Stoke City – Chelsea 0-2: Terry con la spada e Fabregas con il fioretto

Monday Night (ma non Raw o quasi) come posticipo serale valido per la 17esima giornata di Premier League che vede il Chelsea di Josè Mourinho (che aveva giocato in settimana contro il Derby County in Capital One Cup) ritornare nella tana del Britannia Stadium contro i padroni di casa dello Stoke City. Il duello tra le due squadre rappresenta una serie di incroci particolari che vedono i Blues come uno degli avversari più ostici da affrontare per i Potters che hanno un record di 13 sconfitte nei 17 incontri complessivi disputati e Mark Hughes ex calciatore proprio dei londinesi che negli anni si è rivelato uno degli allenatori più difficili da fronteggiare per lo Special 1. Non è un caso che la vigilia del match sia stata densa di sortite ai microfoni. “Gare come queste sono difficili da affrontare, per tutti – ha detto Jose Mourinho – Lo Stoke interpreta un gioco molto aggressivo ma noi non abbiamo nessuna paura. Sono sicuro che anche l’arbitro eviterà che volino colpi proibiti”. Mister Hughes, artefice del successo con cui lo Stoke, lo scorso 7 dicembre 2013, battè proprio il Chelsea 3-2, invece, è stato più morbido: “Giocheremo con la squadra migliore della Premier, in grado di vincere tutte e 4 le competizioni per cui è in gara. Squadra vincente non si cambia e allora il portoghese si affida ai suoi soliti 10 pretoriani di fiducia decidendo però di far riposare Oscar, alzando Fabregas sulla linea dei trequartisti offensivi e giocando la carta Obi Mikel in mediana al fianco di Matic che è ormai diventato un tassello fondamentale nello scacchiere dei Blues.

Gli ospiti son consapevoli che non sarà una gara facile e partono subito forte con il piede sull’acceleratore: dopo una bella azione corale, Ivanovic sulla destra prova il tiro ma la difesa prontamente respinge in corner. Sugli sviluppi di quest’ultimo John Terry di mestiere prima si smarca e poi insacca con una zuccata prepotente un incolpevole Begovic. Pietra miliare per lo skipper dei Blues che disputa la sua gara numero 650 e la numero 513 con la fascia da capitano portando con oggi a 60 il numero di gol segnati. Il Chelsea non si ferma e prosegue aggressivo a più riprese con Hazard che azzanna sulla fascia, Costa che lotta su ogni lancio lungo e il solito Cesc Fabregas che disegna calcio a tutto campo. Diego Costa è al centro del gioco ed inizia un duello personale con Shawcross che si oppone con vigore ed attenzione a tutte le manovre degli avversari. Bardsley ricorda per cosa sono famosi quelli dello Stoke e in un momento di lucida follia stende Hazard a ridosso del fallo laterale: proseguono ed aumentano le scintille e gli attriti in campo, Mou era già partito indemoniato a protestare. Al 25esimo il Chelsea riparte pericolosamente in contropiede ma il tutto viene vanificato da un maldestro movimento del direttore di gara che si frappone tra la palla e Willian lanciato in porta. Ospiti dopo aver attaccato molto decidono di amministrare un po’ il pallino del gioco, i padroni di casa sono abbastanza in apnea e il pubblico lo percepisce ed ecco che i tifosi locali lasciano andare ad un interminabile e quasi assordante applauso prolungato per sospingere i propri beniamini.

Atmosfera britannica a livelli esponenziali da brividi lungo la schiena. Brividi che percorrono la schiena di Begovic che si ritrova a tu per tu con Diego Costa che fa la barba al palo dopo un illuminante filtrante da parte di Cesc Fabregas: Blues vicinissimi al raddoppio in questa occasione. Il Chelsea vuole il goal della sicurezza mentre la fase offensiva dello Stoke a supporto di Crouch – Walters-Bojan-Arnautovic – non riesce ad esprimersi al meglio, la manovra dei padroni di casa è spesso schiacciata dal possesso palla continuo e indisturbato dei Blues. N’Zonzi senza criterio è il ritratto della propria squadra contraddistinta da idee confuse alternate a spazzate ed interventi duri per fermare gli avversari che sembrano attaccare da ogni posizione. Dopo 3 minuti di recupero l’arbitro fischia la fine del primo tempo mandando le due squadre a riposo sul risultato di 0-1 per il Chelsea in vantaggio meritato trascinati dal leader JT: il capitano realizza la rete che finora decide l’incontro dopo soli 2’ di gioco con un colpo di testa vincente sul cross dalla bandierina di Fabregas. Padroni di casa invece pericolosi in una circostanza sola con il tentativo di N’Zonzi.

Dopo i canonici 15 minuti di riposo, Swarbrick attende il rientro in campo delle due squadre ed avvia la seconda frazione di gioco. Lo Stoke non sembra ancora entrato in partita e lo dimostra con una serie di errori difensivi: Muniesa sbaglia il retropassagio per Begovic, che dal canto suo non contento, sparacchia malamente in fallo laterale. Crouch con il miglior colpo del suo repertorio, ossia il colpo di testa, anziché le rovesciate prova ad intimorire Courtois ma la palla finisce altissima senza causare particolari problemi. Pieters dietro sbaglia ancora innescando Costa che si invola verso la porta ma N’Zonzi ci mette il piede e sventa il tutto. Il copione della partita è oramai chiaro e vede il Chelsea fermamente deciso a voler chiudere la partita mentre lo Stoke sembra ingessato nella sua perenne preoccupazione di riuscire a resistere all’assedio. Ci provano prima Fabregas,Costa poi (anche se in posizione di offside) ed infine WIllian con una conclusione a giro su punizione con la palla che finisce in corner dopo essere stata deviata dalla barriera. Hughes prova a smuovere qualcosa tra i suoi togliendo Gerome ed un Peter Crouch mai pericoso e gettando nella mischia rispettivamente Charlie Adam e Diouf in modo da avere qualche occasione in più in avanti e trovare una insperata rete del pareggio.

Adam entra immediatamente nel vivo del match che si presenta con una potentissima conclusione da fuori di mezzo esterno con la palla che termina di poco a lato dalla porta di Courtois che in questa occasione era rimasto immobile a guardare la traiettoria della sfera. Nel momento in cui i padroni di casa sembrano più vicini al pareggio, il Chelsea mette la freccia con Fabregas e raddoppia il risultato: marcatura pesantissima da parte dello spagnolo che architetta in prima persona l’azione dal limite poi riceve la palla di ritorno da Hazard proprio nel cuore dell’area, dove Cesc rischia quasi di perdere il tempo del tiro, incrociandosi con Costa ma l’ex Barca trova un tocco sporco vincente verso la porta che riesce a spiazzare Begovic e a portare il risultato sullo 0-2 mettendo quasi definitivamente in ghiaccio il match per Mou e soci. Diego Costa è mosso da uno spirito combattivo e cerca in tutti i modi di iscriversi al tabelloni dei marcatori ma all’83esimo è bravissimo Begovic a negare la gioia del gol alla punta Blues. Era l’ultimo squillo da parte dell’ex Atletico che viene sostituito da sua maestà Didier Drogba: l’uomo adatto a tenere su la squadra in questi minuti finali. Proprio a gara finita Hazard si accascia al suolo dopo un pestone non cattivo da parte di Walters che viene prontamente ammonito. Il fenomeno belga è visibilmente dolorante e non ce la fa, consentendo a Zuma di entrare in campo per dargli il cambio.

Dopo un mastodontico recupero di 7 minuti arriva il triplice fischio finale, il Chelsea si vendica dell’ultima volta, non cade, vince “all’inglese” e convince: un gol per tempo con Terry e Fabregas e vittoria in ghiacciaia. Ora i Blues di Mou veleggiano solitari in vetta a quota 42 punti con il Manchester City che insegue a soli 3 punti di distanza in attesa di passi falsi in attesa del magico Boxing Day folkloristico del 26 Dicembre e del tipico tour de force di fine anno che la Premier League offre puntualmente.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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