Metalist-Trabzonspor 1-2: Ucraina “conquistata” allo scadere (Europa League – Gruppo L)

Nel Girone L di Europa League vincono i due club più prestigiosi, ma trattasi di vittorie non proprio nette; il gruppo resta quindi all’insegna dell’equilibrio.

Il Metalist Kharkiv ospitava (per modo di dire, è anch’esso ospite dell’Arena di Leopoli dato che Karchiv è, come Kiev, area di conflitto tra russi e ucraini) i più quotati turchi del Trabzonspor. Gli ucraini tornavano in Europa dopo la squalifica della scorsa stagione (avevano eliminato il Paok ai preliminari di Champions’ ma furono esautorati per un vecchio episodio di calcio-scommesse) ma si presentavano in tono minore rispetto agli scorsi anni (un mediocre inizio di stagione e la diaspora di tanti sudamericani tra cui “Papu” Gomez, l’ex Napoli Sosa e Sebastian Blanco preoccupati dalla situazione sociale in terra ucraina). Nonostante ciò il Metalist avrebbe meritato la vittoria davanti ad un Trabzonspor ancora alla ricerca dell’identità che dovrebbe infondere la nuova gestione Halilodzic. Turchi con là davanti bomber Cardozo la stella del mercato estivo e col debutto del centrale greco Papadopoulos ex Olympiakos. Dopo una mezz’ora di studio a sorpresa arriva il gol ospite: corner del ghanese Waris e colpo di testa dell’ex Milan Constant per nulla contrastato nell’area piccola ucraina. Il Metalist reagisce ma si fa pericoloso solo di testa su un paio di calci piazzati fino all’ora di gioco: Halilodzic toglie uno stanco Cardozo (mai servito decentemente) con Yatabarè (che spreca una buona occasione subito in contropiede) e poco dopo il Metalist trova il pari: il brasiliano Xavier apre sulla destra per l’avanzata dell’argentino Torsiglieri che dal fondo crossa sul secondo palo, torre di Kobin e colpo di testa decisivo sottoporta di Gomenyuk. I turchi accusano il colpo e sono più gli ucraini a spingere per la vittoria sfiorata però solo con una punizione di Xavier. Il “pepe” nel finale: prima Torsiglieri in proiezione offensiva ha sul destro la palla del gol vittoria ma in mezza rovesciata conclude fiaccamente da buona posizione; all’ultima azione passano beffardamente i turchi: punizione di Constant, spizzata di testa di Yatabarè, Papadopoulos (per lui un esordio da ricordare) solissimo a due passi dalla porta di destra insacca il gol dell’immeritata vittoria.

Nell’altro match del girone vittoria prevedibile e tutto sommato comoda del Legia Varsavia (1-0) sui belgi del Lokeren. Per i polacchi, esclusi dalla Champions (l’affaire Bereszynski ormai è fatto noto) la finale di Europa League nello stadio di casa è un’occasione più unica che rara. Match senza molta storia: i polacchi dominano per quasi tutti i 90 minuti lasciando solo le briciole ai belgi comunque temuti dal Legia avendo eliminato ai preliminari l’Hull City. Inizio un po’ troppo “soft” dei padroni di casa che non concludono con decisione in porta e lasciando qualche spazio di troppo (in ripartenza alla mezz’ora Vanaken conclude in porta, provvidenziale l’uscita e la deviazione di Kuciak); il Legia risponde subito con un mancino dal limite di Zyro deviato anch’esso da Copa in angolo. I belgi resistono alle folate dei polacchi fino all’ora di gioco quando lasciano un buco sulla fascia destra su cui si fionda Kucharczyk che serve a centroarea il solito Radovic che non sbaglia segnando l’1-0. I belgi giocoforza si sbilanciano per alzare almeno il pressing ma il Legia preferisce non affondare il colpo e controllare; nonostante qualche piccolo brivido negli ultimi minuti, missione compiuta.

Europa League, Gruppo L

Metalist Kharkiv-Trabzonspor 1-2
Legia Varsavia-Lokeren 1-0

(foto: www.trabzonspor.org)

About Edoardo Buganza 337 Articoli
(Ar)redattore per Tce dal marzo 2014, seguo in particolare i campionati dell'Est europeo come Polonia, Turchia e Grecia. Genovese, esterofilo, aspirante osservatore, sospirante milanista.
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