La grande crisi di Zaccheroni a Pechino

Nella capitale cinese la tensione è tangibile. A Pechino, sia dal punto di vista istituzionale che sportivo, la situazione non è delle più rosee, il potere del presidente dl PCC Xi Jinping è stato contestato e invitato a abdicare, mentre nel rettangolo verde, il Beijing Guoan di Zaccheroni ha iniziato il campionato di Chinese Super League come peggio non poteva.

L’ex allenatore della nazionale giapponese è giunto a Pechino a gennaio, dopo un periodo alquanto confuso fra gli uffici del Beijing Guoan, culminato con l’ingaggio di una nuova guida tecnica ben due mesi dopo l’addio di Manzano e il passaggio del 50% delle quote societarie alla LeTv per 30 milioni di dollari.
I nuovi soci hanno immesso capitali freschi e ingaggiato nuovi stranieri per innalzare il livello della squadra e ridare morale alla piazza dopo le cessioni di capisaldi come Batalla, Matic e Damjanovic. Al loro posto sono giunti i brasiliani Ralf e Renato Augusto dal Corinthians e Yilmaiz dal Galatasaray, grossomodo stessi ruoli, ma tasso tecnico più elevato.

Le grandi aspettative di inizio stagione non sono state rispettate, anzi, siamo di fronte a un vero e proprio terremoto che fa vacillare la panchina di Zaccheroni, che nelle tre partite di campionato fino ad ora disputate (il match in casa della 2° giornata contro l’Hebei Fortune, è stato rinviato a aprile a causa del congresso annuale del PCC), ha ottenuto un solo punto. Zero vittorie, ma soprattutto zero gol messi a segno.
Colpa degli infortuni, Zaccheroni non ha mai avuto a disposizione un attaccante di ruolo, dato che Yilmaz sarà fuori per almeno un mese, mentre Kleber è stato disponibile solo nella seconda giornata. Di sicuro non se la passa bene nemmeno la difesa, letteralmente decimata, ma questo non giustifica lo scempio e la totale disorganizzazione vista in campo.

Durante la prima partita contro il Tianjin Teda, una delle più brutte nella storia del calcio, il Beijing Guoan non è mai riuscito a rendersi pericoloso, producendo solo staticità e un possesso palla orizzontale, con il solo Renato Augusto che provava a inventarsi qualcosa fra il clima soporifero del Tianjin Stadium. Zaccheroni ha schierato le sue Imperial Guard con il 3-4-3, totalmente inefficace e estremamente perforabile sulle fasce, dove le Tigri di Tianjin hanno creato grandi problemi.
Questo è stato l’unico punto conquistato dal Beijing Guoan, dopo uno 0-0 a dir poco inguardabile, sono arrivate due sonore sconfitte per mano dello Yanbian Fude e del Guangzhou Evergrande.

Contro la neopromossa è stato riproposto una difesa a tre, con Boxuan Song e Zhang Chendong utilizzati come tornanti, decisamente fuori ruolo, dato che i due sono delle ali offensive in un 4-3-3. La debolezza sulle fasce è stata ben sfruttata dallo Yanbian, che ha trionfato per 1-0, un risultato certamente stretto viste le innumerevoli occasioni da gol sprecate.
Al cospetto dei campioni di Cina, il punto più basso della stagione, con ancora poche idee in fase della costruzione di gioco, a parte le singole fiammate di Renato Augusto, e una quantità industriale di palloni persi a centrocampo per passaggi orizzontali banali, che hanno premiato il Guangzhou per ben due volte. Eppure la qualità in mediana vi sarebbe anche, con Ralf e Zhang Xizhe, ma prima di tutto vi è da lavorare sulla testa dei giocatori, completamente annebbiata.

Dopo la sconfitta per mano del Guangzhou, Zaccheroni in conferenza stampa ha espresso tutto il suo disappunto, dichiarando che serve ancora tempo per far girare al meglio la squadra, in tal senso il recupero degli infortunati sarà fondamentale, ma rimane da chiedersi quali sono ora le vere aspettative del Beijing Guoan?
L’entusiasmo che ha portato inizialmente Zaccheroni potrebbe trasformarsi in una cocente delusione, non dovesse arrivare un risultato positivo domenica in casa dell’Hangzhou Greentown. A Pechino, il presidente Xi Jinping, nonostante il momento di forte difficoltà dato dalla transazione economica a cui andrà incontro la Cina, non rischia la propria poltrona, dopotutto chi scrive una lettera per chiedere le dimissioni del presidente finisce in manette, ma se quell’invito venisse recapitato a Zac… sarebbe una grave delusione

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Sono nato a Urbino il 2 maggio 1991. Nel luglio 2015 ho conseguito la laurea in Chimica e tecnologie farmaceutiche. Mi occupo di giornalismo sportivo con un'attenzione particolare al lato economico e allo sviluppo del calcio in Cina, che approfondisco nel mio Blog Calcio Cina. Nel febbraio 2016 ho pubblicato il mio primo libro: IL SOGNO CINESE, STORIA ED ECONOMIA DEL CALCIO IN CINA, il primo volume, perlomeno in Europa a trattare questo argomento. Scrivo anche di saggistica (sovversiva) per kultural.eu

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