Pagelle Real Madrid-Atletico Madrid, i blancos: CR7 alieno alienato, Hernandez deus ex machina

Real Madrid Pagelle Hernandez

REAL MADRID-ATLETICO MADRID PAGELLE – Alla fine il Real Madrid ce l’ha fatta, ha interrotto la maledizione del derby che perdurava dalla finale di Lisbona, la finale della decima. L’Atletico Madrid l’ha buttata come sempre sul piano fisico, ma tra i tanti calci dati, quello di Arda Turan ad un Sergio Ramos (6,5) che da interno di centrocampo ha giocato una partita da leader, è risultato decisivo per la partita. Partita in cui non è stato decisivo Casillas (6) chiamato poche volte in causa, non risultando (come ormai spesso gli capita) impeccabile, ma senza commette errori trascendentali. Merito anche di un’ottima prova del pacchetto dei centrali. Varane (6,5) ha dimostrato anche stasera di essere un difensore di talento, mentre Pepe (6 +) per quanto risulti più adatto alle baruffe che alle partite è stato comunque molto efficace. Il Real Madrid ha provato a costruire gioco sfruttando spesso l’asse sulla fascia destra con un Carvajal (5,5) apparso poco brillante, a differenza di James Rodriguez, (7) tanto propositivo quanto generoso, che ha collaborato alla costruzione del gioco cercando di inventare, senza trascurare la fase difensiva. Chi avrebbe potuto fare di più in fase di costruzione è Toni Kroos (5,5) che, in assenza di Modric, aveva il compito di orchestrare le manovre dei “Galacticos”, senza però riuscire a creare nulla di particolarmente incisivo, facendo il suo compitino in maniera nemmeno troppo brillante. Se Toni Kroos ha dato l’impressione di essere quello bravo che non si applica, Fabio Coentrao(6) si è invece applicato tanto, i risultati a dirla tutta sono stati quelli che sono stati ma si apprezza lo sforzo. Benino il suo compagno di reparto Isco (6), che con un buon secondo tempo, ha riscattato un primo tempo in cui era stato poco concreto e troppo lezioso. Lezioso, come lo è stato Cristiano Ronaldo ( 6 +), che tra inutili colpi di tacco ed un’occasione sbagliata non da lui, più che un alieno sembrava un alienato in una partita dove l’estetica applicata era meglio lasciarla da parte. Essendo però un campione è riuscito a riscattare quella che sarebbe stata una prova insufficiente, grazie alla grande lucidità mostrata in occasione dell’assist decisivo a quel Chicharito Hernandez (7,5) che merita senza dubbio la palma del migliore in campo. Per il messicano, professione deus ex machina, trovare spazio nel Real Madrid della BBC è stato difficile se non quasi impossibile. Oggi, in assenza delle due B ha avuto la sua occasione e sin dal primo minuto si è sbattuto alla caccia dell’acuto risolutore. Si è visto che all’inizio sentiva la tensione dell’evento, ma piano piano si è liberato del nervosismo e si è reso sempre più pericoloso, fino all’87’ quando, facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, ha fatto capire il motivo per cui Ferguson stravedeva per lui, confermando di essere un grande giocatore. Dopo il gol si è arreso ai crampi ed ha lasciato il posto a Jesè Rodriguez (ingiudicabile come gli altri subentrati Ilarramendi e Arbeloa) ma oggi, dopo mesi difficili con poco campo e tanta panchina, ha iscritto definitivamente il suo nome nel corazon madridista. E chissà se Ancelotti (6,5) oggi un po’ nervoso, ma – come sempre – maestro nella preparazione della singola partita, non possa pensare che ogni tanto ci siano altri canali oltre la BBC.

 

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Laureato in Storia, proiettato nell'attualità, intossicato dal presente e incuriosito dal futuro. Appassionato di calcio, esaltato dal basket, catturato dal rombo di motore della Formula 1. Rimpiango i tempi che furono ma credo comunque nel domani.

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