Tra le Linee: il Brasile, il Cile e la Fortuna traditrice

Il Cile con la prova di oggi si iscrive al club dei rimpianti sportivi. La sontuosa gara degli uomini di Sampaoli non basta per avere la meglio di un Brasile che schiera la punta decisiva al momento giusto: la fortuna. Brasile che parte con la solita formazione, con l’unica eccezione di Fernandinho per Paulinho, tenendo però sia Hulk che Oscar più indietro e di fatto lasciando Neymar libero di svariare e inventare esattamente dove vuole: Scolari ha capito che il suo Brasile dipende dal suo 10 e lo mette nella condizione migliore; Fred resta a fare il centravanti ombra, in pratica è lui che marca i difensori avversari, e toglie un uomo alle incursioni da dietro. Alla fine è pur sempre una qualità….

Cile col solito 3-5-2, Medel regista difensivo e la coppia Aranguiz – Diaz a coprire le spalle ad Arturo Vidal, vero apriscatole della manovra cilena. Partita di grande sbattimento dello juventino, primo a contrastare e pressare e primo a salire per dare profondità alla squadra. Partita subito dura, data la posta in palio tutte e due le squadre sanno che bisogna rischiare qualcosa. Il punteggio lo sblocca il Brasile su palla da fermo, sfruttando un errore in marcatura di Jara su David Luiz. Il Cile sbanda ma riesce a restare concentrato quel tanto che basta per punire gli avversari alla prima leggerezza: da un fallo laterale i brasiliani perdono palla e prendono un gol da polli. 1-1 e tutto da rifare.

Sterile possesso palla della squadra di Scolari che accende la luce sempre e solo con il solito Neymar, almeno fino alla fine del primo tempo; nella ripresa infatti Sampaoli abbassa Diaz e il talentino del Barcellona smette di essere pericoloso. La gabbia intorno a Neymar regge bene ma lascia inevitabili spazi per le incursioni da dietro e Hulk ne approfitta, andando anche a segnare un gol viziato da un tocco di mano e rendendosi più volte pericoloso. Il gol però non arriva, il Cile regge bene, Medel dirige la squadra come un generale e Sanchez (gran prestazione al netto di qualche assolo evitabile) è sempre una spina nel fianco. Vidal esce stremato e Sampaoli mette dentro Pinilla, un centravanti, a dimostrazione che la fortuna te la devi anche meritare; cambio azzeccato, Pinilla sarà anche impreciso ma lotta e tiene alta la squadra, costringendo David Luiz a restare dietro spesso e a non poter partire sempre palla al piede per diventare centrocampista aggiunto.

Arrivati ai supplementari è un continuo sussulto, Medel esce a 12 minuti dalla fine ma la Roja non cede e proprio al 120° la fortuna traditrice si schiera con i brasiliani e diventa il loro vero valore aggiunto quest’oggi. Traversa piena di Pinilla, che stava per segnare il gol della vita, sua e di qualche milione di cileni. Ai rigori, quando ci arrivi così, spesso perdi. Oggi, ai rigori, perdi contro Julio Cesar che te ne para due e contro la fortuna traditrice che ti fa passare un pallone su tutto lo specchio della porta. I ragazzi cileni stavano per scrivere la storia perché eliminare il Brasile in casa loro significa scrivere la storia di questo sport, ma resta l’impresa di una squadra forte, grintosa e messa in campo da un tecnico davvero bravo.

Si dovranno accontentare dei complimenti, ma se li sono davvero meritati.

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