Premier League: il City vince senza convincere, volano Crystal Palace e Watford

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Manchester City-Swansea 2-1

Il City riparte dalla Premier dopo la sbornia di metà settimana in Champions, dove ha raggiunto un quasi insperato primo posto nel girone, ma si presenta all’Etihad Stadium con tutte le pressioni di un campionato che sta andando bene, ma non benissimo e di un manager, Pellegrini, che vede l’ombra di Guardiola posarsi sul terreno verde bagnato di pioggia di Manchester.
Il tecnico cileno si è anche giustificato dopo la sconfitta di Stoke-on-Trent affermando di avere una rosa oramai ristretta a ben 13 effettivi, nonostante un mercato faraonico.
Anche oggi mancano Kompany, Aguero, Zabaleta, Fernando e Nasri, mentre Clichy rientra dopo 8 mesi dall’ultima presenza e Kevin De Bruyne finisce a riposare in panca, lasciando spazio a Jesus Navas.
Dall’altra parte c’è uno Swansea quasi allo sbando, che si presenta all’Etihad senza il nuovo manager, dato che Garry Monk ha fatto le valigie, ma la dirigenza non ha ancora individuato il suo sostituto.
Per oggi c’è il “caretaker” Alan Curtis, ma si vocifera che, dopo i presunti rifiuti di Brendan Rodgers, David Moyes e Dennis Bergkamp, la posizione possa essere coperta da Gus Poyet o Avram Grant, col sogno nel cassetto di un gallese doc come Ryan Giggs.

L’inizio è dei cigni gallesi, pericolosissimi con Routledge prima, bravissimo Hart in uscita, e Sigurdsson poi, ma è Bony al 26′ a rompere il ghiaccio con un’incornata potente da corner, sfruttando una difesa avversaria a dir poco distratta.
Il City gestisce una gara dai ritmi lenti, lentissimi, mantenendo un possesso palla del tutto infruttuoso ed avvilente, in cambio di una drastica riduzione dei rischi difensivi per il grande assioma che se la palla l’hai tu, difficilmente gli altri potranno segnare. Il pubblico a volte si spazientisce e grida ai propri beniamini di tirare, facendo seguire alle minacce delle improvvise accelerazioni concluse il più delle volte in maniera imprecisa.
L’assenza di De Bruyne in una squadra del genere fa il paio con le assenze di Depay a cui ci ha abituato Van Gaal nella parte rossa della città. A Manchester evidentemente si usa così.
Jesus Navas sostituisce il belga, ha velocità, è vero, ma non ha la stessa fantasia e la stessa capacità di rompere il match in due e il dato di 62 gare senza reti lascia interdetti.

Ad inizio ripresa Pellegrini pensa bene di togliere anche Sterling, marcato praticamente a uomo da Cork per tutto il primo tempo, ed inserire un altro giocatore più di gamba che di genio come Fabian Delph.
Nel secondo tempo il City cerca di mantenere i ritmi soporiferi della prima parte di gara, ma stavolta non riesce a gestire costantemente il pallone e lascia spesso l’iniziativa agli ospiti, cosa che li espone a qualche rischio in più, soprattutto sulle iniziative di Sigurdsson.
Yaya Touré, ormai evidentemente appesantito dagli anni, si sente più protetto con Delph in campo e decide di sganciarsi più spesso in avanti: le sue percussioni sono gli unici sussulti dei Cityzens.
La girandola dei cambi rimescola i reparti offensivi delle due squadre ed offre una chance al giovane Iheanacho per il City ed a Bafetimbi Gomis per lo Swansea.

E’ proprio quest’ultimo ad infiammare la partita al 90′, trovando il gol su assist dalle retrovie di Federico Fernandez dopo quasi 4 mesi dall’ultimo centro personale.
Quando le frecce delle stampa locale ed internazionale sono già pronte ad essere scoccate e gli archi sono tutti rivolti verso la panchina di Pellegrini, arriva il colpo di fortuna che non t’aspetti: Yaya Touré si intestardisce in una serie di dribbling in mezzo a 5 uomini avversari, poi si gira verso la porta avversaria e sferra un tiro di sinistro che colpisce la schiena del neo entrato Iheanacho e finisce in rete.
E’ 2-1, il City si issa momentaneamente in testa e dribbla le critiche, ma in campo non si è visto nulla che possa far considerare tale risultato meritato. C’è molto da lavorare, la classifica è dalla parte di Pellegrini, forse recuperando uomini importanti (Aguero e Kompany in primis) e ridando sprint alla squadra i Cityzens possono comunque rimanere i favoriti per il successo finale.

Crystal Palace-Southampton 1-0

Il Southampton arriva a Selhurst Park in un momento delicato della stagione. La squadra di Koeman non vince più ed il tecnico olandese prova a dare uno scossone allo spogliatoio ridisegnando l’11 titolare con l’inserimento di Yoshida, Romeu e Long al posto di Ward-Prowse, Tadic e Pellè.
Il Crystal Palace deve infrangere il tabù che lo vede perdente contro i Saints da sei anni consecutivi e si presenta con un atteggiamento combattivo, ma non troppo offensivo.
L’equilibrio lo rompe Cabaye al 38′, quando sfrutta al meglio la galoppata sulla destra di Bolasie, che mette al centro dal fondo. Il francese taglia centralmente verso la porta senza che nessuno dei difensori o dei centrocampisti difensivi ospiti (facendo due conti ce ne sono almeno 7 in campo) riesca a fermarlo o quanto meno rallentarlo.
E’ una leggerezza che costa cara ai Saints, che erano riusciti a rimontare lo svantaggio casalingo contro l’Aston Villa sabato scorso, ma che non riescono nella stessa impresa oggi con il Crystal Palace.
Le aquile volano alte nel cielo di Londra, a quota 26 punti (ad oggi gli stessi del Tottenham).

Sunderland-Watford 0-1

Momentaccio per i Black Cats, penultimi in classifica nonostante le ultime prestazioni non siano state così disastrose ed un organico che ad inizio stagione non sembrava poi così lontano da quello dell’odierna squadra ospite, il Watford della famiglia Pozzo.
Al Sunderland non ne va dritta una e dopo pochi minuti la partita si mette subito in salita: Nyom sfugge sulla fascia destra e mette il pallone al centro, Ighalo marcatissimo da due uomini ci mette il piede e tocca quanto basta per rendere Pantilimon inoffensivo.
Borini, Rodwell e perfino il subentrante Defoe non riescono ad invertire l’inerzia del match ed i calabroni gialli dell’Hertfordshire provano a seguire le aquile di cui sopra, toccando quota 25 punti.

West Ham-Stoke City 0-0

A Boleyn Ground arriva la squadra capace di sconfiggere senza troppo soffrire il ben più quotato Manchester City e lo fa presentando un 4-2-3-1 a forte componente offensiva, ma senza una vera punta centrale (in campo Bojan, Arnautovic ed Afellay).
Il West Ham risponde pan per focaccia con un 11 speculare, ma forte della potenza di Carroll davanti ad accompagnare la fantasia di Mauro Zarate.
La partita è combattuta, ma le reti non si gonfiano. Nella ripresa sono i padroni di casa a puntare maggiormente al bersaglio grosso riversando sul terreno di gioco tutta la loro potenza di fuoco con l’ingresso in campo di Enner Valencia e Nikica Jelavic al posto di Song ed Antonio. Nulla di fatto: alla fine è 0-0.

Premier League, 16esima giornata

Manchester City-Swansea 2-1 (26′ Bony, 90′ Gomis, 92′ Yaya Touré)
Crystal Palace-Southampton 1-0 (38′ Cabaye)
Sunderland-Watford 0-1 (4′ Ighalo)
West Ham-Stoke City 0-0

 

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About Luca Petrelli 157 Articoli
Cresciuto a pane e telecronache delle proprie partite con le figurine Panini sul campo di Subbuteo, sviluppa una passione viscerale per il calcio, che si trasforma presto in autentica dipendenza. Da sempre dalla parte degli underdog, non scambierebbe mai 1000 vittorie da cowboy con un unico grande successo indiano sul Little Bighorn. Tra una partita e l'altra, trova il tempo per laurearsi in economia, Tuttocalcioestero gli offre l'occasione per trarre finalmente qualcosa di buono dalla sua "malattia" per il pallone, strizzando l'occhio al sogno nel cassetto del giornalismo di professione.

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