Russia – Sprofondo rosso Anzhi: daghestani ultimissimi. CSKA sconfitto, alla Loko il big match con lo Zenit

La Lokomotiv vince contro lo Zenit e si candida come antagonista del CSKA

Quindicesima giornata di RPL; giornata che manda in archivio il girone di andata. Un girone che ha regalato tante sorprese, fino alla fine, fino all’ultimo minuto. Lo è stato il match di Krasnodar, dove i tori di Kononov infliggono la prima sconfitta stagionale in campionato al CSKA. Ci pensa Fedor Smolov, la cui doppietta è inframezzata dal pareggio di Dzagoev, a tenere vivo ed aperto il campionato nelle zone alte della classifica, e soprattutto a rilanciare le ambizioni europee di un Krasnodar partito col freno a mano tirato, ma che nelle ultime settimane ha dimostrato di essere squadra in grado di poter far male a chiunque, pur giocando un calcio meno divertente rispetto all’annata passata.

Dice quasi addio al titolo lo Zenit di Villas Boas, sconfitto a domicilio da una Lokomotiv Mosca attenta ad aspettare i pietroburghesi e poi bravi a far male in ripartenza. Una Lokomotiv che continua così a sognare il titolo, ma che consolida il posizionamento davanti ai campioni in carica: +4 punti dopo quindici giornate, l’inseguimento al secondo posto (che significa Champions League) non è un miraggio. Seconda piazza che, qualora non fosse centrata, sarebbe una perdita clamorosa per lo Zenit, oltre che un danno sia a livello di immagine sia a livello economico, con il club della Gazprom che perderebbe una cascata di milioni.

Seconda piazza occupata al momento (a pari punti con la Loko) dal Rostov di Berdiyev. Il turkmeno, esperto in imprese memorabili (dai due titoli con il Rubin Kazan alla vittoria al Camp Nou sempre con i tatari), sta conducendo in maniera impeccabile il Rostov, che a Ekaterinburg, contro un’altra sorpresa della stagione, l’Ural, vince ringraziando anche la fortuna e prova a consolidare il piazzamento in zona Europa. Per i gialloblu sarebbe un ritorno clamoroso – ma finora meritato – dopo la toccata e fuga di due anni fa. Solidità difensiva ed organizzazione le parole chiave dei selmashi. Dureranno?

Ha perso la bussola lo Spartak Mosca. L’ha persa in particolare il tecnico Alenichev che, dopo un avvio promettente, ha visto i suoi sbandare e finire lontano dalle posizioni che contano. In Cecenia arriva l’ennesima sconfitta stagionale, quest’ultima per mano del sempre ostico (tra le mura amiche) Terek. La formazione del presidente Kadyrov sembra forse matura per centrare la prima partecipazione in una competizione europea, grazie a qualche giocatore che sta raggiungendo la maturità calcistica (come i brasiliano Mauricio ed Adilson), qualche sorpresa (l’africano Mbengue, il cui goal in rovesciata va visto e rivisto), qualche certezza (Lebedenko e Rybus). Chissà che nella bella Akhmat Arena non possa un domani arrivare qualche formazione occidentale quotata …

Nella sfida tra squadre in cui è in atto un ridimensionamento ha la meglio la Dinamo: contro il Kuban, i poliziotti sono bravi a rimontare l’iniziale vantaggio di Ignatjev grazie alle reti di Kozlov (uno dei molti ex della gara) Zobnin, centrando tre punti che risultano un’importante boccata d’ossigeno per una classifica che stava diventando pericolosa e che invece mettono pressione agli avversari. Successi importantissimi anche per il Rubin Kazan, che vince all’inglese contro un Krylya Sovetov in crisi di risultati, e per l’Ufa, che nel finale ottiene tre punti vitali contro i rossoneri dell’Amkar Perm.

Profondo rosso per l’Anzhi, che contro il Mordovia (che alla vigilia aveva appena un punto in più dei daghestani) capitola per 4-0. Alla vigilia della RPL, inimmaginabile pensare i daghestani ultimi in classifica al termine del girone d’andata. Ed invece cosi è. Una squadra con pochi elementi degni di nota, senza soprattutto un allenatore, che già con Semin aveva raccolto poco e che dal suo addio e di fatto rimasta senza (Agalarov credo non abbia nemmeno il patentino). Una squadra che paga una serie infinita di errori, sia individuali (vedi Pesjakov che ogni settimana regala un goal – a questo punto torni titolare Pomazan) sia di reparto (vedi Lazic e Zhirov che provano sul quarto goal a fare il fuorigioco … nella metà campo sbagliata), sia entrambi nello stesso tempo (il primo goal di Lutsenko è comico per il pasticcio tra Zhirov, Zotov e Mkrtchyan). Detto di un Anzhi imbarazzante, di cui non ricordo un tiro nello specchio difeso da Revishvili, vanno anche dati i meriti al Mordovia, brava a portarsi in vantaggio dopo tre minuti e poi a dilagare, grazie ad una doppietta di Lutsenko (visto il rendimento degli altri attaccanti russi ci si può fare un pensiero in ottica Nazionale) ed al bel tocco sotto di Djalo. Ci sarebbero anche un paio di occasioni per ampliare il parziale, ma va bene così. Oltre a Lutsenko, da sottolineare le ottime prove anche di Rykov – da vero leader difensivo -, della coppia centrale Stevanovic/Le Tallec, e di Ruslan Mukhametshin, che da ala in questo 4-3-3 mi piace molto. Complimenti anche a Gordeev: i suoi giocano bene, peccato che qualche volta abbiano raccolto meno di quanto seminato.

Mordovia – Anzhi 4-0  (3′ Vlasov, 18′ Lutsenko, 54′ Lutsenko, 74′ Djalo)
Ural – Rostov 1-2  (6′ Manucharyan (U), 14′ Poloz, 85′ aut. Khozin)
Ufa – Amkar 2-1 (47′ Igboun, 68′ Salugin (A), 88′ Krotov)
Dinamo Mosca – Kuban 2-1  (45’+2 Ignatjev (K), 74′ Kozlov, 80′ Zobnin)
Terek – Spartak Mosca 2-1 (16′ aut. Semenov (S), 21′ Adilson, 81′ Mbengue)
Rubin Kazan – Krylya Sovetov 2-0  (38′ Karadeniz, 90’+1 Karadeniz)
Krasnodar – CSKA 2-1 (18′ Smolov, 28′ Dzagoev (C), 30′ Smolov)
Lokomotiv – Zenit 2-0 (48′ aut. Lombaerts, 58′ Samedov)

CSKA 36, Rostov 30, Lokomotiv 30, Zenit 26, Krasnodar 24, Spartak 23, Terek 23, Ural 22, Dinamo 18, Rubin Kazan 16, Amkar 16, Krylya Sovetov 15, Kuban 13, Ufa 13, Mordovia 12, Anzhi 8.

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Classe '94, piemontese di nascita, tra un esame universitario e l'altro segue il calcio alle temperature più improbabili, dalla Scandinavia alla vecchia terra degli Zar. Russofilo e (a breve) russofono, sogna di diventare direttore sportivo e di vivere a San Pietroburgo. Guai a disturbarlo quando gioca il Krasnodar: potrebbe uccidere.
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