Champions League: lo Shakhtar pareggia col brivido e va ai gironi con la Dinamo

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Le sfide di ritorno dei playoff di stasera (come quelle di domani sera) rappresentano dei veri e propri spareggi per accedere ai gironi di Champions League, obiettivo fondamentale (anche economicamente) per diversi club, addirittura storico per alcuni. In serata vi accedono il sempre più sorprendente Malmo (gli svedesi superano i tre turni preliminari come l’anno scorso e vanno ai gironi, ultima vittima il Celtic battuto in casa meritatamente 2-0 ribaltando lo svantaggio dell’andata), l’eroico Maccabi Tel Aviv (gli israeliani fanno fuori il Basilea, che dopo il pareggio casalingo non riesce a vincere nemmeno al ritorno, vendicandosi così dell’eliminazione di due anni fa da parte degli svizzeri e tornando ai gironi dopo 11 anni), il Valencia (battuto al “Louis II” 2-1 dal Monaco ma che accede ai gironi, e non accadeva da due stagioni, in virtù della vittoria per 3-1 dell’andata), la Dinamo Zagabria e lo Shakhtar.

MALMO-CELTIC 2-0

MACCABI TEL AVIV-BASILEA 1-1

MONACO-VALENCIA 2-1

DINAMO ZAGABRIA – SKENDERBEU 3-1 (9′ 80′ Soudani, 15′ Hodzic, 55′ Taravel; 10′ Esquerdinha) Gli ospiti si presentavano al “Maksimir” per concretizzare il sogno di diventare il primo club albanese a raggiungere la fase a gironi della Champions League; impresa improba visto il ko casalingo dell’andata per 1 a 2. Avvio di match, sotto una fitta pioggia, dai ritmi bassi ma i croati passano a primo affondo: discesa sulla fascia mancina e cross di Pivaric che pesca sul secondo palo l’algerino Soudani che, tutto solo, schiaccia di testa in gol. Nemmeno il tempo di rilassarsi per la Dinamo che subisce a sorpresa il pareggio ospite: il terzino Vangjeli riceve palla in area ma al momento di concludere subisce l’uscita irruenta di Eduardo, la palla finisce sui piedi di Esquerdinha che non può sbagliare a porta vuota. Cinque minuti dopo però arriva un altro gol fortunoso, è il 2-1 che di fatto chiude il discorso qualificazione: su un pallone ribattuto in area albanese Soudani prova una goffa rovesciata, talmente goffa da indirizzare il pallone non verso la porta ma all’indietro trasformandosi in un assist perfetto per il compagno Hadzic che insacca con un bel tiro al volo.

Il match scivola via tra un palo scheggiato dal centrale ospite Radas (croato, nato e cresciuto nella Dinamo) su punizione e un paio di occasione per un ispirato Soudani e nemmeno l’ingenua espulsione (doppio giallo) del mediano di casa Goncalo cambia le cose, anche perchè i croati pochi minuti dopo blindano la vittoria col terzo gol segnato dal centrale francese Taravel sugli sviluppi di un corner. Nel finale arriva anche il poker firmato ancora da Soudani, assistito dal neoentrato Junior Fernandes. Gli albanesi restano il primo club albanese a qualificati per i gironi di Europa League, i croati tornano invece ai gironi Champions dopo due stagioni sperando di fare meglio dell’ultima esperienza in cui rimediarono un’umiliante eliminazione conquistando un solo punto (e segnando un solo gol).

SHAKTHAR DONETSK-RAPID VIENNA 2-2 (10′ Marlos, 27′ Gladkiy; 13′ Schaub, 22′ S.Hofmann) Il prezioso 1-0 a Vienna pareva essere una bella ipoteca per lo Shakhtar che, sebbene sempre esiliato (per gli arcinoti problemi socio-politici in Ucraina) in quel di Leopoli, ma il Rapid si è presentato col coltello tra i denti e fa sudare la qualificazione alla squadra di Lucescu (stasera alla panchina europea numero 200) fino all’ultimo secondo. Bastano dieci minuti di studio reciproco ed è subito spettacolo: dopo dieci minuti Teixeira impegna Novota che devia la sua conclusione, la palla arriva però a Marlos che dal limite si accentra, prende la mira, e indovina uno splendido mancino a giro sul secondo palo. Austriaci come detto combattivi e pareggiano quasi subito: Kainz dalla sinistra serve a centro area Schaub che conclude di prima e, sul rimpallo di Rakitskiy che spiazza il portiere di casa Pyatov, ribadisce in rete di testa sulla linea di porta. I biancoverdi prendono coraggio, continuano ad attaccare e con Beric conquistano una punizione dal limite a metà primo tempo: fantastica la pennellata di capitan Hofmann che regala il vantaggio degli ospiti. Risultato che cambia ancora nel giro di cinque minuti: cross dalla destra di Srna, Dibon interviene di testa colpendo all’indietro spiazzando tutti i colleghi della difesa (portiere compreso) e regalando un assist a Gladkiy (stasera compiva 28 anni) che non sbaglia.

Il match prosegue con gli ucraini a tenere più palla e cercare di sfondare nell’area di rigore avversaria con gli scambi tra i tre folletti brasiliani (Taison-Marlos-Teixeira) e gli austriaci a ripartire più cinicamente impegnando più volte Pyatov. Nella ripresa, con la qualificazione in bilico, squadre più accorte e più cattive (quattro gialli) ma si sblocca nel finale, che regala grandi emozioni: all’88° espulso (doppio giallo) il capitano austriaco Sonnleitner, un minuto dopo Petsos (tra i migliori in campo il regista greco) lancia Prosenik (entrato in campo cinque minuti prima) che dalla sinistra disegna un cross al bacio per il bomber Beric che, tutto solo a centro area, manda di testa la palla a lato. All’ultimo secondo poi una punizione calciata da Petsos provoca una respinta imprecisa di Pyatov su cui si fionda lo stesso Prosenik che coglie però un clamoroso palo. Shakhtar ai gironi Champions, Rapid a quelli di Europa League ma con tanto amaro in bocca.

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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