Polonia, Tce presenta l’Ekstraklasa 2015/16: pochi soldi, pochi stranieri e stadi pieni

Un campionato equilibrato con stadi (moderni) spesso gremiti, tifoserie calde ma corrette (l’episodio dei facinorosi “tifosi” del Lech in trasferta a Sarajevo in Europa League è la classica eccezione); questo è quello che può offrire l’Ekstraklasa (al via in questo weekend). Certo il duello tra Legia e Lech sta diventando un leitmotiv ma l’interessante formula del campionato (dopo il girone di ritorno si “splitta” la classifica in due metà con i punteggi dimezzati) ha dimostrato di poter tenere “vivo” l’interesse fino alla fine. Legia (circa 100 milioni) e Lech (circa 45 milioni) sono i club dal reddito più in alto (e i più seguiti) in Polonia dove proprio in campo finanziario si trovano gli unici problemi a queste latitudini come dimostrano alcuni bilanci in bilico come quello del Gornik Zabrze per esempio: un recente rapporto di una società di consulenza ha infatti dimostrato come molti club polacchi spendano troppo in stipendi non riuscendo a gestire la quota dei salari in relazione ai proventi. Un calcio che ancora deve crescere sia a livello tecnico (la filosofia di tutti i club premia i propri vivai che sfornano molti giovani subito mandati in campo preferendoli allo “straniero” che qui ha sempre meno fascino) che a livello di marketing (nei prossimi anni si punterà ad una maggiore “internazionalizzazione”, cioè alla ricerca di tifosi e gli sponsor al di là dei confini polacchi) ma che appare come un’isola felice nel povero panorama del calcio dell’est.

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Kownacki e Linetty, gioielli del Lech

LECH POZNAN I “Ferrovieri” hanno imboccato il binario giusto e non intendono deragliare. Dopo due secondi posti consecutivi il Lech è riuscito a rivincere il titolo dopo cinque anni e l’inizio di questa stagione (vittoria netta nella Supercoppa contro il Legia, vittoria a Sarajevo nell’andata del preliminare Champions) è molto promettente per il club con la media più alta di spettatori da diverse stagioni (in media più di 20mila). Vincente alla prima stagione, ovviamente confermatissimo mister Skorza, tecnico rampante e preparato, e il suo 4-2-3-1: in porta il bosniaco Buric ha superato nelle gerarchie Gostomski, in difesa i centrali sono l’ungherese Kadar (in attesa che il finlandese Arajuuri si riprenda dal grave infortunio dello scorso maggio) e il solido 23enne mancino Kaminski coadiuvati sulle fasce dal promettente 21enne Kedziora sulla destra e a sinistra dallo scozzese Douglas e il suo pericoloso mancino; i due mediani saranno il capitano Tralka (quarta stagione in biancoblu) e il gioellino Karol Linetty, centrocampista box-to-box a 20 anni già leader della squadra e alla terza stagione da titolare, che in attesa della chiamata da un campionato maggiore (il Tottenham sembrava molto vicino) potrà sicuramente fare la differenze in patria (purtroppo uno stiramento gli farà saltare l’inizio campionato). Sulla trequarti il trio titolare sarà formato da Szymon Pawlowski (9 gol e 10 assist l’anno scorso), dal nazionale finlandese Hamalainen (punta fisicata di appoggio, reduce da 13 gol) e da un altro “golden boy” come il 18enne Kownacki, che potrà continuare a crescere e fare esperienza in attesa del ritorno di un altro lungodegente come l’ala ungherese Lovrencsics; in avanti, salutato il comunque positivo Sadaev, sono arrivati l’esperto Robak dal Pogon e il giovane e interessante tedesco Thomalla da Lipsia come alternativa. Aumentata la qualità (non la quantità a dire il vero) della panchina grazie agli arrivi dei mediani Dudka (31enne ex Wisla, con esperienze in Spagna, Inghilterra e Francia) e Tetteh (ghanese, due buone stagioni  tra i greci del Platanias) e del giovane trequartista ungherese Holman dal Ferencvaros. Buric; Kedziora, Kadar, Kaminski, Douglas; Tralka, Linetty; Kownacki, Hamalainen, Pawlowski; Robak

LEGIA Ancora brucia aver perso per un solo punto lo scorso campionato, mister Berg (mai entrato nei cuori dei tifosi) è chiamato a vincere senza se e senza ma. La stagione non è iniziata bene (sconfitta in Supercoppa coi tifosi usciti dallo stadio ben prima della fine del match e vittoria di misura nel preliminare di Europa League contro i rumeni del Botosani) ma, come detto, non ci sono scuse perchè i “Legionari” si presentano ancora con la migliore rosa in assoluto: qualche cambiamento in difesa dove sono partiti all’estero i centrali Inaki Astiz e Dossa Junior mentre è arrivato l’emergente Michal Pazdan reduce da una buona stagione allo Jagiellonia; in mediana si punta ancora sulla coppia Jodlowiec-Vrdoljak con Furman (tornato già a gennaio in prestito dalla pessima esperienza a Tolosa) primo rincalzo. Nel 4-2-3-1 a dover fare la differenza saranno perà sempre gli esterni offensivi: mandato in prestito il 23enne Kosecki (due anni fa sembrava esploso poi due stagioni opache), restano il classe ’91 Kucharczyk (in costante crescita di personalità ma ci si aspetta l’esplosione definitiva), il 21enne Zyro (scostante ma innegabile talento, cercato da diversi club europei, pareva molto vicino al Wolverhampton) e Guilherme che, come spesso capita ai terzini brasiliani, è ormai avanzato fisso. Il trequartista centrale è un rebus visto il “caso Duda”: lo slovacco, nelle mire dell’Inter, ha ormai la testa altrove e trattenerlo potrebbe risultare controproducente e non ha al momento sostituti all’altezza (non lo è certo l’ex Zawisza Maslowski). Come punta centrale invece Berg ha lasciato partire il portoghese Orlando Sà (14 gol l’anno scorso ma scarso feeling col norvegese) ingaggiando l’ungherese Nicolics punta 27enne reduce da una stagione da 24 gol al Videoton che avrà alternative nel 36enne Saganowski, nell’esperto Pich (probabilmente andrà ancora in prestito come l’anno scorso) e nello svizzero Prijovic (scommessa, 16 gol nella B turca e uno in Serie A nel lontano 2008 in maglia Parma). Kuciak; Broz, Rzezniczak, Pazdan, Brzyski; Jodlowiec,Vrdoljak; Kucharczyk,, Duda, Zyro; Nicolics.

JAGIELLONIA Dopo la migliore stagione della sua storia (terzo posto), il club di mister Probierz (tecnico rilanciatosi alla grande coi a Bialystock) vuole dimostrare che non è stato un caso essere stato anche in vetta allo scorso campionato. Non sarà facile, in primis per una preparazione “disturbata” dai preliminari di Europa League e poi per la cessione di un cardine della difesa come Pazdan e del bomber Piatkowski. Lo “Jaga” si è mosso precocemente sul mercato (a causa dell’impegno internazionale) portando a casa l’esperto terzino mancino Tomasik, il centrocampista Vassiljev (nazionale estone 30enne reduce da una buona stagione al Piast), l’ala mancina Grelczak (ex Danzica) e la punta Sekulski (30 gol in seconda divisione) Gli avversari ora conosco i giallorossi, autentica sorpresa 2014/15, ma Probierz ha a disposizione una rosa dall’età media molto bassa e con tanti giovani in via di maturazione, su tutti il portierino, nemmeno 18enne, Dragowski; in rampa di lancio i terzini Straus e Modelski, il mediano Pawlik classe ’95, il trequartista 20enne Frankowski, l’ala 18enne Swiderski “eroe” dell’andata nel primo turno di Europa League (suo il gol vittoria sul campo dei lituani del Kruoja poi asfaltati in casa) e l’attaccante classe ’98 Mystkowski. Dragowski; Modelski, Tarasovs, Madera, Tomasik; Gajos, Vassiljev; Dzalamidze, Frankowski, Grzelczak; Tuszynski

Bilinski torna allo Slask
Bilinski torna allo Slask

SLASK Un po’ deluso dal quarto posto della scorsa stagione (che ha voluto dire comunque preliminare Europa League e un notevole miglioramento dal nono posto di due stagioni fa) il club di Breslavia ha l’obiettivo di potersi inserire alla lotta per il titolo. Totale fiducia in Tadeusz Pawlowski, arrivato un anno e mezzo fa e intenzionato a lanciare diversi giovanissimi in prima squadra, ha operato con parsimonia sul mercato, perdendo solo un pezzo di valore, la punta portoghese Marco Paixao (ottima prima stagione, opaca la scorsa) diviso così dal gemello Flavio (19 reti) che rimane la punta di diamante di un undici titolare di tutto rispetto: a sostegno del portoghese, in realtà ala destra, o dell’ultimo arrivo di Bilinski (tornato a casa, essendo nativo di Breslavia, da dove partì tre anni fa per segnare con regolarità allo Zalgiris e alla Dinamo Bucarest) un trio formato dal neoacquisto Kielb (esterno o punta, fondamentale nella salvezza del Korona Kielce, a 27 anni ha un’altra chance ad alti livelli) e dagli esterni slovacchi Pich e Grajciar. Tre mediani per due posti: se li giocano il 23enne Danielewicz (altro ragazzo del posto), l’inglese Tom Hateley (figlio di Mark ex punta del Milan anni ’80) e un altro neoacquisto, il ceco Gecov reduce da una discreta mezza stagione nel retrocesso Rapid Bucarest. In difesa, davanti al portiere e capitano Pawelek, titolari i terzini Dudù (il brasiliano mancino non ha alternative) e Zielinski mentre al centro gli esperti centrali Pawelec e Celeban avranno i sostituti in Holota (spesso avanzato mediano) e nel nuovo arrivato Kokoszka (ex nazionale, due anni e mezzo ad Empoli in serie B e di ritorno dopo una stagione alla Torpedo Mosca). Pawelek; Zielinski, Celeban, Pawelec, Dudù; Holota, Hateley; Paixao, Grajciar, Pich; Kielb

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Capitan Glowacki alla presentazione della nuova maglia del Wisla

WISLA CRACOVIA Quanto è lontano il 2011, anno della vittoria nazionale. I biancorossi da allora non sono mai riusciti nemmeno ad avvicinarsi alle primissime posizioni anche a causa di casse semivuote (recentemente problemi a coprire i costi del proprio stadio rinnovato nel 2012 e che nel 2013 ha visto parte del tetto crollare sotto il peso della neve). Ci riprova quest’anno con Moskal, tornato al Wisla (dove fu secondo per anni) nel marzo scorso senza riuscire a salvare la stagione, tecnico su cui aleggiano dubbi per la poca esperienza. Dubbi anche sulla campagna acquisti della “Stella bianca” che ha perso pedine importanti come il mediano Dudka, il vecchio trequartista Gargula e soprattutto il bosniaco Stilic (9 gol e 13 assist) sostituiti, si vedrà se degnamente, dal ritorno del mediano Maczynski (nato e cresciuto al Wisla poi esperienze al Gornik e una stagione in Cina), dal brasiliano Crivellaro (un lustro in Portogallo al Guimaraes, un passaggio anche nelle giovanili dell’Empoli) e dal trequartista sloveno Popovic (buona stagione in seconda divisione). Rimane una spina dorsale solida formata da capitan Glowacki (35 anni ma indispensabile), dal mediano Uryga (20 anni, ampi margini di crescita), l’esterno mancino haitiano Guerrier (impegnato nella Gold Cup con la sua nazionale) e il bomber Brozek (17 e 15 gol nelle ultime due stagioni) ma senza un adeguato supporto di tutto il resto della rosa il Wisla rimarrà spettatore della lotta al titolo. Cherzniak; Burliga, Guzmics, Glowacki, Sadlok; Uryga, Maczynski; Popovic, Crivellaro, Guerrier; Brozek

GORNIK ZABRZE I “Minatori” hanno cercato di scavare nelle semivuote casse societarie per poter fornire a mister (ora sì ufficialmente, dato che ha preso la licenza) Warzycha che però avrà ancora a disposizione del “materiale” di scarso valore e sarà così costretto a lanciare, obtorto collo, tanti giovani. Ceduti all’estero due cardini della difesa come il portiere lettone Steinbors (a Cipro) e il centrale Augustyn (l’ex Catania è andato in Scozia) sono arrivati a sostituirli l’esperto portiere Przyrowski (dal Tychy) e dal 23enne Kopacz (di ritorno dopo due stagioni in prestito al Termalica) aspettandosi di ritrovare cresciuti nel valora i tanti giovani mandati in prestito in provincia. Importante aver trattenuto pedine come il centrale Danch, i terzini Kosznik e Magiera e gli slovacchi Jez e Gergel; ma le lacune sono evidenti, soprattutto nel reparto avanzato, davvero non degno del club più titolato di Polonia. Przyrowski; Kosznik, Kopacz, Danch, Magiera; Sobolewski, Grendel; Kurzawa, Madej, Gergel; Jez

Zwolinski, punta di diamante del Pogon (www.facebook.com/PogonSA)
Zwolinski, punta di diamante del Pogon (www.facebook.com/PogonSA)

POGON STETTINO L’allenatore Czeslaw Michniewicz in una recente conferenza stampa è stato chiaro sugli obiettivi del club: “Il minimo obiettivo è arrivare ancora tra i primi otto, non immagino di finire la stagione in un’altra posizione. Abbiamo una squadra molto dignitosa”. Proclama non proprio entusiasmante ma assolutamente realistico. Il club ha subito molti cambiamenti, lasciano partire alcuni giocatori protagonisti degli ultimi anni come i difensori Golla e Hernani, il mediano Rogalski e il bomber Robak (34 gol in due stagioni) che lascerà spazio al lancio definitivo del 22 “Zorro” Zwolinski, in più il portiere Janukiewicz e Janota sono in lista trasferimenti e si allenano con la squadra riserve; in entrata elementi giovani (il portiere Slowik chiuso allo Jagiellonia da Dragowski, il centrale Czerwinski dal Termalica, l’esterno Przybecki dallo Zaglebie) con due sole eccezioni e cioè il ritorno definitivo del giapponese Akahoshi (dopo il flop in Russia, se si rimette a posto fisicamente può far entusiasmare Stettino) e il ritorno in patria del centrale Fojut (esperienze in Norvegia e Scozia). Michniewicz vuole un gruppo coeso e snello: 25 giocatori, se arriverà qualcun altro (il mercato si chiude il 31 agosto) un altro dovrà partire. Slowik; Rudol, Matras, Fojut, Nunes; R.Murawski, Akahoshi; Murayama, Fraczczak, Kun; Zwolinski

LECHIA DANZICA Arrivato ad un passo dall’Europa, i biancoverdi (ottimo seguito di tifosi) ci riprovano. Ha sorpreso la conferma di mister Brzeczek, poco esperto e poco esaltante nel lavoro fatto nella scorsa seconda metà di stagione da subentrato. La società è ambiziosa e ha consegnato nelle mani del tecnico una rosa di discreto valore assoluto: un’unica uscita eccellente (l’esterno sinistro Grzelczak), trattenuti i gioielli Janicki (centrale 21enne), i due mediani classe ’91 Borysiuk (riscattato dal Kaiserslautern) e Lukasik, gli esperti Vranjes e Mila e la punta croata Colak (20enne, 10 gol alla sua prima stagione polacca e riscattato dal Norimberga) che però non avrà più come riserva il coetaneo austriaco Friesenbichler (tornato al Benfica). Molto interessanti i nuovi acquisti: in porta il 19enne Maric (in prestito dall’Hoffenheim, dovrebbe partire titolare), il centrale croato Maluca (da sempre all’Hajduk), gli esterni Michal Mak (10 assist nel Belchatow retrocesso dove è rimasto il gemello Mateusz) e Haraslin (19enne slovacco, libero dopo il fallimento Parma) per finire con l’ingaggio di una punta di esperienza come Kuswik, in doppia cifra nelle ultime due annate. Maric; Rudinilson, Janicki, Borysiuk, Lekovic; Lukasik, Vranjes; Mak, Mila, Makuszewski; Colak

RUCH CHORZOW Archiviata la contraddittoria scorsa stagione (sfiorato l’accesso ai gironi di Europa League poi a lungo in zona retrocessione, infine un tardivo risveglio in primavera) la “R blu” vuole tornare a stabilirsi almeno tra le prime otto, ma le prime uscite stagionali non ispirano ottimismo. Partiti elementi fondamentali come il centrale Stawarczyk, l’esterno Kowalski, il trequartista Starczynski (al Lokeren) e il bomber Kuswik (che l’anno scorso segnà il 50% dei gol di tutto il club); un notevole impoverimento del tasso tecnico non colmato dagli arrivi dei giovani centrali Koj e Cichocki (da Pogon e Legia) e di due esperti centrocampisti ex Podbeskidzie, Lenartowski e Iwanski. Probabile l’arrivo in prestito dal Legia della punta Piech, innesto imprescindibile per garantire un decente bottino di gol. Centrare i playoff sarà insomma un’impresa per l’ex ct Fornalik pronto a rilanciare ambizioni e entusiasmo in quel di Chorzow dove sorgerà tra qualche anno (il progetto è già stato approvato) un nuovo stadio. Putnocky; Konczkowski, Koj, Helik, Szyndrowski; Iwanski, Surma; Zienczuk, Mularczyk, Gigolaev; Visnakovs

Wilczek, capocannoniere, ha lasciato il Piast
Wilczek, capocannoniere, ha lasciato il Piast

PIAST GLIWICE Rimpasto rossoblù. Persa la scommessa del progetto tecnico dello sconosciuto spagnolo Garcia (discreta prima metà di stagione ma inesorabilmente esonerato a marzo) il Piast (che festeggia i 70 anni) riparte dal suo successore, l’ex nazionale ceco Latal che ha incassato la fiducia della società nonostante un finale di campionato non proprio entusiasmante. Sono partiti qualcosa come una dozzina di elementi della scorsa stagione tra cui il terzino Brozek (gemello del bomber del Wisla) il centrocampista Vassiljev, l’esterno Podgorski e due attaccanti come lo spagnolo Jurado (una quarantina di gol in 4 stagioni) e Wilczek sorprendente capocannoniere in carica di Ekstraklasa (20 reti) e finito in Serie A al Carpi; a rilevarli un’infornata di una decina di giocatori tra cui destano interesse il terzino slovacco Mraz (dal Leczna), il centrale sloveno Korun (prima esperienza fuori patria), il mediano Petrowski (da sempre a Danzica), la punta croata Barisic (8 gol in mezza stagione nel retrocesso Zawisza) e un paio di cechi su cui garantisce lo stesso Latal come il centrocampista Vacek (una stagione e mezza al Chievo, un gol in serie A) e la punta Nespor, entrambi in prestito dallo Sparta Praga. L’effetto di questa rivoluzione si vedrà a breve, obiettivo primario una salvezza tranquilla. Szmatula; Klepczynski, Hebert, Korun, Mraz; Szeliga, Pietrowski, Vacek, Badia; Nespor, Barisic 

CRACOVIA Si riparte dopo il buon finale della scorsa stagione agli ordini del subentrato Zielinski, tecnico esperto che prese il posto del giovane ed inesperto Podolinski non adatto a gestire una situazione particolare come quella delle “Strisce” in una delicata situazione finanziaria. Si riparte con una rosa giovane (davvero pochi gli ultratrentenni) dove le partenze difensive del terzino Marciniak e del centrale Zytko sono state rimpiazzate dagli arrivi del terzino-ala del Zawisza Wojcicki e dal centrale Wolakiewicz tornato in patria dopo una dimenticabile parentesi coi rumeni dell’Astra; l’unico altro arrivo è il portiere Sandomierski che si giocherà il posto col 33enne Pilarz. Zielinski si fida quindi del telaio che ha trovato al suo arrivo basato sulle geometrie del mediano bosniaco Covilo, la freschezza dei centrocampisti Dabrowski (classe ’92) e Kapustka (classe ’96, da osservare con attenzione), le giocate del trequartista Budzinski, il dinamismo dell’ala camerunense Dialiba e i gol dello slovacco Jendrisek e del lettone Rakels. La buona preseason e il carisma di Zielinski hanno risvegliato gli appetiti dell’ambiente biancorosso che crede in una posizione nelle prime otto. Pilarz; Deleu, Sretenovic, Polczak, Wolakiewicz; Covilo, Dabrowski; Wojcicki, Kapustka, Rakels; Jendrisek

Il nuovo tecnico del Korona, Brosz (www.ekstraklasa.net)
Il nuovo tecnico del Korona, Brosz (www.ekstraklasa.net)

KORONA KIELCE Davvero strano il cambio di guida tecnica dei giallorossi. Un divorzio per molti inaspettato quello con Tarasiewicz autore di un’altra stagione da ricordare (salvezza tranquilla) dopo quella sulla panchina dello Zawisza (vittoria coppa polacca); il suo successore è arrivato solo nei giorni scorsi. Trattasi di Marcin Brosz tecnico 42enne di modesta esperienza e fermo da un anno dopo l’esonero dal Piast (chiaramente non una prima scelta); lo aspetta un’avventura difficile sia per i problemi finanziari del club (dipendente dal denaro comunale) sia per alcune cessioni eccellenti (su tutti il portiere Cerniauskas, il terzino Golanski e gli attaccanti Kielb e Luis Carlos). Gli arrivi del portiere Trela da Danzica, del terzino lettone Gabovs e della punta 20enne Zajac svincolato dal Wisla non renderanno molto più semplice il lavoro di Brosz che ha già affermato di volersi adattare di volta in volta all’avversario, soprattutto se non arriverà una punta di valore (Trytko ha saltato la preparazione per infortunio tralaltro), e che la precaria situazione finanziaria del club può essere un’occasione per lanciare nuovi giovani e riprogrammare una strategia pluriennale. A Kielce però tiene banco la voce di un’ormai prossima partnership con la Roma che farebbe del Korona un suo club satellite da cui prelevare i migliori talenti del vivaio (alla modica cifra di un milione di euro all’anno). Trela; Gabovs, Dejmek, Malarczyk, Sylwestrzak; Jovanovic, Fertovs; Aankour, Kapo, Pilipchuk; Trytko

GORNIK LECZNA Archiviata tutto sommato con successo la scorsa stagione da neopromossa (buona prima metà, poi calo verticale in primavera e battaglia per non retrocedere vinta abbastanza agevolmente) i verdeneri vogliono dimostrare di aver imparato dagli errori commessi. Confermato in panca, forse per riconoscenza, l’ucraino Shatalov che lavora a Leczna dall’estate del 2013. Di concerto con la società, il tecnico a gennaio aveva scelto una politica di trasferimento basata sugli stranieri che potessero dare un contributo di esperienza; quest’estate il club ha scelto una direzione del tutto diversa puntando su giocatori solo autoctoni (unica eccezione il terzino brasiliano Leandro dal Korona) risparmiando così anche sulle commissioni degli agenti. Non potevano mancare alcune cessioni, la più grave quella del terzino Mraz (troppo basso l’ingaggio offerto per il rinnovo) ma a Leczna sembrano soddisfatti degli arrivi del terzino Basta dal Belchatow, del talentuoso Bednarek (centrale 19enne in prestito da Poznan), dell’esperto mediano Tyminski, del trequartista Pozniak (anche lui retrocesso col Belchatow) e delle punte Swierczok (ex Zawisza, formatosi in Germania) e Pitry (33enne, torna in prima divisione dopo 7 anni passati in seconda). C’è ottimismo (a nostro parere troppo), l’obiettivo è quello di posizionarsi addirittura tra le prime otto (il miglior risultato nella sua storia è il settimo posto nel 2003/04). Prusak; Basta, Bozi, Bielak, Leandro; Tyminski, Nikitovic, Kazmierczak; Bonin, Pozniak, Zuber; Cernych

PODBESKIDZIE Professionista in salvezze (più o meno tranquille) sin dal suo ritorno in Ekstraklasa nel 2011. Squadra enigmatica, dai valori tecnici modesti ma arcigna da affrontare. Il club di Bielsko-Biala, rivoluzionato in estate, dovrà comunque soffrire anche in questa stagione. Nel precampionato ha infatti mostrato lacune sia in fase difensiva che nella linea offensiva. Sul mercato il primo obiettivo è stato il ringiovanimento della rosa, secondo la dirigenza prima motivazione della netta flessione nella seconda metà del campionato: via una ventina di giocatori (tra cui il portiere slovacco Peskovic, i vecchi centrali Pietrasiak e Stano e il mediano Iwanski) ne sono arrivato una decina tra cui qualche giovanissimo (il terzino 20enne Jaroch, il centrale 21enne Nowak in arrivo dal Widzew Lodz fallito), qualcuno più esperto (il portiere Kaczmarek ex Zawisza, il terzino Mojta e l’esterno Kowalski) e tre stranieri come il portiere lituano Zubas (faceva il secondo a Belchatow), l’esterno Janic (la colonia slovacca sale a 5) e un giapponese, il regista Kato pescato in Montenegro. Ci si aggrappa all’esperienza del tecnico Kubicki (ex terzino della nazionale polacca anni ’90), tornato a maggio sulla panchina dei rossobiancoblu, che ha gettato acqua sul fuoco invitando a non dare troppo significato agli scarsi risultati in preseason. Lo slogan della campagna abbonamenti è stato “Scopri il carattere dei Montanari” (Bielsko-Biala sorge ai piedi dei Monti Beschidi al confine con la Slovacchia, NdR) e certamente ce ne vorrò molto per raggiungere l’ennesima salvezza. Kaczmarek; Mozdzen, Nowak, Horoskiewicz, Kolcak; Janeczko, Deja, Sloboda, Janic; Korzym, Demjan

Nieciecza festeggia la promozione in Ekstraklasa (www.ekstraklasa.net)
Nieciecza festeggia la promozione in Ekstraklasa (www.ekstraklasa.net)

ZAGLEBIE LUBLINO Gli arancioneri tornano in Ekstraklasa dopo un solo anno di purgatorio in I Liga; lo fanno soprattutto grazie alla sapiente guida del 43enne Stokowiec che dopo l’esonero dallo Jagiellonia è umilmente sceso di categoria. Lo Zaglebie manterrà ovviamente la struttura della rosa promossa basata sul 21enne portiere Forenc, sulla coppia centrale Dabrowski (riscattato dal Pogon dopo il prestito, ha richieste però dalla Turchia) e Guldan (31enne ex nazionale slovacco) e sul tandem offensivo formato da Wozniak (nato e cresciuto a Lublino, l’anno scorso 9 gol) e dal ceco Papadopoulos (10 gol) che dieci anni fa giocava in Bundesliga a Leverkusen e che cerca il rilancio a 30 anni dopo due flop in Olanda e Russia. Il direttore sportivo Benjamin ha operato poco sul mercato portando a Lublino solo due slovacchi (il gigantesco portiere Polacek e il trequartista Vlasko ex Sparta Trnava) ma alla presentazione della stagione ha mostrato di avere le idee molto chiare sul futuro prossimo del club: “Vogliamo costruire un marchio forte. Lotteremo per i primi otto, per garantirci un tranquillo campionato. Non è nostra intenzione abbandonare la filosofia che ci siamo imposti un anno fa. Paradossalmente la retrocessione non ha significato la fine del mondo, anzi ci ha rafforzato. Abbiamo programmato una strategia completamente nuova con rinnovato entusiasmo”. Forenc; Todorovski, Dabrowski, Guldan, Codra; Rakowski, Piatek, Bonecki; Vlasko; Wozniak, Papadopoulos

TERMALICA NIECIECZA La “Cenerentola” del campionato; appena promossa in Esktraklasa per la prima volta nella sua storia lunga 93 anni, il Nieciecza (città del nord-est, nella valle del Dunajec) ha dal 2010 abbinato al suo nome quello della Termalica (azienda di prodotti edili). Gli “Elefanti” non potranno festeggiare questo loro debutto nel proprio stadio perchè le prime tre partite le giocherà a Mielec (città lontana 50 km) mentre continuano i lavori di adeguamento dello stadio a Nieciecza. Persi alcuni co-protagonisti della promozione (i centrali Czerwinski e Kopacz su tutti) sono arrivati inevitabilmente elementi di esperienza come il portiere Witan, il terzino Ziajka ex Zawisza, il mediano Babiarz ex Ruch e la punta 34enne Kedziora come alternativa del fondamentale bomber Drozdowicz (16 gol l’anno scorso) più l’interessante attaccante ucraino Koval (scuola Dinamo Kiev, ex under21). Operazioni fatte con la “testa” ma che potrebbero non bastare per fare bella figura, obiettivo primario del 52enne Mandrysz. Nowak; Fryc, Markowski, Pleva, Ziajka; Babiarz, Kupczak; Byskup, Plizga, Jarecki; Drozdowicz 

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(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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