istinto da Mannone dopo la deviazione di Kaboul e successivamente col tiro da fuori di Olsson.
Al 39′ la partita prende una brutta piega per i padroni di casa quando l’arbitro fischia rigore per il fallo di Wisdom su Borini. Proprio l’italiano va dal dischetto e porta avanti i suoi.
Nel secondo tempo Alex Neil manda in campo Redmond, che dopo quattro minuti prende il palo con un gran destro da fuori. I Black Cats resistono e provano a chiudere il match in contropiede. Bassong al 53′ perde ingenuamente palla a centrocampo, Borini si invola a destra ed offre a Defoe l’assist per il facile 2-0.
I tifosi di casa vedono buio, ci sarebbe tempo per tentare la rimonta, ma l’assedio del Norwich non produce nulla. Cattermole, eroico, salva sulla linea al 63′ un tiro debole di Mbokani che aveva superato Mannone e dopo due minuti si ripete altre due volte nella stessa azione respingendo le conclusioni avversarie al posto del portiere italiano e permettendo ai suoi di mantenere il vantaggio.
Da qui in avanti i Canaries non riescono più ad entrare nell’area avversaria e si limitano a cercare il gol con le conclusioni da fuori. Troppo poco. Al 91′ il subentrato Watmore riceve in area, salta Ruddy e fissa definitivamente il punteggio sul 3-0.
E’ un trionfo per i Black Cats, ora a -1 dal Norwich, ma con una partita da recuperare. Per la squadra di Neil la situazione torna difficilissima, ma non ancora disperata. Sarà una bella lotta fino all’ultima giornata.

Newcastle-Swansea 3-0
La vittoria del Sunderland nel lunch match crea una sensazione dolce amara negli animi dei supporters Magpies, perché è vero che il Norwich quartultimo viene bloccato, ma è vero pure che gli acerrimi nemici si avvicinano ai Canaries e si staccano dal Newcastle. Ergo serve assolutamente una vittoria.
La squadra di Benitez non parte certo arrembante, anzi. Il ritmo è molto compassato nel primo tempo e le occasioni da gol latitano. Serve un corner per sbloccare il risultato: Lascelles porta avanti i padroni di casa arrivando da dietro in corsa ed entrando letteralmente in porta insieme alla palla.
Lo Swansea prova a pareggiare nella ripresa, mentre Benitez abbassa i suoi nel tentativo di difendere il risicato vantaggio, lasciando il solo Cissè in avanti.
Tra il 70′ ed l’80’ i Magpies restano in apnea sotto i colpi degli attaccanti di Guidolin, ma resistono ed all’82’ trovano, di nuovo da corner, il gol del 2-0 di Sissoko che chiude i conti. All’89’ c’è gloria anche per Townsend imbeccato da Mitrovic, Fabianski battuto in uscita e 3-0 finale.
Sconfitta indolore per Guidolin, dato che lo Swansea resta a +10 dalla zona retrocessione, mentre il Newcastle accorcia sul Norwich a -3, ma con una partita in più. Peccato che due punti sopra ci sia anche il Sunderland (che ha lo stesso numero di partite giocate) e solamente una delle tre si salverà.

Everton-Southampton 1-1
Ci hanno creduto e provato di più i Saints oggi a Goodison Park, ma l’Everton ha avuto la fortuna di passare in vantaggio per prima. E’ tutta qui la sintesi della partita. I Toffees sembrano quasi in vacanza, la loro posizione di classifica li pone ormai al riparo da brutte sorprese verso il basso, ma non permette più di giocarsi un piazzamento europeo, cosa invece ancora possibile tramite l’F.A. Cup.
Al contrario il Southampton nutre ancora speranze di piazzarsi in zona coppe europee ed infatti domina il primo tempo, prendendo anche un palo con Long nei minuti di recupero.
Nel secondo tempo la musica non cambia e stavolta ci si mette la traversa a fermare gli ospiti sul tiro di Tadic.
L’Everton va in vantaggio al 68′ quasi per caso, su calcio d’angolo, con Funes Mori che ribadisce in gol di piede dopo averci provato di testa. Il pareggio arriva 8 minuti dopo con Mané, bravo a girare in porta un pallone arrivatogli quasi involontariamente da Tadic in azione di sfondamento.
Nel finale Shane Long, Jay Rodriguez e Sadio Mané provano in tutti i modi a regalare i 3 punti a Koeman, ma l’Everton resiste e finisce 1-1. Ora i Saints sono a -1 dal sesto posto del West Ham, ma hanno 2 partite in più degli Hammers e 3 in più del Liverpool ottavo 3 punti sotto.

Manchester United-Aston Villa 1-0
I Red Devils hanno la partita più facile possibile sulla carta, in attesa del risultato dei cugini del City contro il ben più ostico Chelsea, ma in campo la squadra di Luis Van Gaal non riesce a chiudere la partita e può esultare solo al fischio finale. A segnare tanto per cambiare ci pensa Rashford, che riceve la palla rasoterra da destra da Valencia e la gira forte e tesa alle spalle di Guzan. Il ragazzino svaria su tutto il fronte offensivo, non sfigurando affatto al fianco di Rooney, Deepay e Mata.
Nel secondo tempo lo United crea i presupposti per chiudere il match più e più volte, ma le occasioni più clamorose le ha l’Aston Villa, prima con il pallone messo al centro da Ayew sull’uscita di De Gea e spazzato con difficoltà dai difensori, poi con il palo colpito di testa da Gestede su corner.
Lo United mette pressione al City per il quarto posto, avvicinandosi ad un solo punto di distanza.
L’Aston Villa invece retrocede matematicamente in Championship ed è la prima volta da quando è nata la Premier League.

West Bromwich Albion-Watford 0-1
Incredibile vittoria esterna degli Hornets sul campo del West Brom.
I Baggies, a differenza degli avversari, hanno già raggiunto la fatidica quota 40 punti e si ritengono perciò in salvo. La squadra di casa nelle ultime 4 partite non è andata oltre un totale di 4 tiri nello specchio della porta, segnando per altro 2 gol, ma questo dà l’idea del momento che attraversano gli uomini di Tony Pulis.
Il Watford non se la passa meglio, visto che non vince da 6 gare, ma passa in vantaggio con la rete di Watson, che gira di destro sul secondo palo un calcio d’angolo battuto basso da Guedioura.
La partita è equilibrata, ma nel secondo tempo succede qualcosa di incredibile. Due protagonisti assoluti: Saido Berahino e Heurelho Gomes. Al 67′ l’attaccante inglese guadagna un rigore subendo fallo dal portiere brasiliano.
Lo stesso attaccante del West Brom si presenta dal dischetto, ma Gomes para. Finito il primo atto della sfida, passano 20 minuti ed il pubblico può assistere al secondo: stavolta è Capoue a causare il penalty con un fallo su McClean. Di nuovo Berahino contro Gomes e, di nuovo, parata!
Insomma il portiere brasiliano salva due volte i 3 punti e permette a Quique Sanchez Flores di approdare a quota 41, in quella che è unanimemente riconosciuta come la zona tranquillità. Non è matematica ancora, ma la salvezza del Watford, come quella del West Brom, sembra cosa fatta.

Premier League, 34° giornata:

Norwich-Sunderland 0-3 (41′ rig. Borini, 53′ Defoe, 91′ Watmore)
Newcastle-Swansea 3-0 (40′ Lascelles, 82′ Sissoko, 89′ Townsend)
Everton-Southampton 1-1 (68′ Funes Mori, 76′ Manè)
Manchester United-Aston Villa 1-0 (32′ Rashford)
West Bromwich Albion-Watford 0-1 (27′ Watson)

About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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