Getafe-Atletico Madrid 1-1: botte da orbi, Mandzukic dà il pugno del k.o.

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GETAFE-ATLETICO MADRID 0-1. Come l’anno scorso, più dell’anno scorso. L’Atletico Madrid esce vincitore dalla sfida del Coliseum contro il Getafe (qualche mese fa fu Godin il giustiziere, oggi è stato Mandzukic) al termine di una partita brutta, caratterizzata da gioco lento, poche occasioni e soprattutto tante botte e colpi proibiti. Ne fanno le spese gli “azulones” che giocano quasi tutto il secondo tempo in dieci per il rosso diretto ad Alexis reo di aver sbracciato troppo su Mandzukic: un duello che prometteva sin dai primi minuti e che ha mantenuto le aspettative fino all’epilogo finale. In ogni modo, l’Atletico conquista tre punti vitali e si riporta a sole due lunghezze dal primo posto, da stasera occupato anche dal Siviglia: andalusi in testa col Barcellona a quota 22, Real Madrid 21, Atletico Madrid e Valencia 20. Si profila una Liga ad altissima tensione.

Simeone rilancia Siqueira dal primo minuto (il brasiliano ha pagato l’episodio del rigore di Valencia) e Griezmann, per il resto formazione tipo con l’innesto anche di Mario Suarez in mezzo al campo. Cerci è ancora in panchina ma gli verrà concessa una mezz’ora in cui il romano non brilla ma si rende comunque utile alla causa. Contra sceglie Sammir falso centravanti, fiducia anche all’ala francese Yoda e a Hinestroza, alla fine entrambi tra i migliori.

L’inizio trae in inganno: doppia occasione nel giro di un minuto su entrambi i fronti, Mario e Lacen non hanno fortuna. L’Atletico non preme, Raul Garcia prova la deviazione sotto misura sul rasoterra di un positivo Griezmann, ma Guaita è attento. Il Getafe è corto, pressa a tratti anche bene e alto, Contra in panchina non sta fermo un minuto e trasmette la grinta ai suoi. Sammir riesce a tenere alta la squadra in alcuni frangenti, Hinestroza – seppur acerbo per questi livelli – è comunque autore di giocate utili per la squadra. Meno preciso Yoda che, però, crescerà soprattutto nel secondo tempo quando arretrerà di qualche metro la sua posizione. L’Atletico Madrid va sotto ritmo, l’unica giocata degna di nota della prima mezz’ora è il bellissimo numero di Siqueira (che ricorda la “molla” di Taddei) che porta al tiro del brasiliano ben respinto da Guaita. L’ex Valencia è attento anche sulla conclusione dal limite di Griezmann, poi Raul Garcia spara a lato su suggerimento arretrato ancora di Siqueira. Mandzukic cade nelle provocazioni dei centrali di casa, in particolare il duello con Alexis è accesissimo e il croato non si lascia di certo pregare nello scontro fisico.

Al 41′ arriva la giocata che decide la partita. Su un calcio d’angolo dalla destra succede di tutto nell’area di casa: Miranda butta giù un avversario e si lancia verso il primo palo, Mandzukic stende Alexis che a sua volta non molla la maglia dell’avversario per un solo secondo, il pallone capita dalle parti di Arda la cui deviazione è deviata da Guaita. Il pallone schizza sui piedi di Mandzukic, nel pieno di un duello di lotta libera con Alexis, che di prima appoggia nella porta sguarnita. Francamente incomprensibile come un’azione del genere non sia stata bloccata sul nascere, ma tant’è: Simeone prende e porta a casa.

Il Getafe parte forte nella ripresa, prima Yoda è bloccato in extremis da Miranda poi arriva la tripla occasione in occasione di un calcio piazzato: Moyà, ex della partita, devia come può la punizione deviata da Miranda ed è poi bravissimo a deviare prima il colpo di testa ravvicinato di Alexis, poi la conclusione al volo di Lafita. E’ il momento migliore dei padroni di casa che, però, restano in dieci al 54′: Alexis prova il tunnel su Mandzukic ma non riesce nell’intento, scambio di occhiatacce e braccio che si allarga fino a toccare il volto dell’avversario. Intensità pari a zero, sceneggiata da 10 e rosso per il biondo difensore. Col croato atterra, poi, Rodriguez accende ulteriormente gli animi andandogli a pestare la caviglia: vede tutto Miranda che pensa bene di dare uno spintone vigoroso al giocatore del Getafe, rimediando soltanto un’ammonizione.

Scene, insomma, da far west, nemmeno degne di un palcoscenico del genere. Si ritorna a giocare, clima nervosissimo e Getafe vicino al pari con un calcio d’angolo di Sammir che va diritto in porta: bravo Moyà nel colpo di reni. Contra inserisce anche Babà, risponde Simeone con Cerci al posto di Griezmann, notevolmente calato nella ripresa. L’attaccante di casa prova a sorprendere con una “puntata” da fuori, tiro a lato. Anche Rodriguez ha una buona opportunità, senza fortuna. L’Atletico Madrid, nonostante la superiorità numerica, pare addirittura più stanco del Getafe e la squadra si spacca in due tronconi. Cerci è protagonista di una bella cavalcata sulla destra, ma sul suo assist Mandzukic è poco attento. Simeone, a dimostrazione del momento difficile dei suoi, toglie il croato per inserire Saul, il finale è sofferto. Gli azulones provano il tutto per tutto ma nemmeno l’ingresso di Sarabia regala il miracolo a Contra. Finisce 0-1, con più sofferenza del previsto, per i campioni di Spagna.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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