Finale Mls, -1: vincerá Portland perché…

Ci siamo. Domani (domenica 6 dicembre, NdR) andrà in scena l’epilogo dell’infinita stagione del “soccer” americano: la finale di Major League Soccer tra Columbus e Portland. Vincerà quest’ultima franchigia, ne siamo certi(!).

www.timbers.com
www.timbers.com

E’ un appuntamento con la storia per i “Timbers” mai nemmeno andati vicino alla finale dei playoff. La fame, quindi, potrebbe rivelarsi il principale fattore di vantaggio sugli avversari. Non è ovviamente l’unico. Prima di citare i punti forti a livello tecnico-tattico bisogna necessariamente evidenziare che spesso Portland ha giocato con uomo in più. Non è una banalità perchè la tifoseria di questa franchigia è da anni oggettivamente la più spettacolare e calorosa dell’intera lega. La “Timbers Army” è rinomata per le originali “trovate” che hanno coinvolto anche la squadra in esultanze (ad ogni gol nei match casalinghi viene azionata una motosega su un tronco d’albero) e look “a tema”, vedi il centrale barbuto Nat Borchers, incarnazione dello spirito “boscaiolo”. Il terzino mancino Ridgewell l’ha descritta così: “Niente solleva il mio cuore il giorno di gioco come vedere le sciarpe e le bandiere in città sapendo che sto per assistere ad uno di quelle grandiose, vivaci, intelligenti e folli celebrazioni della Timbers Army che trasformano il nostro stadio nella più scalmanata galleria d’arte del mondo”.

Portland merita di vincere anche, ovviamente, per il rendimento costante sul campo: è stata sempre nella parte superiore della classifica in regular season mantenendo un buon livello di rendimento, a prescindere dalla formazione o modulo schierati. Se è vero che ha faticato a segnare per la maggior parte della stagione, è anche vero che ha mostrato una fase difensiva irreprensibile e che di recente si è alzata di molto la percentuale di conversione in gol delle occasioni create. Il tecnico Caleb Porter, da 3 anni a Portland dove di fatto è cominciata la sua carriera da allenatore, ha “studiato” nel precedente biennio raggiungendo solo in questa stagione la maturità e il giusto equilibrio di squadra. Pescato ad inizio anno un portiere di qualità come il ghanese-norvegese Kwarasey (tra i migliori in lega), ha trovato in Ridgewell e Borchers una solida coppia di marcatori (con l’argentino Paparatto prima riserva); fondamentali poi alcune sue mosse: ha spostato il talentuoso Nagbe dalla fascia destra al centro e il colombiano Diego Chara davanti alla difesa passando da un 4-2-3-1 al 4-3-3. Con questo formato Portland è imbattuta da 8 partite di fila.

A completare il trio di centrocampo con Nagbe e Chara, merita una menzione speciale capitan Valeri. Circa 7 anni fa l’argentino strabiliava nel Lanus guadagnandosi la chiamata del Porto e un paio di presenze in nazionale; chiusa male la parentesi europea tornò in patria per poi cambiare vita (dopo un brutto incidente stradale) e trasferirsi con la famiglia a Portland. Un brutto infortunio al ginocchio nell’ottobre 2014 lo ha tenuto fuori fino al maggio scorso, impedendogli di ripetere le precedenti due straordinarie annate (doppia cifra di gol). Un’abnegazione fuori dal comune hanno però riportato in campo, dopo una lunga riabilitazione (di fatto non si è mai fermato dalla fine della scorsa stagione, nemmeno nelle feste natalizie), l’argentino. Quanto è importante per i “Timbers”? fino al suo arrivo avevano vinto solo 2 volte in 9 partite. “Diego Valeri è una componente enorme della squadra perchè anche se non è una stella assoluta ma un giocatore molto buono, io non lo cambierei per nessuno” ha detto mister Porter.

L’attacco è di per se non irreprensibile, come scritto sopra, come dimostrano i soli 4 gol segnati dal lunatico argentino Urruti e dalle doti maggiormente da ala del colombiano Asprilla. Può però contare su Fanendo Adi, alla sua migliore stagione in carriera: 18 reti in 38 partite. Il nigeriano (arrivato a “Providence Park” un anno fa dopo aver girovagato tra Ucraina, Slovacchia e Danimarca) è stato, e sarà, un vero fattore grazie al suo strapotere fisico, capace di impegnare da solo un’intera retroguardia favorendo così gli inserimenti dei compagni. Anche lui è pronto per l’appuntamento con la storia di Portland, che vincerà di sicuro. O no?

About Edoardo Buganza 337 Articoli
(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
Contact: Google+

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.