Chelsea – QPR 2-1: Blues narcisisti ma ci pensa Hazard su rigore

In questa decima giornata di Premier League, arriva allo Stamford Bridge il Queens Park Rangers allenato da Harry Rednkapp residente stabile tra le bottom 3 arriva a questa partita come penultimo in classifica, nonostante la vittoria ritrovata ai danni dell‘Aston Villa nel Monday Night dell’ultimo turno. Si tratta di una gara che non dovrebbe rivelarsi particolarmente complicata per il Chelsea dato che sulla carta non c’è assolutamente partita ma in un campionato come quello inglese sappiamo che è sempre meglio non dar mai nulla per scontato. Rimane difatti nella memoria di tutti la vittoria casalinga degli Hops già retrocessi nella stagione 2012 / 2013 che a fine anno riuscirono ad imporsi con una rete dell’ex Shaun Wright-Phillips 0-1 contro Chelsea al tempo allenato da Rafa Benitez. Redknapp gode infatti di un ottimo ruolino di marcia nei confronti della squadra di Stamford Bridge mentre al contrario viene da una pessima tradizione nei testa a testa contro Mourinho con un parziale di 5 gare su 5 perse. Gli ospiti imposteranno un calcio per forza di cose necessariamente attendista ed arroccato tenendo stretti e compatti i reparti in modo da dare il minor spazio possibile alle azioni di manovra dei padroni di casa andando a formare la classica gabbia in mezzo al campo.

Il Chelsea è consapevole della piega che prenderà il match e senza perdere tempo in giochi mentali e fasi di analisi degli avversari, spinge forte sull’acceleratore sin dai primi minuti di gioco partendo all’assedio della porta di Green in modo da poter cercare subito il gol del vantaggio e sbrigare velocemente la faccenda.Il primo quarto d’ora di gioco scivola via in un loop preciso che vede gli uomini in blu attaccare in maniera ordinata e collettiva trovando però prontamente gli ospiti preparati ed in grado di arginare le offensive degli uomini di Mourinho. Il Chelsea macina corner ma senza creare particolare pericoli sia dai piazzati che dal gioco prodotto su azione, salvo una bella azione personale di Willian che arriva al cross dalla destra, pesca l’inserimento puntale di Ivanovic che gira al volo sul palo vicino di prima intenzione ma il il tocco ravvicinato finisce solo sull’esterno della rete. Allora il QPR timidamente prova ad inventarsi qualcosa ed uscire dalla propria metà campo, ripartendo con Junior Hoilett che esce dalla sinistra e mette in mezzo per Austin (reduce dalla doppietta nel monday night contro l’Aston Villa) il quale prende posizione al centro e con un colpo di testa prova a prendere controtempo Courtois: il pallone però finisce alto di poco sopra la traversa. Gli uomini di Mourinho macinano gioco sulle fasce ed è proprio da quest’ultime che arrivano i maggiori pericoli per la difesa dei Rangers, la quale fino ad ora sta svolgendo un lavoro egregio nonostante non riesca ad uscire più dalla propria metà campo e di fatto resistendo ad una sorta di vero e proprio assedio Blues. Il Chelsea prova a fare la voce grossa anche sui piazzati ma i corner vengono messi fuori senza patemi dal QPR che dopo mezz’ora riesce a reggere botta fissando il risultato sul pareggio. Il gol del vantaggio era nell’aria e poco dopo accade l’inevitabile: Fabregas per l’ennesima volta ossia la nona in dieci gare disputate in campionato si inventa l’assist decisivo che smarca Oscar il quale da posizione defilata con una vera e propria prodezza balistica di esterno destro buca Green e porta i suoi sul risultato di 1-0 all’intervallo. Un primo tempo di possesso, pieno controllo e pressione, ma che alla fine vede i Blues avanti di un solo gol nonostante le statistiche siano decisamente sbilanciate verso i Mou e soci e recitano 58% di possesso palla; 8 tiri a 1; 7 occasioni pericolose a 1 per la squadra in vantaggio.

Nella seconda frazione di gioco non si assiste a nessun per i 22 in campo e il Chelsea forte del vantaggio si specchia un po’ su se stesso e fa girare palla esercitando così uno sterile controllo del gioco anche nella ripresa. Il dominio visto in campo però non si traduce in un punteggio solido che possa garantire la sicurezza dei 3 punti ed ecco infatti che poco dopo lo scoccare dell’ora di gioco arriva però la beffa inaspettata: al primo vero tiro verso lo specchio di Fer il caldissimo Austin, che mette così a segno il terzo gol in due gare consecutive si inventa una giocata da campino di calcetto e insacca di tacco sorprendendo Courtois. Vantaggio annullato e tutto da rifare con circa 30 minuti per poter trovare il gol vittoria, con il Chelsea che riparte ad assediare in maniera confusa e poco organizzata l’area degli Hoops che puntualmente provano a ribaltare il fronte e per poco non centrano il colpaccio con il tiro di Sandro che finisce di poco a lato per questione di centimentri. Tempo di rifiatare che Hazard è già ripartito verso la porta degli avversari e viene steso al limite ottenendo un prezioso calcio di punizione: la piccola pepita belga tira a giro sul palo scoperto ma Green si fa trovare pronto e mette in angolo con una bella parata. Il numero 10 del Chelsea è ispiratissimo e si vede, dopo pochi minuti tira fuori dal cilindro la giocata decisiva che risolve il match: palla in profondità, testa a testa in velocità con Edu Vargas che sentendosi in pericolo ostacola l’avversario belga con una spallata in area provocando inevitabilmente il calcio di rigore. Sul dischetto Eden realizza con la solita freddezza glaciale insaccando il 17esimo rigore in carriera sui 17 tirati con il Chelsea. Gara messa sui binari giusti e questa volta i padroni di casa sono attenti e non eccessivamente superbi infatti si applicano alla ricerca del terzo gol per poter chiudere definitivamente i conti: ci provano prima Schurrle (subentrato ad un Diego Costa apparso leggermente appannato al rientro dall’infortunio) e Terry poi su calcio d’angolo ma oggi Green si fa trovare sempre pronto e reattivo tenendo in partita i suoi. I minuti scorrono verso il verdetto inesorabile, non succede niente di esaltante ed emozionante e dopo il recupero fissato a 180 secondi arriva finalmente il triplice fischio finale liberatorio per tutto lo stadio.

I Blues oggi hanno peccato eccessivamente di superbia specchiandosi un po’ troppo e lavorando non tantissimo si ritrova solo in vetta sempre primissimo e momentaneamente a +9 sul Manchester City domani impegnato nel derby di Manchester contro lo United e +4 sul Southampton secondo in classifica dopo la vittoria per 0-1 di oggi contro l’Hull City.

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Studente universitario in quel di Siena, classe 1992 follemente innamorato della Premier League e del calcio inglese, amo anche il basket ma seguo solo quello NBA come tifoso ultradecennale dei Los Angeles Lakers, appassionato anche di Football Americano tifo i Cincinnati Bengals. Oltre a scrivere adoro la musica elettronica, il rock 'n' roll, i computer, i videogiochi, l'arte e la letteratura. Aspirante tuttologo, sono un personaggio analogico in un mondo digitale.

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