Guida Brasile 2014, gruppo B: l’Olanda

L’Olanda guidata da Louis Van Gaal arriva ai mondiali in Brasile con un convincente rullino di marcia. Le nove vittorie ed un solo pareggio hanno consentito di passare agevolmente il girone D ed accasarsi alla prima posizione. Gli uomini di Van Gaal hanno segnato la bellezza di 34 reti e ne hanno subite solo 5. L’Olanda è stata estratta nel gruppo B, probabilmente uno dei più difficile del mondiale sudamericano, visto che nel sopracitato gruppo vi sono Australia, Spagna e Cile. Il format alquanto discutibile del ranking FIFA ha inserito nelle fase iniziali del torneo le finaliste dell’edizione precedente.

La storia della nazionale Oranje è ricca di soddisfazioni, ma parca di trofei. I tulipani si possono considerare la squadra che ha dato vita al calcio moderno, ovvero quello che noi conosciamo. Negli anni ’70 Cruijff & Co. inventarono un modello di gioco, sotto la guida sapiente di Michels, che sorprese tutti gli avversari e fu emulato sin da subito. Solo i tedeschi e la dittatura di Videla impedirono agli olandesi di portare a casa il mondiale, in due diverse occasioni che coincidono con il mondiale del ’74 e del ’78. L’unico trofeo vinto dalla nazionale olandese è l’europeo dell’ ’88 con gli Oranje capitanati da Ruud Gullit. Nelle seguenti edizioni gli olandesi si sono resi protagonisti di alti e bassi impressionanti: nel 1998 l’Olanda esce ai rigori in semifinale contro il Brasile, quattro anni più tardi non si qualifica nemmeno ai mondiali per colpa dello spareggio perso contro l’Irlanda, nel 2006 esce agli ottavi contro il Portogallo in una partita che passerà alla storia come “La rissa di Norimberga” per la quantità di gialli e rossi sventolati dal direttore di gara; infine ricordiamo la finale persa contro la Spagna nel 2010. Inutile dire che l’Olanda è la nazionale più forte a non aver mai vinto un Mondiale.

Arjen Robben e Wesley Sneijder
Arjen Robben e Wesley Sneijder

L’ANALISI TECNICO-TATTICA

L’Olanda ha stravolto in corsa il suo modulo di gioco, passando dal consueto 4-3-3 ad un sorprendente 3-5-2. Le innovazioni tattiche sono molteplici, la fase difensiva differisce dalla fase offensiva per posizioni in campo: quando la squadra deve proteggere la propria porta Blind e Janmaat si allineano con i tre centrali, andando a formare una linea difensiva a cinque. Sneijder retrocede dalla trequarti e si unisce ai due centrocampisti centrali per infoltire ulteriormente la mediana. Le due punte Robben e Van Persie partecipano poco alla fase difensiva, apportando un leggero pressing ai centrali difensivi avversari. In situazioni d’attacco, invece, l’Olanda muta la propria forma e va a disporsi con 3-4-1-2, i tornanti si alzano e forniscono profondità sulle fasce. Robben e Van Persie si allargano per permettere a Sneijder di agire alle loro spalle qualche metro indietro nella posizione di fantasista. Louis Van Gaal vuole una fase d’attacco spregiudicata che si controbilancia ad una fase difensiva molto conservativa e poco aggressiva.

Un altro fattore molto importante sono le rimesse da fromboliere di Jasper Cillessen e le sue doti in fase d’impostazione: questo è uno dei motivi per il quale l’estremo difensore dell’Ajax è stato scelto come titolare degli Oranje. L’inerzia dei match sarà affidato alla “triade” d’oro Robben – Van Persie – Sneijder. L’estro di quest’ultimo sarà determinante nella costruzione della manovra, dai suoi piedi passa il gioco dei tulipani. Robben farà da incursore e la sua velocità scatenerà il panico fra le fila difensive avversarie, Van Persie dal canto suo dovrà finalizzare le occasioni create dai suoi compagni di reparto. La mediana è in fase di costruzione: Nigel De Jong è una sicurezza in termini di solidità difensiva, mentre il compagno di reparto è una grossa incognita. La difesa sarà  formata da Ron Vlaar, Stefan De Vrij e Bruno Martins Indi. Tre uomini in grado di unire prestanza fisica a doti in fase d’impostazione, tanto care a Van Gaal. Janmaat sarà sicuramente più propositivo sull’out di destra rispetto al suo opposto mancino Blind che invece agirà in maniera sicuramente più conservativa visto le sue caratteristiche.

LA STELLA

I giocatori più rappresentativi sono tre: Robben, Sneijder e Van Persie. Il primo è una certezza del Bayern Monaco ed è stato decisivo nella corsa al titolo e alla coppa di Germania. “Uomo partita” della finale di Champions League del 2013 contro il Borussia Dortmund, Arjen Robben sembra essere l’ultima ancora di salvataggio di una nazionale che parte alla volta del Brasile con tutte le riserve del caso. I guai fisici sono lontanti ed in questa stagione Robben ha convinto tutti, Guardiola compreso, di essere un giocatore fondamentale per il Bayern, nonostante venga additato come “egoista”.

Wesley Sneijder non brilla di quel fulgore che nel 2010 gli ha regalato un annata fantastica, appesantito ed in più circostanze inconcludente non sembra aver ritrovato quel “quid” necessario per fare la differenza. Le ultime prestazioni con il Galatasaray fanno ben sperare i tifosi Oranje. Lo stesso Sneijder sembra esser sollevato dal non portare più la fascia di capitano della sua nazionale e lo stesso Van Gaal si è detto soddisfatto della forma del suo numero 10; questa dichiarazione fa sicuramente piacere poiché lo stesso tecnico olandese ha criticato fortemente più volte Sneijder e la sua poca attitudine al sacrificio.

Robin Van Persie
Robin Van Persie

Robin Van Persie è il capitano degli Oranje ed è il cardine dell’attacco olandese, non ha mai fatto sfracelli in nazionale ed in Olanda spesso ci si chiede se Huntelaar non meriti una chance al posto del centravanti dei Red Devils. Il valore induscitibile del giocatore ed i suoi numeri parlano chiaro, essendo comunque il miglior goleador in maglia arancione di sempre. La speranza che pervade i tifosi olandesi è questa: RVP è determinato a riscattare una stagione orribile con la maglia del Manchester United, oltre a mettere a tacere quelle voci che lo hanno sempre messo al centro delle critiche quando veste la maglia Oranje.

LA SORPRESA

La nazionale Oranje è una fucina di talenti ed i mondiali in Brasile saranno una vetrina davvero importante per diversi giovani, chiamati ad assurgere ruoli di importanza cruciale nonostante la carta d’identità visto il mancato ricambio generazionale. La promessa per eccellenza è Memphis Depay: nonostante partirà dalla panchina, il classe ’94 del PSV Eindhoven è una delle speranze più fulgide  per l”avvenire dei tulipani. Il ruolo è quello di Robben, solo che usa il destro al posto del mancino, ha una facilità di calcio impressionante. La sua conclusione è molto potente, tanto da essere un vero e proprio cecchino dalla distanza. Il controllo palla è eccezionale ed i suoi dribbling sono ubriacanti. Depay fisicamente non è un colosso, ma possiede una velocità straordinaria oltre che ad una corporatura vigorosa che risulta difficile da sovrastare. I suoi pregi sono la sopracitata velocità, il tiro, il dribbling e la capacità di prendere in mano da leader la partita. Le sue “controindicazioni” sono le fasi alternanti delle sue partita e la sua scarsa attitudine al sacrificio. Le premesse per far sì che diventi un vero crack a livello internazionale ci sono, ora basta non mettere troppa pressione al ragazzo e farlo crescere.

Memphis Depay
Memphis Depay

PROSPETTIVE

L’Olanda è stata estratta nel girone di ferro con Spagna, Australia e Cile. Il superamento della fase a giorni stessa è d’obbligo per gli uomini di Louis Van Gaal, ma un eventuale secondo posto non sorriderebbe di certo ai tulipani, poiché molto probabilmente andranno ad affrontare i padroni di casa del Brasile. La Spagna è favorita nel passare il girone come prima classificata, mentre l’Olanda dovrà scalzare un Cile tutt’altro che domo. Le speranze per gli uomini di Van Gaal, nel caso dovessero affrontare il Brasile agli ottavi di finale, risiedono nella pressione che sarebbe tutta per i padroni di casa. Un’eventuale vittoria aprirebbe le speranze per la conquista di un mondiale mai arrivata.

CONVOCATI

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 1P Jasper Cillessen 22 aprile 1989 Ajax
22 1P Michel Vorm 20 ottobre 1983 Swansea(Ing)
23 1P Tim Krul 3 aprile 1988 Newcastle(Ing)
2 2D Ron Vlaar 16 febbraio 1985 Aston Villa (Ing)
3 2D Stefan de Vrij 5 febbraio 1992 Feyenoord
4 2D Bruno Martins Indi 8 febbraio 1992 Feyenoord
7 2D Daryl Janmaat 22 luglio 1989 Feyenoord
12 2D Paul Verhaegh 1 settembre 1983 Augsburg (Ger)
13 2D Joël Veltman 15 gennaio 1992 Ajax
14 2D Terence Kongolo 14 febbraio 1994 Feyenoord
5 3C Daley Blind 9 marzo 1990 Ajax
6 3C Jonathan de Guzmán 13 settembre 1987 Swansea(Ing)
8 3C Nigel de Jong 13 novembre 1984 Milan (Ita)
10 3C Wesley Sneijder 9 giugno 1984 Galatasaray (Tur)
11 3C Arjen Robben 23 gennaio 1984 Bayern Monaco (Ger)
16 3C Jordy Clasie 27 giugno 1991 Feyenoord
18 3C Leroy Fer 5 gennaio 1990 Norwich(Ing)
20 3C Georginio Wijnaldum 11 novembre 1990 PSV
21 3C Memphis Depay 13 febbraio 1994 PSV
9 4A Robin van Persie 6 agosto 1983 Manchester Utd (Ing)
15 4A Dirk Kuyt 22 luglio 1980 Fenerbahçe (Tur)
17 4A Jeremain Lens 24 novembre 1987 Dinamo Kiev (Ucr)
19 4A Klaas-Jan Huntelaar 12 agosto 1983 Schalke 04 (Ger)
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Sono nato nella provincia di Treviso nel 1993, ma ho origini olandesi. Sono laureato in Filologia Moderna e Medievale, inoltre attualmente risiedo in Polonia. Sin da bambino il calcio ha esercitato un’enorme influenza sulla mia vita ed è una vivida passione che occupa le mie giornate. Il mio cuore batte per la nazionale olandese ed il NAC Breda. Mi divertono molto i gatti parlanti, la cosmogonia e le birre artigianali.

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