Arsenal-Manchester United 1-2 – I Red Devils irrompono in zona-champions

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ARSENAL-MANCHESTER UNITED 1-2 – Seconda vittoria consecutiva per il Manchester United, che irrompe prepotentemente in “zona-champions” ed espugna l’Emirates, terreno fin qui inviolato. Non è stata una prova indimenticabile quella offerta dai giocatori di Van Gaal. L’Arsenal, infatti, ha dominato la scena per lunghi tratti, fallendo svariate palle-gol per demerito dei propri giocatori e bravura di De Gea, man of match dell’incontro grazie ad alcuni provvidenziali interventi “salva-risultato” che, specie nel primo tempo, hanno consentito al Manchester United di restare a galla. Ma gli uomini di Wenger, semmai ce ne fosse stato bisogno, hanno confermato una disarmante fragilità psicologica e una mancanza di cattiveria oramai atavica. La gara, nonostante sia risultata gradevole, incerta e giocata a buon ritmo da entrambe le compagini, ha confermato una cosa ineluttabile: Arsenal e Manchester United sono, attualmente, lontane parenti di quelle fantastiche compagini che, a cavallo fra la fine degli anni 90′ e l’inizio dello scorso decennio, si contesero spesso lo scettro di Regina d’Inghilterra.

PRIMO TEMPO – Avvio di partita a ritmi decisamente intensi, evento certamente non raro per una partita di Premier League. La prima occasione occorre alla squadra di casa con Mertesacker, che stacca di testa ma non trova lo specchio della porta. L’Arsenal si fa decisamente preferire e staziona stabilmente nella metà campo avversaria. Al decimo, grandissima chance per Welbeck, autore di un possente colpo di testa che termina fuori per una questione di centimetri. Tre giri di lancette ed è il turno di Wilshere, protagonista di un sinistro che non impensierisce seriamente De Gea. Ma è al quattordicesimo che il portiere spagnolo compie un vero e proprio miracolo sullo stesso numero dieci biancorosso, che fallisce una clamorosa palla-gol a tu per tu con l’estremo difensore avversario. Passano solo sessanta secondi e Van Gaal è costretto al primo cambio: Shaw abbandona il campo per infortunio in favore di Young.

In campo c’è sempre e solo l’Arsenal, sfortunato, però, nel trovare sulla propria strada un De Gea particolarmente ispirato, come testimonia il provvidenziale intervento in uscita bassa su Chamberlain. Alla mezz’ora, duro faccia a faccia fra Wilshere e Fellaini, che vengono separati dal provvidenziale intervento di Rooney, compagno di squadra del belga e di nazionale dell’inglese. Per assistere al primo squillo dei Red Devils bisogna attendere il trentacinquesimo, la conclusione di Di Maria, però, esce di poco alla sinistra di Szczęsny. Il fuoriclasse argentino è il protagonista assoluto del finale di frazione. A cinque minuti dal ritorno negli spogliatoi, il Fideo si rende protagonista di un sensazionale spunto personale, parte della propria metà campo, si beve tre giocatori avversari e  serve la palla a Rooney, che si vede  il tiro deviato in corner da un intervento di Chambers. L’ultima emozione del primo tempo la regalano ancora i Gunners, ma il tacco di Welbeck – al limite dell’area piccola – non trova lo specchio della porta.

SECONDO TEMPO – La ripresa prende avvio con gli stessi ventidue protagonisti del primo tempo. La prima emozione la regala, ancora, l’Arsenal con Welbeck, che impegna seriamente l’estremo difensore avversario. La partita, a differenza dei primi quarantacinque minuti, si gioca a ritmi blandi. Ma al decimo, in modo alquanto inatteso, si accende: Young crossa dalla destra, Szczęsny e Gibbs si scontrano e, involontariamente, servono sul lato opposto Valencia, che calcia verso la porta e trova la fortunata deviazione di Gibbs che vale il goal del vantaggio per i Red Devils. L’Emirates ammotulisce: il Manchester United è immeritatamente in vantaggio. Per i Gunners, oltretutto, piove sul bagnato: Szczęsny, a causa dello scontro subito con Gibbs, è costretto a lasciare il terreno di gioco in favore di Martinez, al debutto assoluto in Premier League. L’Arsenal subisce il contraccolpo psicologico e fatica a rendersi pericoloso. Al ventesimo, Chamberlain mette in mezzo per Sanchez, che effettua un colpo di testa su cui si fa trovare pronto De Gea.

Quattro giri di lancette ed è il turno di Cazorla, autore di un tiro dal limite che non impensierisce l’ottimo portiere avversario. Wenger e Van Gaal provano a mischiare le carte: il francese inserisce Giroud al posto di Ramsey; l’olandese sostituisce un deludente Van Persie con il giovanissimo Wlson. La squadra locale preme. Ci prova il neo-entrato Giroud, ma la conclusione non inquadra lo specchio della prova. Tenta di riscattarsi anche Gibbs, protagonista di un pericoloso tiro all’interno dell’area di rigore avversaria respinto dal muro Red Devils. All’ottantacinquesimo, però, arriva la sentenza: Di Maria scatta in contropiede e s’inventa uno splendido assist per Rooney, che si ritrova a tu per tu con Martinez e lo fredda con un delizioso tocco sotto. Nei minuti di recupero, l’Arsenal accorcia le distanze con Giroud, che batte De Gea con una pregevole conclusione di controbalzo all’incrocio dei pali. Nelle battute finali, la squadra di Wenger prova a pareggiare i conti, ma il risultato non cambia: il Manchester United espugna l’Emirates e scavalca l’Arsenal in classifica.

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