Esclusiva TCE – “Io, Ibisevic, l’Italia e la Germania”: zitti tutti parla Mirko Giallorenzo

ibisevic

ESCLUSIVA TCE – Se in Italia l’hastag #ichbinnichtschlechteralsibisevic passa quasi del tutto inosservato, in Germania è sicuramente fra i trend del momento su tutti i più importanti social network. Il merito di tutto ciò è da ascrivere ad un ragazzo nato in Germania, nel Baden-Württemberg, ma nelle cui vene scorre sangue salentino e potentino: Mirko Giallorenzo. Questo ragazzo italo-tedesco, infatti, è stato l’autore di un cartellone decisamente ironico, ma che al tempo stesso inquadra benissimo lo stato in cui versa l’attaccante dello Stoccarda, Vedad Ibisevic.

Darf ich bitte mitspielen? Ich bin nicht schlechter als Ibisevic“, ovvero, “Posso giocare per favore? Non sono più scarso di Ibisevic“, è la richiesta inoltrata da questa simpatico ragazzo ventiduenne, studente universitario, impegnato nel sociale. E nelle cui vene calcistiche, prima ancora del biancorosso dello Stoccarda, scorre sangue nerazzurro per merito (o colpa, vedete voi) del padre. Abbiamo contattato Mirko ed è nata questa gradevolissima intervista, in cui si racconta a 360°, partendo dal VfB e dal suo “bomber” bosniaco, passando per l’Inter e i due Mondiali vinti da tifoso di Italia e Germania. Ma se gli chiedete chi, fra AzzurriNationalmannschaft, gli ha regalato le emozioni più grandi, lui non ha alcun dubbio…

Mirko, sul web sei diventato molto popolare: raccontaci un po’ di te

Mi chiamo Mirko Giallorenzo, ho 22 anni e studio „Lehramt Sonderpädagogik“ (maestro per studenti con disabilità) a Ludwigsburg. Sono nato in Germania, a Schwäbisch Gmünd, da genitori italiani: mia madre è salentina, di Nardò, provincia di Lecce, mentre mio padre è di Cancellara, un paesino in provincia di Potenza, Basilicata. Gioco a calcio nel TV Straßdorf in Kreisliga B, faccio l’arbitro e sono nell’Integrationsbeirat (Comitato dell’ integrazione) di Schwäbisch Gmünd in qualità di rappresentante della comunità italiana della nostra città.

 La passione per lo Stoccarda è dovuta a motivi geografici, visto che abiti molto vicino alla città sveva, oppure è nata per qualche altro motivo?

E’ nata sicuramente per motivi geografici: abitando a pochi chilometri da Stoccarda, mi sono sempre sentito legato alla città e alla sua squadra. Credo di essere stato condizionato, e ne sono contento, anche dal fatto che la maggior parte dei miei amici, con cui seguo spesso le partite allo stadio e davanti alla tv, tifi Stoccarda.

Ibisevic nn va a segno da oltre un anno: è questo il vero motivo per cui critichi il calciatore bosniaco oppure non lo reputi all’altezza di un campionato competitivo come la Bundesliga? Cosa manca a Vedad per tornare il calciatore visto con la maglia del TSG e, eventualmente, chi vorresti al suo posto?

Non vinciamo in casa dal 27 settembre 2014 e l’ultima rete dello Stoccarda davanti ai propri tifosi risale al 18.10.2014: sono passati, quindi, più di 540 minuti senza fare gol alla Mercedes Benz Arena. Ibisevic, che guadagna quasi 3 milioni l’anno, non segna addirittura da oltre un anno e, inoltre, spesso sembra svogliato quando gioca. Il mio striscione voleva essere un modo simpatico ed ironico per rimproverare non solo Vedad ma tutta la squadra, che fornisce al bosniaco pochi palloni all’interno dell’area di rigore, oltre ad essere da sprono per Stevens, che deve cambiare inevitabilmente qualcosa nello sviluppo della fase offensiva del VfB. Per quanto riguarda il sostituto, io non avrei dubbi: sceglierei me stesso! Sono a parametro zero, costo tre milioni annui in meno e suderei come un matto per quella maglia. In alternativa al sottoscritto,  farei giocare Timo Werner, giovane promettente dello Stoccarda.

Pensi che lo Stoccarda riuscirà a centrare la salvezza?

Si, credo ancora nelle potenzialità della mia squadra, anche se in questo momento non ho molti motivi per essere ottimista. Penso che retrocederanno due squadre tra Paderborn, Friburgo, Colonia e Mainz.

Che ricordo hai del Meisterschale conquistato dal VfB nel 2007? E’ quello il momento più bello che hai vissuto da tifoso dei biancorossi?

Sì, la conquista del Meisterschale è stato sicuramente il momento più bello vissuto da tifoso del VfB. Ricordo che seguii la partita decisiva in piazza a Stoccarda, dove era stato allestito un maxi-schermo. Fu un momento bellissimo: eravamo tantissimi  quel giorno e festeggiammo per diverse ore.

Quando ti è venuta in mente l’idea del cartellone e ti sei reso conto di essere diventato “noto” sul web?

L’idea del cartellone, preparato solo un’ora prima del fischio d’inizio di Stoccarda-Bayern Monaco, è stata assolutamente spontanea. Dopo essere stato inquadrato in diretta per quasi un minuto da Sky, durante un match importante come il Südderby, ho ricevuto immediatamente molti messaggi e telefonate da amici e familiari.  Avevo fatto ridere tutti: il telecronista, le persone davanti alla tv e quelle presenti allo stadio. Ma pensavo fosse finita lì. E invece, a mia insaputa, ero stato nominato tifoso del giorno su Facebook. Da quel momento, centinaia di migliaia di persone e siti in tutta la Germania, e poi anche in Italia, hanno condiviso la mia foto, messo un numero imprecisato di “mi piace” oltre ad usare l’hashtag #ichbinnichtschlechteralsibisevic. Ieri, poi, è stato pubblicato anche un articolo sulla Gazzetta dello Sport, mentre oggi tantissimi giornali tedeschi parlano di me.

Abbiamo letto che sei anche un grande tifoso dell’Inter: come è nata la passione per i nerazzurri? Hai mai assistito ad un match dal vivo della squadra milanese?

Ho ereditato la passione per i colori nerazzurri da mio padre ed è per questo motivo che mi definisco un interista di seconda generazione. Il 31.03.2013 sono andato a San Siro assieme a mio padre e mio fratello in occasione del Derby d’Italia: assistere a Inter-Juve alla “Scala del calcio”, è stata un’emozione unica.

Domanda obbligatoria: qualora si affrontassero Stoccarda e Inter, magari in un turno ad eliminazione diretta in Champions League, per chi tiferesti?

Pensare, oggi, ad una Champions con Stoccarda ed Inter mi sembra, francamente, utopistico. Comunque, tiferei Inter senza alcun dubbio.

Ti facciamo sognare ad occhi aperti. Huub Stevens esaudisce il tuo desiderio e ti affida le chiavi dell’attacco dello Stoccarda: come reagiresti alla notizia e quanti goal pensi di poter mettere a segno?

Organizzerei una grande festa per tutti gli amici e familiari ed inviterei il mio ex-allenatore, lo stesso che mi mise in panchina in Terza Categoria, come ospite speciale. Poi mi comprerei delle scarpe da calcio nuove personalizzate con l’hashtag #ichbinnichtschlechteralsibisevic e farei almeno un gol sotto la Canstatter Kurve. Realizzare un goal, ricordiamolo, equivale ad aver fatto meglio di Ibisevic.

Qual è il tuo idolo calcistico?

Javier Zanetti, una leggenda.

Hai festeggiato la vittoria di due Mondiali nello spazio di soli otto anni (Italia nel 06 e Germania nel 14): quale dei due trionfi ti ha dato più gioia?

E’ stato più bello festeggiare il Mondiale del 2006 vinto dall’Italia, in fondo sono sempre italiano anche se vivo in Germania: diventare Campioni del Mondo battendo prima i tedeschi, che sfottevano noi emigranti, in una semifinale epica in casa loro e poi i francesi in finale, è stata un’emozione bellissima. Ovviamente, in seconda battuta tifo anche Germania ed è stato bello festeggiare la vittoria dei mondiali del 2014 con i miei amici tedeschi. Ma la Nationalmannschaft non mi potrà mai dare le emozioni che mi regalano gli Azzurri.

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