Club Brugge-Torino 0-0 – Gillet determinante: punto guadagnato per i Granata (Europa League, Gruppo B)

EUROPA LEAGUE GRUPPO B, CLUB BRUGGE-TORINO 0-0 – Tanti anni fa, a poco più di 170 km. da Brugge, il Torino sfiorava la conquista della Coppa Uefa nel vecchio impianto dell’Ajax, il mitico de Meer. Oggi, vent’anni dopo l’ultima partecipazione ad una coppa europea (la defunta, ahinoi, Coppa delle Coppe), i Granata tornano a respirare l’aria dell’Europa che conta. Certo, ci sono stati i due turni preliminari, superati brillantemente senza grandi difficoltà. Ma solo oggi, a tutti gli effetti, la gloriosa società piemontese può dire di essere ritornata nel calcio europeo, quello con la “E” maiuscola. Per l’occasione, Ventura si affida in avanti alla coppia Quagliarella-Amauri, chiamata all’ostico compito di non far rimpiangere la premiata ditta Cerci-Immobile, e ripropone fra i pali Gilllet, tornato all’attività agonistica dopo la squalifica comminatagli per il “calcio-scommesse”; ampio spazio al turn-over, invece, negli altri reparti. Il Cub Brugge, avversario di giornata del Toro, viene schierato in campo da Preud’Homme con un 4-3-3 che prevede Vasquez nel ruolo di falso nueve.

PRIMO TEMPO – Buon avvio di partita della squadra italiana, che si fa preferire nel palleggio ma non crea significative palle-gol. Chi sfiora il vantaggio, invece, è il Club Brugge con Gedoz, che costringe Gillet ad un difficile intervento in uscita. Il Torino spinge. L’asse Benassi-Darmian funziona che è una meraviglia, ma Ryan non è costretto ad effettuare alcun significativo intervento. Il Brugge, pur soffrendo la superiorità tecnico-tattica degli avversari, si dimostra più pericoloso negli ultimi venti metri. Al ventinovesimo, Duarte stacca di testa e costringe Gillet ad un difficilissimo intervento; il portiere belga, nonostante il lungo periodo di inattività, ha mantenuto lo stesso riflesso felino di un tempo. Dopo mezz’ora di buon Toro, la squadra locale sale in cattedra, guadagna campo e alza il proprio baricentro. Nel finale di frazione,  Izquierdo crea il panico nella retroguardia ospite, la porta di Gillet, però, non corre alcun rischio.

SECONDO TEMPO – Avvio di ripresa spumeggiante per la squadra italiana. Al cinquantaduesimo, Sanchez Mino sfiora il goal con una conclusione che sfiora il palo a Ryan battuto. A creare problemi alla difesa italiana, però, è sempre Izquierdo, contenuto a fatica dagli uomini di Ventura. La squadra locale ci crede. Ci prova due volte Gedoz, ma la porta di Gillet resta illibata. Torino in sofferenza. Ventura decide che è venuto il momento di effettuare il primo cambio: fuori Benassi, dentro El Kaddouri. Risposta immediata di Preud’Homme, che opta per una doppia sostituzione: fuori Vazquez e Menegazzo, dentro Storm e Vormer. La squadra di casa prende in mano il pallino del gioco, complice un Torino che, con il passare dei minuti, cala dal punto di vista fisico. Ad un quarto d’ora dal termine, autentico miracolo di Gillet, che si supera sul colpo di testa di Storm. Ma nel finale, nonostante un secondo tempo tutt’altro che esaltante, il Torino va vicinissimo a sbancare lo Jan Breydelstadion, il tiro di El Kaddouri, però, termina fuori per una questione di centimetri. Buon punto per il Torino, in quella che, almeno sulla carta, dovrebbe essere la trasferta più insidiosa del girone.

Nell’altro match del gruppo B, il Copenaghen fa suo l’attesissimo derby scandinavo contro i finlandesi del HJK. La squadra di Solbakken si fa preferire, ma fatica a trovare le giuste misure per scardinare la difesa avversaria. I padroni di casa, infatti, sbloccano il risultato solo a venti dal termine con Jorgensen, autore, dieci minuti dopo, anche del goal del definitivo 2-0. Grazie a questo successo, e al contestuale pareggio del match di Brugge, la squadra danese vola in vetta al girone.

RISULTATI – Club Brugge-Torino 0-0; Copenaghen-HJK 2-0. CLASSIFICA: Copenaghen 3; Club Brugge, Torino 0; HJK 0

 

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