Copa Sudamericana, tensione e nervosismo nel Superclasico d’andata tra Boca e River

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0-0 è quanto di più logico regala il primo capitolo del SuperClásico di Copa Sudamericana, nel quale si è assistito ad una partita difficile da immaginare più brutta. Alla fine si contano appena due tiri in porta, entrambi del Boca ed entrambi di Fernando Gago, tanto per dare già una misura della pochezza offensiva che hanno esibito Boca Juniors e River Plate in questa semifinale di andata del torneo continentale di fine anno.

Il River – che all’ultimo ha dovuto rinunciare alla classe dell’attaccante uruguagio Rodrigo Mora, colpito da un’infezione addominale alla vigilia dell’incontro-ha usato le maniere forti, con ben 7 dei suoi giocatori tra i 9 ammoniti sul taccuino dell’arbitro Trucco. Gioco assolutamente latitante, che stagnava nella parte centrale del terreno di gioco: numerosi e frequenti gli errori di impostazione, con passaggi e cambi di fronte sbagliati, stop approssimativi, con il pallone che schizzava tra le due trequarti senza mai impensierire i portieri, che piuttosto che difendere la loro porta svolgevano la mansione di raccattapalle nelle rare occasioni in cui la sfera appariva dalle loro parti.

Al 23’ Gago ci provava da circa 25 metri, ma il suo destro era una telefonata a Barovero. Era questo l’unico tiro in porta di tutto il primo tempo, dove dominava la tensione, palpabile fin dalle prime battute e risaltata dall’imprecisione e dalla fretta di giocare il pallone allorché si aprivano i pochi spazi che le due squadre si concedevano. Il clou della prima frazione al 40’ con un accenno di rissa per fallo di Ponzio su Gago: dura l’entrata ddel numero 23 della squadra di Gallardo sul 5 boquense, e per momenti è parso che la situazione potesse degenerare. Poi fortunatamente il giallo mostrato da Trucco al centrocampista centrale riverplatense sedava gli animi. Al 30’ doveva uscire per uno stiramento Burrito Martínez, sostituito dal cileno Fuenzalida.

Nella ripresa lo spartito non cambiava. Tantissimo agonismo, tanta volontà profusa da ambo i lati, ma senza creare continuità nel gioco: difficile vedere una delle due squadre effettuare più di tre passaggi di fila, con il pallone che continuava a viaggiare più in aria sopra la testa dei 22 in campo piuttosto che a raso d’erba a vantaggio di manovre pensate e costruite con intelligenza. Al 55’ Teo Gutierrez cadeva in area dopo contatto con Forlín (giusto sorvolare) il colombiano si rialzava, riceveva un rasoterra sul primo palo e provava a girare di tacco ‘alla Crespo’ verso il primo montante, ma senza successo. Al 78’ per il Boca ci provava il Pochi Chávez, che dopo una discesa rapida sulla sinistra, provava il diagonale che si spegneva sull’esterno della rete.
L’ultima era per i padroni di casa al 92’: punizione di Meli, sbucava la testa di Gago, ma la conclusione, seppur insidiosa, era centrale e non generava nessun inconveniente al portiere Barovero.

La sensazione è che per la partita di ritorno il Boca possa avere un leggero vantaggio psicologico, visto che ha mantenuto inviolata la propria porta in casa in una serie da 180 minuti e che segnando per primo giovedì prossimo nel Monumental obbligherebbe il River Plate a fare almeno due gol senza subirne ulteriori. Il River Plate ancora una volta non è riuscito a violare la Bombonera in partite internazionali: in 12 incontri, ancora nessun successo.
La rivincita giovedì prossimo a Nuñez, ma prima per il River la partita ‘spareggio’ per il campionato nel Cilindro di Avellaneda contro il Racing.
L’augurio è che nel secondo capitolo del Superclasico si veda più calcio e meno calci.

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