Malaga-Siviglia 0-0, derby andaluso senza la scintilla

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Comincia in modo piuttosto soporifero la Liga 2015-16. A Malaga, in piena “Feria” (una delle feste più importanti di Spagna), i padroni di casa e il Siviglia danno vita a uno 0-0 che sa tanto di vorrei ma non posso. Perché qualcosa si è visto, spunti interessanti pure, ma alla fine la mezz’ora finale al piccolo trotto ha finito per prendere il sopravvento e lasciare l’amaro in bocca. Tanto lavoro da qui in avanti per Unai Emery, alle prese con una mezza rivoluzione passata sotto traccia specie dopo l’eroica partita in Supercoppa d’Europa contro il Barcellona. Stasera nell’undici titolare c’erano due nuovi volti (Rami e N’Zonzi), altri tre sono entrati nella ripresa (Konolpyanka, Mariano e Immobile), Llorente sembra ad un passo: la sensazione è che il Siviglia sia un cantiere aperto. Note positive, invece, per Javi Gracia: Charles può rappresentare un buon punto di riferimento in avanti (primo tempo da incorniciare per l’ex Celta Vigo), Albentosa – reduce dalla non esaltante esperienza col Derby County – è un buon puntello per la difesa. Se Amrabat riuscirà a trovare un pochino di continuità e mettere da parte troppi egoismi e Ricardo Horta a dare più sostanza al suo gioco qualche sfizio anche i “boquerones” potranno toglierselo.

Molto più divertente il primo tempo alla Rosaleda. La frazione è praticamente divisa in due: i primi venti minuti appannaggio del Siviglia (due ottime occasioni sprecate da Gameiro, una in particolare su assist di Reyes a due passi dalla porta di Kameni) con Banega a ispirare la manovra dei “nervionenses”, il resto del tempo con più Malaga. I padroni di casa sono apparsi più brillanti dal punto di vista fisico, trascinati dalla buona vena dei due mediani, Darder – soprattutto – e Tissone, pericolosi anche in zona gol. Sono Charles e Horta, comunque, a fare la differenza col gran movimento che manda spesso in confusione più Rami che Krychowiak, schierato al centro della difesa. L’occasione migliore per il Malaga capita all’ex Cagliari, Cop, imbeccato da Tissone ma la cui conclusione è troppo centrale ed è respinta coi piedi da Beto.

I capovolgimenti di fronte continuano anche nel primo quarto d’ora della ripresa. Se da una parte Reyes, poco brillante stasera, sfiora il palo con un sinistro dal limite, dall’altra è il terzino Boka, in ben due occasioni, a rendersi pericolosissimo. Il Malaga prende totalmente possesso del gioco, Emery prova a cambiare l’inerzia con Konoplyanka per Reyes. Pochi minuti dopo, però, N’Zonzi si becca il secondo cartellino giallo e lascia in dieci i suoi. Davvero ingenue entrambe le ammonizioni dell’ex Stoke City che prima ostacola Amrabat al momento della rimessa laterale e poi atterra ancora l’ex VVV Venlo nella trequarti avversaria. Emery toglie Banega per il terzino proveniente dal Bordeaux, Mariano, poi concede dieci minuti a Immobile (nessuno spunto degno di nota). Javi Gracia prova la carta Juanpi e il classe ’94 in effetti qualcosa regala alla manovra offensiva. Dopo una mezz’ora di nulla assoluto, gli ultimi cinque minuti sono di sofferenza per gli ospiti: al Malaga viene annullato un gol di Charles (fuorigioco millimetrico), poi è Juan Carlos ad avere il match-point ma la conclusione in piena area è ribattuta in angolo da Mariano. Finisce 0-0, giusto così.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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