Real Sociedad-Barcellona 1-0, Luis Enrique cervellotico: l’Anoeta è ancora tabù

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Real Sociedad-Barcellona 1-0, Luis Enrique cervellotico: l’Anoeta è ancora tabù

Tre su tre: la Real Sociedad completa il filotto di grandi battute all’Anoeta. Dopo Real e Atletico Madrid, l’undici di San Sebastian sconfigge in casa anche il Barcellona, come già successo in quattro delle ultime cinque visite dei blaugrana. Finisce 1-0, decide un autogol in apertura di Jordi Alba. Luis Enrique è agguantato in classifica dall’Atletico Madrid (domenica sera scontro diretto al Camp Nou) e si prepara a una dose extra di critiche per il discutibilissimo undici iniziale che lascia quantomeno sorpresi.

Il tecnico asturiano lascia fuori Messi, Neymar, Piqué, Rakitic e Dani Alves. Il tentativo, probabilmente, è quello di dare maggior protagonismo a Luis Suarez, accompagnato in attacco da Pedro e Munir. C’è anche Martin Montoya, probabilmente in una delle sue ultime apparizioni in maglia blaugrana. Moyes recupera in extremis Vela, Chory Castro e Xabi Prieto sostengono sulle ali il messicano, con Canales a inventare gioco sulla trequarti.

L’inizio è scioccante, per i catalani: dopo poco più di un minuto di gioco, Canales mette in mezzo dalla destra, Jordi Alba trafigge il proprio portiere – l’ex Claudio Bravo – con un colpo di testa in tuffo che nemmeno Gigi Riva. Quasi non ci credono i baschi che hanno tra le mani il miglior copione possibile per la partita: difesa, difesa, difesa e contropiedi improvvisi col Chory e Xabi Prieto particolarmente ispirati. Il Barcellona non si fa intimorire dall’Anoeta, caldissimo, e comincia a macinare gioco. Non che gli uomini di Luis Enrique creino particolari pericoli, ma qualche spunto di Alba sulla sinistra, un paio di indecisioni di Rulli in fase di disimpegno e una conclusione di Pedro sull’esterno della rete danno fiducia agli ospiti. Che, però, si spengono subito.

La partita diventa brutta, errori piuttosto marchiani segnano la prima parte che, comunque, si chiude con due brividi per la porta di Claudio Bravo. Prima il Chory Castro non ci arriva per un soffio sul tiro cross di De la Bella, poi il portiere cileno è attento sul primo palo sventando il sinistro di Canales. A proposito: da cineteca con cui il talento ex Racing Santander fa fuori Montoya, letteralmente in ginocchio. L’arbitro innervosisce la partita con un paio di decisioni sbagliate (c’è anche un mezzo rigore per il Barça per un fallo di mani di Inigo Martinez), poi Pedro ci prova dalla distanza ma Rulli stavolta è attento.

L’ala originaria delle Canarie ha creato pochissimo, ancora meno Munir (in pericolosa e costante involuzione) che lascia il posto a inizio ripresa a Messi. Dieci minuti dopo entrerà anche Neymar, per Pedro. Il Barcellona ne acquista, ovviamente, in rapidità e pericolosità: Suarez e Jordi Alba concludono fuori dai pali, la Real Sociedad fatica a infilare due passaggi di fila in disimpegno. I baschi, però, quasi approfittano di un regalo di Claudio Bravo che sbaglia l’uscita ma viene graziato da Xabi Prieto.

Messi fuori, Suarez e Xavi alto, un dribbling di troppo di Neymar in piena area. Le mezze occasioni piovono per i catalani che, nel finale, operano il massimo sforzo per agguantare almeno il pareggio. Rulli compie prima un miracolo in uscita bassa su Suarez, che l’aveva praticamente dribblato, poi l’argentino fa felice anche i fotografi con un volo plastico che impedisce ancora all’ex Liverpool di festeggiare il secondo gol in campionato. Il nervosismo la fa da padrone negli ultimissimi minuti, Luis Enrique incassa la terza sconfitta nella Liga e manca il sorpasso al Real Madrid. Si aprono i dibattiti sul tecnico asturiano.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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