Repubblica Ceca, la storia non cambia: Supercoppa allo Sparta

Così come la passata, conclusasi due mesi or’ sono, la nuova stagione 2014-2015 del calcio ceco si è aperta con un’entusiasmante sfida tra Sparta Praga e Viktoria Plzen, che all’Eden Stadion di Praga quest’oggi si sono contese la Supercoppa Nazionale.

Dall’esito finale, si può dire che davvero nulla è cambiato: dopo la vittoria della Gambrinus Liga e della Pohar Ceske Posty, la coppa nazionale ceca, lo Sparta Praga non “lascia” davvero nulla ai poveri rivali del Viktoria Plzen, superandoli con un netto 3 a 0 anche nella finale di Supercoppa giocata quest’oggi. Un risultato rotondo, che non ammette repliche. La squadra di Lavička si è dimostrata ancora una volta superiore alla compagine di Uhrin, dominando in lungo e in largo l’incontro e risultando implacabile sotto porta. Dall’altra parte, l’obiettivo stagionale del Viktoria è sicuramente quello di diminuire lo “spread” calcistico con la superpotenza Sparta, e Uhrin, a giudicare dalla prestazione di oggi, dovrà lavorare molto per farlo. Il tecnico 47enne dovrà essere in grado di far incassare anche questo colpo ai suoi ragazzi e tirar fuori il meglio da loro per reagire e crescere. Serve un intervento sul mercato, ma da questo punto di vista pare che la società si stia muovendo.

Tornando alla partita, oltre alla conferma dei rispettivi allenatori, le due società hanno dimostrato grande fiducia anche nei propri atleti mantenendo gran parte della rosa della scorsa stagione. Lavička schiera il solito 4-2-3-1 con la novità Bičík in porta, acquistato per sostituire il partente Vaclick (trasferitosi al Basilea). La linea a 4 di difesa è formata da Costa, Holek, Švejdík e Kadeřábek. Matějovský e Vácha giocano davanti la difesa, mentre Přikryl, Dočkal e Krejčí si muovo alle spalle di capitan Lafata (autore di 4 reti nell’andata del 2° turno preliminare di Champions League). Il Viktoria schiera l’undici che lo scorso 17 maggio fu battuto proprio dallo Sparta Praga ai rigori nella finale di Pohar Ceske Posty, eccezion fatta per Řezník, sostituito da Rajtoral. Davanti a Kozàcik giocano Limberský, Hejda, Procházka e proprio Rajtoral. Hrošovský e Horváth dirigono il centrocampo, mentre nel modulo speculare a quello avversario Tecl è sostenuto da Kolar, Kovarik e Petržela.

La voglia di rivalsa anima certamente la squadra di Uhrin, alla ricerca del riscatto dopo la passata stagione. Ed proprio il Viktoria a partire forte, con una grandissima chance al 5’ minuto. Un pasticcio difensivo dello Sparta Praga, costringe Costa ad atterrare Kolar in area di rigore: l’arbitro decreta il calcio di rigore, mentre mostra solamente il giallo al calciatore dello Zimbabwe. Sul dischetto si presenta Kovarik, che con il sinistro stampa il pallone sulla faccia della traversa. Dunque nulla da fare per la formazione rossoblù. Lo Sparta Praga non ci sta e alla prima occasione passa in vantaggio. Scocca il 10’, quando Krejčí va via sulla sinistra e guadagna un buon calcio di punizione sulla trequarti. Dočkal crossa al centro dell’area di rigore per Lafata, che di testa batte Kozàcik e realizza il gol del vantaggio della formazione di Lavička.

Il Viktoria prova a reagire ma al 18’ lo Sparta va nuovamente vicinissimo al gol sull’asse Vácha-Krejčí. Servito in profondità splendidamente, il trequartista classe ’92 cerca di sorprendere Kozàcik con l’esterno sinistro, ma l’estremo difensore respinge. Sulla ribattuta si fionda Dočkal, che di prima intenzione calcia verso la porta sguarnita, ma il suo mancino termina sull’esterno della rete. Da qui, di nuovo solo Sparta in campo, con la formazione di Uhrin che risulta incapace nel produrre una trama offensiva. Krejčí continua a crea il panico sulla sinistra, mentre il movimento di Dočkal e Přikryl provoca non pochi problemi alla difesa del Plzen. La squadra di Uhrin è contratta e non riesce ad uscire dal proprio guscio. Inoltre soffre la grande fisicità e qualità degli avversari.

Curiosamente al 25’ viene accordato un time-out di un minuto per permettere agli atleti di dissetarsi, così come è accaduto nei Mondiali in Brasile appena conclusi, a causa dell’alta temperatura che sta investendo la capitale ceca in questi giorni.

Il gioco riprende ed al Tecl al 27’ ha l’opportunità di pareggiare i conti. Sul cross di Hořava, il centravanti del Viktoria si trova a tu per tu con Bičík, ma la scelta di provare a superarlo con un pallonetto si rivela del tutto sbagliata, con il pallone che termina lontano dallo specchio. Il Viktoria fallisce nuovamente una grande chance, ma sul capovolgimento di fronte viene punito. Al 33’ Vácha serve in profondità Přikryl, sfruttando la velocità del compagno. Limberský prova a liberare, ma la sua scivolata serve il solito Krejci, che controlla e con il mancino batte Kozàcik. 2 a 0. Lo stesso Krejci ci riprova al 43’ e va vicino alla doppietta personale, ma il suo sinistro viene respinto da Kozàcik, che devia il pallone. E dopo un minuto di recupero, l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi.

Alla ripresa del gioco, lo Sparta Praga torna in campo con gli stessi undici della prima frazione, mentre Uhrin manda in campo Pilar al posto dello spento Kovarik. Il giovane talento poteva essere un fattore per il Viktoria, ma il rigore a inizio match ha condizionato non poco la sua prestazione.

Lo Sparta prova a rallentare il gioco, sfruttando accelerazioni offensive improvvise, mentre i giocatori del Viktoria sembrano essere molto nervosi: ben 5 ammoniti tra i rossoblù e qualche fallo di troppo, soprattutto su Krejci. Proprio per questo motivo, Lavička sceglie di sostituire il suo numero 23 al minuto 59, facendo esordire con la maglia dello Sparta Michal Breznaník.  Il Viktoria tenta di riaprire l’incontro al 61’, ma la conclusione di Rajtoral è deviata in angolo da Matějovský. Dopo qualche minuto, ci prova anche il nuovo entrato Breznaník che, servito ottimamente da Lafata, calcia al volo ma Kozàcik si fa trovare pronto. Al 65’ Uhrin prova scuotere i suoi effettuando il secondo cambio: dentro Bakoš al posto di Kolář. Ma il tecnico 36enne non ottiene l’effetto sperato. Al contrario, al 70’ lo Sparta va vicino al tris. Dočkal va via sulla trequarti avversaria, arriva al limite dell’area e calcia, con il pallone che termina qualche centimetro a lato della porta di Kozàcik. Nell’azione successiva, l’intervento di Rajtoral su Matějovský è molto duro ed il centrocampista classe ’81 è costretto ad uscire: al suo posto fa il suo ingresso Marecek. Il match continua ad essere molto “cattivo” e al 78’ Pilar viene steso da Holek al limite dell’area: dopo l’intervento dello staff medico, l’ala sinistra è costretto a lasciare il campo in barella. Sul calcio di punizione successivo, il tiro di Bakoš viene deviato dalla barriera e termina sull’esterno della rete.

Il Viktoria continua ad attaccare, ma ogni tentativo risulta vano: lo Sparta continua a difendersi in modo ordinato, e dunque l’incontro non regala molte emozioni fino al 3 minuti dal termine, quando Lavicka concede la standing ovation finale a capitan Lafata, anche oggi autore di un gol ed una splendida prestazione, sostituendolo con Martin Nespor. La partita volge verso il termine ma nel primo dei tre minuti di recupero, lo Sparta mette il punto esclamativo su questa fantastica vittoria. Limberský perde una brutta palle nella propria metà campo; la recupera Dočkal, serve in profondità Přikryl, che crossa in mezzo per Michal Breznaník che realizza il tap-in vincente. Lo Sparta Praga si aggiudica la Supercoppa Ceca 2014 superando per 3 a 0 il Viktoria Plzen di Dušan Uhrin. La storia non sembra cambiare: lo Sparta Praga rappresenta una vera e propria armata, che difficilmente in patria qualcuno riuscirà a fermare.

About Alessandro De Felice 134 Articoli
Laureato in Mediazione Linguistica, amo viaggiare e il 'football' di ogni angolo del mondo. Laziale fino al midollo, fin da bambino coltivo la passione per il giornalismo di ogni genere, con una particolare preferenza per quello sportivo. Con grande orgoglio, conto diverse collaborazioni online e sulla carta stampata. Grazie a Tuttocalcioestero.it ho scoperto la magia del calcio della Repubblica Ceca.

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