Guida Brasile 2014, gruppo C: la Costa D’Avorio

La Costa D’Avorio ci riprova, terza qualificazione di fila e terza complessiva nella sua storia, conferma della bontà di una generazione di calciatori, ma anche conferma di un movimento che solo negli ultimi anni è riuscito a trovare gloria fuori dai confini continentali. Campioni d’Africa nel 1992, gli Elefanti hanno sfiorato il titolo pure nel 2006 e nel 2012, sembra che ogni volta qualcosa vada storto. Per quanto riguarda la kermesse iridata, il Diavolo ci ha messo lo zampino nell’urna dei sorteggi, assegnando ogni volta gironi ai limiti dell’impossibile. In Germania le avversarie furono Argentina, Olanda e Serbia. Pazzesco. Quattro anni dopo Brasile (campione del mondo in carica, Portogallo e Corea del Nord. Almeno una Cenerentola in questo caso. Stavolta è andata così, il raggruppamento C comprende Colombia, Giappone e Grecia. Missione possibile. Basta starci con la testa.

ANALISI TECNICO-TATTICA

Solo due tra i convocati – i due portieri di riserva – giocano in patria, tutti gli altri sono in giro per il mondo e molti militano in club di primissima fascia. Enorme bacino di esperienza internazionale, ma questo fattore è spesso stato una lama a doppio taglio, rendendo difficile l’utilizzo contemporaneo di tutti i campioni e conseguentemente l’amalgama del gruppo. La sensazione è spesso stata quella di un insieme di grandi calciatori, non di una vera squadra, sfida complicata per un tecnico giovane come Sabri Lamouchi. L’ex di Inter e Parma non ha iniziato benissimo, il fallimento nell’ultima Coppa d’Africa brucia ancora. Gli Elefanti sono stati eliminati dalla Nigeria, vincitrice del trofeo, ma questo non rende meno amaro il tonfo, i favori non possono uscire ai quarti di finale. Punto. Squadra difficile da mettere in campo, Lamouchi allora decide di assecondare l’estro dei suoi grandi interpreti, primo violino ovviamente Drogba. Gli anni passano per tutti ma l’ex Chelsea non si discute, alle sue spalle un terzetto che abbina la verticalità di Kalou e Gervinho al genio calcistico a tutto tondo di Yaya Tourè. Questa posizione ricorda un po’ i tempi del City targato Mancini, periodo fondamentale nella crescita di un giocatore che oggi è appena un gradino sotto ai vari Messi & Cristiano Ronaldo per intenderci.

Belgium v Ivory Coast - International Friendly
Kolo Toure, uomo per tutte le stagioni

Diga mediana composta da Dié e Tioté. Leonardo al Milan ha proposto un 4-2-fantasia, molti lo ricorderanno, lo stesso Lamouchi vuole offrire copertura ai suoi con due mediani bloccati per affidarsi all’estro del suo quartetto d’archi. Forse è stata proprio questa scelta a causare l’esclusione di Romaric. Come terzini abbiamo Zokora, bandiera della rappresentativa ivoriana e recordman di presenze, e Aurier, giovane versatile: uno da tenere d’occhio. Esperienza e gioventù dunque, ottimo mix. In mezzo alla difesa, a fianco della colonna Kolo Touré (per la seconda volta in carriera alle prese con la malaria ma questo non lo fermerà) c’è Bamba, con lui la battaglia non fa paura. Ha avuto i campi scozzesi (Dunfermline prima e Hibernian poi) come palestra. Uno esperto e abile a far tutto, l’altro un gigante che punta tutto sulla fisicità. Anche in questo caso: ok, il mix è giusto. Tra i pali c’è Barry, meglio conosciuto come Copa, presente sia in Germania che in Sudafrica e a pieno titolo un senatore della squadra. Al Lokeren dal 2007, non è esattamente una saracinesca per gli standard europei ma nel 2009 è stato nominato miglior portiere del campionato belga. Per la cronaca, negli anni successivi il titolo è andato a gente come Mignolet e Courtois. Sicuramente tra i migliori numero uno d’Africa.

LA STELLA

Yaya Toure, ormai icona mondiale
Yaya Toure, ormai icona mondiale

Non ce ne voglia Didier Drogba, un mito, ma l’astro più splendente del firmamento ivoriano è Yaya Touré. Poliglotta, parla francese, inglese, russo e spagnolo, in campo si esprime fluentemente in ogni linguaggio. Difensore, metronomo, incursore, mediano, trequartista, vero e proprio tuttocampista che la scorsa stagione ha trascinato il Manchester City al titolo con la bellezza di 20 gol. Ricordiamo che non è un attaccante. Calciatore africano dell’anno per tre volte di fila, un curriculum straordinario. Prende tanti soldi, li merita tutti, se i Citizens dovessero perderlo il risparmio dell’ingaggio non varrebbe la perdita incalcolabile sotto il profilo tecnico.

LA RIVELAZIONE

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Serge Aurier

Come prospetto da monitorare vi suggeriamo Serge Aurier del Tolosa, in molti vedono in lui il nuovo Sagna altrettanti lo vogliono sulla propria corsia destra. Anche Roma e Arsenal in lizza. Classe 1992, costa già un bel po’ ma ne vale la pena perché è in grado di svolgere entrambe le fasi con profitto, pure qualche gol che non guasta mai. Ragazzo giovane ma le idee sono già chiarissime: “Penso che il girone sia alla nostra portata visto che siamo stati abituati in passato a giocare in gruppi detti ‘della morte’. Questo è molto equilibrato e motivante”. Le sfide non lo spaventano e guardando al suo passato si capisce perché. Ha esordito con la maglia del Lens a soli 16 anni, predestinato, ha tagliato le treccine e a 22 è pronto per la consacrazione. Molto probabilmente partirà titolare, Lamouchi può utilizzarlo anche come centrale.

PROSPETTIVE

Il girone non è semplice ma è oggetivamente fattibile per una squadra come la Costa D’Avorio. La generazione di fenomeni ha già iniziato a perdere pezzi e per molti non ci sarà un’altra opportunità mundial. Sarà necessario non incorrere negli errori del passato, in primis quelli di tenuta mentale. Questa squadra ha valori enormi, pensando solo quelli sembra riduttivo pensare al superamento del girone come obiettivo ma bisogna andare per gradini. Singolarmente, i campioni ivoriani ne hanno percorsi tanti per andarsi a prendere trofei in giro per l’Europa, la nazionale invece dovrà andare piano come l’Elefante che gli dà il soprannome. Altrimenti si rischia d’andare ancora in bianco, stavolta non ci sono alibi che tengano.ù

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 1P Boubacar Barry 30 dicembre 1979 Lokeren (Bel)
16 1P Sylvain Gbohouo 29 ottobre 1988 Séwé Sport
23 1P Sayouba Mandé 15 giugno 1993 Stabæk (Nor)
2 2D Ousmane Viera 21 dicembre 1986 Çaykur Rizespor (Tur)
3 2D Arthur Boka 2 aprile 1983 Stoccarda (Ger)
4 2D Kolo Touré 19 marzo 1981 Liverpool (Ing)
5 2D Didier Zokora 14 dicembre 1980 senza squadra
7 2D Jean-Daniel Akpa-Akpro 11 ottobre 1992 Tolosa (Fra)
17 2D Serge Aurier 24 dicembre 1992 Tolosa (Fra)
18 2D Constant Djakpa 17 ottobre 1986 Eintracht Francoforte (Ger)
22 2D Sol Bamba 13 gennaio 1985 Trabzonspor (Tur)
6 3C Mathis Bolly 14 novembre 1990 Fortuna Düsseldorf (Ger)
9 3C Cheick Tioté 21 giugno 1986 Newcastle United (Ing)
13 3C Didier Ya Konan 25 febbraio 1984 Hannover 96 (Ger)
14 3C Ismaël Diomandé 28 agosto 1992 Saint-Étienne (Fra)
15 3C Max Gradel 30 novembre 1987 Saint-Étienne (Fra)
19 3C Yaya Touré 13 maggio 1983 Manchester City (Ing)
20 3C Serey Die 7 novembre 1984 Basilea (Svi)
8 4A Salomon Kalou 5 agosto 1985 Lille (Fra)
10 4A Gervinho 27 maggio 1987 Roma (Ita)
11 4A Didier Drogba 11 marzo 1978 Galatasaray (Tur)
12 4A Wilfried Bony 10 dicembre 1988 Swansea City (Ing)
21 4A Giovanni Sio 31 marzo 1989 Basilea (Svi)
About Paolo Bardelli 2028 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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