Guida Brasile 2014, gruppo F: l’Iran

Alla sua quarta partecipazione ai mondiali di calcio, il Team Melli – nome con cui è noto l’Iran in patria – si prepara ad affrontare il Girone F dove affronterà la Bosnia-Erzegovina, la Nigeria, e soprattutto l’Argentina di Leo Messi. Dopo aver perso il lasciapassare per Sudafrica 2010 a causa di un pareggio in casa della Corea del Sud nell’ultima partita di qualificazione, questa volta l’Iran ha restituito il colpo battendo i sudcoreani sia a Tehran sia a Seoul, classificandosi come prima del Gruppo A asiatico e qualificandosi direttamente alla fase finale di Brasile 2014.

Argentina 78 – La prima volta dell’Iran alla Coppa del Mondo è stata sotto la guida del CT iraniano Heshmat Mohajerani che, dopo aver portato il Team Melli alla vittoria della Coppa delle nazioni asiatiche del 1976, due anni dopo riuscì a portare la sua nazionale al mondiale argentino. I ragazzi di Mohajerani persero 3-0 contro i futuri vice-campioni dell’Olanda, per poi ottenere uno storico pareggio per 1-1 contro la Scozia di Joe Jordan, e infine perdere 4-1 contro il Perù: l’Iran terminò ultimo nel suo girone con 1 punto. Soltanto due anni dopo sarebbe scoppiata la guerra contro l’Iraq (durata 8 anni) che avrebbe tenuto lontano l’Iran dal mondo dello sport per molti anni. I giocatori che si misero in mostra furono quattro: l’attaccante Hassan Rowshan (che segnò contro il Perù); il portiere Nasser Hejazi, che – a causa dei disordini rivoluzionari del 1979 – non poté essere ingaggiato dal Manchester United; il difensore Andranik Eskandarian e il centrocampista Iraj Danaeifard (autore della rete del pareggio contro gli scozzesi), questi ultimi trasferitisi poi negli USA per giocare nella North American Soccer League (antenata della MLS).

Francia 98 – A vent’anni di distanza dal suo primo mondiale, l’Iran tornava nel calcio che conta: grazie alla qualificazione in extremis ottenuta nel doppio spareggio con l’Australia (1-1 a Tehran, 2-2 a Melbourne), il Team Melli ottenne un posto nella lista dei 32, dopo aver cambiato ben 4 allenatori di cui uno (il plurivincitore Tomislav Ivić) durante il ritiro pre-mondiale! A sedersi in panchina in Francia alla fine fu Jalal Talebi, allenatore iraniano emigrato negli USA; d’altra parte la nazionale poteva contare su tre giocatori professionisti, tutti reduci da un campionato in 1.Bundesliga: Khodadad Azizi, attaccante del Köln; l’attaccante Ali Daei e il centrocampista Karim Bagheri, entrambi nell’Arminia Bielefeld. L’esordio contro la Yugoslavia di Predrag Mijatović fu sorprendente, per quella che veniva definita dai media “squadra materasso”: soltanto una punizione dello specialista Siniša Mihajlović al 72′ riuscì a battere la porta iraniana. Carica di significati politici era la gara contro gli USA, che fortunatamente si rivelò per quello che doveva essere, cioè una partita di calcio: l’Iran vinse 2-1 con le reti di Hamid-Reza Estili e Mehdi Mahdavikia, mentre il goal della bandiera americano portò la firma di Brian McBride. Conquistata la sua prima vittoria in una Coppa del Mondo, l’Iran perse 2-0 contro la Germania di Bierhoff e Klinsmann, terminando terza con 3 punti nel Girone F di Francia 98. Dopo il mondiale, si aprirono le porte dell’Europa anche per altri membri del Team Melli: il difensore Mehdi Pashazadeh nel Bayer Leverkusen (poco spazio a causa di un grave infortunio); l’ala Mehdi Mahdavikia nel Bochum (e poi nell’Amburgo), l’esterno sinistro Mehrdad Minavand nello Sturm Graz (tre anni in Austria). Lo stesso Ali Daei passò al Bayern Monaco, diventando il primo giocatore asiatico a disputare la Champions League, per poi trasferirsi alla Hertha Berlino.

Ali Daei, una leggenda del calcio iraniano
Ali Daei, una leggenda del calcio iraniano

Germania 2006 – Sfumata la partecipazione al torneo nippo-coreano del 2002 dopo lo spareggio contro l‘Irlanda (vittoria irlandese per 2-0 a Dublino, vittoria iraniana per 1-0 a Tehran), la squadra guidata dal CT croato Branko Ivanković ebbe l’accesso alla competizione tedesca piazzandosi seconda alle spalle del Giappone nel girone di qualificazione. Erano molte le aspettative nei confronti del Team Melli, dovute al fatto che era la nazionale asiatica con più giocatori in Europa: il già citato Mehdi Mahdavikia (Amburgo), Rahman Rezaei (ex Perugia, poi Messina), Ali Karimi (Bayern Monaco), Vahid Hashemian (ex Bayern, poi Hannover 96), Fereydoon Zandi (Kaiserslautern), Moharram Navidkia (Bochum, una carriera costellata da infortuni). Invece fu una completa delusione per i tifosi: la partita d’esordio terminò 3-1 per il Messico (goal iraniano di Yahya Golmohammadi); prevedibile invece la successiva vittoria per 2-0 del Portogallo di Luis Figo e Cristiano Ronaldo, nella quale venne tenuto in panchina il 37enne capitano Ali Daei in un clima di divisione della squadra; imbarazzante il pareggio per 1-1 ottenuto con l’Angola grazie al goal di Sohrab Bakhtyarizadeh. Così l’Iran tornò a casa ultimo del suo girone con 1 solo punto; ma la vetrina mondiale servì a mettere in luce forze nuove che raggiunsero l’Europa: il difensore Hossein Kaebi (un anno al Leicester); i mediani Javad Nekounam (primo iraniano a giocare in Spagna, nell’Osasuna) e Andranik Teymourian (Bolton Wanderers); il centrocampista offensivo Masoud Shojaei (che due anni dopo raggiunse Nekounam all’Osasuna).

ANALISI TECNICO-TATTICA

Carlos Queiroz è diventato CT dell’Iran nell’aprile 2011, quando la squadra era reduce dall’eliminazione ai quarti di finale della Coppa delle nazioni asiatiche ad opera della Corea del Sud: a parte gli “spagnoli” Nekounam e Shojaei, il Team Melli era composto da soli giocatori del campionato iraniano. Non deve stupire che Queiroz abbia cambiato più volte buona parte della squadra nell’arco di 3 anni, chiamando i cosiddetti “legionari” (coloro che giocavano all’estero), ma anche svolgendo un’opera di talent scouting degna di un osservatore per scovare calciatori di origine iraniana nati o cresciuti lontano dall‘Iran. Da questo punto di vista l’allenatore portoghese ha incontrato molte difficoltà, non ultime gli ostacoli burocratici. Il risultato è un’arma a doppio taglio: da un lato, si hanno giocatori provenienti da campionati di livello più alto (Inghilterra, Spagna, Germania, Olanda); dall’altro manca un gruppo stabile e collaudato, a causa dei continui nuovi innesti e dello scarso numero di amichevoli giocate. Questo ha portato anche a due abbandoni della nazionale eccellenti: il portiere titolare Mehdi Rahmati e il fantasista Mojtaba Jabbari, punti fermi durante le gare di qualificazione.

Carlos Queiroz
Carlos Queiroz

Alla vigilia dei mondiali, il primo punto interrogativo è: chi sarà tra i pali? Rahman Ahmadi ha ereditato il posto di Rahmati, ma non bisogna dimenticare che Queiroz ha fatto giocare nelle ultime partite sia il tedesco-iraniano Daniel Davari (padre iraniano e madre polacca), titolare dell’Eintracht Braunschweig, sia Alireza Haghighi, negli ultimi 6 mesi in prestito allo Sporting Covilhã in Portogallo.
La difesa – solitamente a 4 – conta giocatori perlopiù sconosciuti al di fuori dell’Iran, eppure è stata una delle migliori durante le gare di qualificazione, concedendo 2 reti in 8 partite: buona l’intesa tra S. Jalal Hosseini e Pejman Montazeri (difensore dell’Umm Sal in Qatar); la novità è l’iraniano-americano Steven Beitashour (Vancouver Whitecaps), robusto terzino destro all’occorrenza offensivo, che potrebbe presto diventare titolare; l’incognita è il terzino sinistro Hashem Beikzadeh infortunatosi nell’amichevole contro il Montenegro.

Tradizionalmente, il Team Melli è una squadra che ha giocatori dotati di tecnica, ma più nella fase offensiva. Infatti, Queiroz opta solitamente per il 4-2-3-1 altrimenti per il 4-3-3. Fermo restando che davanti alla difesa ci saranno il capitano Javad Nekounam (Kuwait SC) e il vice Andranik Teymourian, Queiroz a centrocampo avrà l’imbarazzo della scelta tra i centrocampisti puri e le mezzepunte: tra le prime, a destra c’è Khosro Heydari, a sinistra Ehsan Hajsafi; tante le mezzepunte: il tedesco-iraniano Ashkan Dejagah (Fulham) e il giovane Alireza Jahanbakhsh (NEC Nijmegen), Masoud Shojaei (Las Palmas).
In attacco l’unica vera punta è Reza Ghoochannejhad (Charlton Athl.), che si è sbloccato nell’ultima amichevole contro Trinidad e Tobago, dopo mesi di digiuno; altrimenti c’è il fantasista Karim Ansarifard.

Javad Nekounam
Javad Nekounam

LA STELLA

In una squadra così sperimentale, sicuramente il capitano Javad Nekounam ha fatto da trait d’union tra vecchi e nuovi compagni per fare spogliatoio, rimanendo la bandiera durante la rivoluzione Queiroz. Il capitano iraniano divenne titolare nel Team Melli a 21 anni sotto la gestione di Miroslav Blažević durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo del 2002, costringendo l’icona Karim Bagheri ad arretrare nel ruolo di terzino destro. Dopo il ritiro di Bagheri dalla nazionale, Nekounam ne ereditò anche il numero 6 al quale è sempre stato affezionato anche negli anni spagnoli in forza all’Osasuna. Oltre ad essere il primo iraniano in assoluto ad aver giocato nella Liga, è diventato uno dei beniamini dei tifosi per il suo vizio del goal (8 reti in 35 presenze nel campionato 2008/09) e l’attaccamento alla maglia (sei stagioni a Pamplona).

Ashkan Dejagah
Ashkan Dejagah

LA SORPRESA

Due goal contro il Qatar il 29 febbraio 2012 nelle qualificazioni a Brasile 2014: questo è stato l’esordio di Ashkan Dejagah nella nazionale iraniana, dopo aver giocato nelle nazionali giovanili della Germania. Da quel giorno il suo apporto è stato determinante per finalizzare in rete le azioni offensive del centrocampo iraniano. Cresciuto nell‘Hertha Berlino, successivamente vincitore di una Bundesliga con il Wolfsburg, Dejagah ha disputato l’ultimo campionato in Premier League con il Fulham senza riuscire a salvarlo dalla retrocessione. Dotato di spirito combattivo e di un ottimo tiro (anche su calcio piazzato), potrebbe diventare il nuovo leader della squadra e complicare i piani degli avversari del girone dell’Iran (Nigeria, Argentina, Bosnia-Erzegovina), a patto di non cedere a scatti impulsivi che qualche volta potrebbero portare conseguenze preoccupanti.

PROSPETTIVE

Il girone è difficile, la vittoria contro l’Argentina è uno dei risultati più improbabili secondo i bookmakers, eppure Goldman Sachs ha previsto per il Team Melli il passaggio del turno. A parte le scommesse e le statistiche della banca d’affari, questo Iran ricorda le vicende degli “oriundi” in Italia, non da ultime le storie di Altafini e di Camoranesi: può darsi che una squadra che mette insieme storie ed esperienze anche molto diverse, ma accomunate dall’appartenenza alle stesse origini, possa trovare quella marcia in più che permetta di affrontare con coraggio e voglia di fare bella figura. L‘Iran può passare il girone alle spalle dell’Argentina, ma solo se batterà la Nigeria. L’appuntamento, quindi, è fissato al prossimo 16 giugno a Curitiba.

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 P Rahman Ahmadi 30 luglio 1980 Foolad Sepahan Esfahan
12 P Alireza Haghighi 2 maggio 1988 Sporting Covilhã (Por)
22 P Daniel Davari 6 gennaio 1988 Eintracht Braunschweig (Ger)
4 D Jalal Hosseini 3 febbraio 1982 Persepolis Tehran
5 D Amir Hossein Sadeghi 6 settembre 1981 Esteghlal Tehran
13 D Hossein Mahini 16 settembre 1986 Persepolis Tehran
15 D Pejman Montazeri 6 settembre 1983 Umm-Salal (Qat)
17 D Ahmad Alenemeh 20 ottobre 1982 Naft Tehran
19 D Hashem Beikzadeh 22 gennaio 1984 Esteghlal Tehran
20 D Steven Beitashour 1 febbraio 1987 Vancouver Whitecaps (Can)
23 D Mehrdad Pouladi 26 febbraio 1987 Persepolis Tehran
2 C Khosro Heydari 14 settembre 1983 Esteghlal Tehran
3 C Ehsan Hajsafi 25 febbraio 1990 Foolad Sepahan Esfahan
6 C Javad Nekounam 7 settembre 1980 Al-Kuwait (Kuw)
8 C Reza Haghighi 31 gennaio 1989 Persepolis Tehran
11 C Ghasem Haddadifar 12 luglio 1983 Zob Ahan Esfahan
14 C Andranik Teymourian 6 marzo 1983 Esteghlal Tehran
18 C Bakhtiar Rahmani 22 novembre 1991 Foolad Khuzestan
7 A Masoud Shojaei 9 giugno 1984 Las Palmas (Spa)
9 A Alireza Jahanbakhsh 8 ottobre 1993 N.E.C. Nijmegen (Ola)
10 A Karim Ansarifard 3 aprile 1990 Traktor-Sazi Tabriz
16 A Reza Ghoochannejhad 20 settembre 1987 Charlton Athletic (Ing)
21 A Ashkan Dejagah 5 giugno 1986 Fulham (Ing)

 

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Saman Javadi was born in Italy. He always loved Iran and Italy, from history to cuisine, and speaks both languages.

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