Guida Brasile 2014, gruppo A: il Messico


Sarà la quindicesima partecipazione del Messico alla fase finale di un mondiale, una qualificazione arrivata con molta fatica solo dopo aver battuto la Nuova Zelanda nello spareggio intercontinentale. I migliori piazzamenti in assoluto sono stati i quarti di finali nelle edizioni svoltesi in casa nel 1970 e nel 1986. Grazie alla vittoria nella Gold Cup 2011 ha partecipato alla Confederations Cup, perdendo i match contro Brasile ed Italia, e vincendo solamente contro il Giappone. Attualmente occupa la posizione numero 20 nel ranking Fifa, ed è stata sorteggiato nel girone A con Brasile, Camerun e Croazia

ANALISI TECNICO-TATTICA

Herrera proporrà uno schema 3-5-2 puntando molto sulla solidità della difesa, sulla spinta dei fluidificanti che agiranno da elastico lungo le fasce, e sul talento dalla cintola in su. Il favorito a coprire i pali della “Tri” è Corona, portiere del Cruz Azul, tra i migliori per rendimento della Primera Division Mexicana, ma ha ancora qualche chance l’esperto Guillermo Ochoa dal 2011 all’Ajaccio.

Ecuador v Mexico
Rafa Marquez

Il tridente difensivo probabilmente sarà composto da un mix di esperienza e freschezza che vede il capitano Rafa Marquez (al suo quarto mondiale) come leader incontrastato, affiancato da Francisco Rodriguez – meglio noto come “Maza”, anche lui con esperienza passata in Europa nel Psv Eindhoven – e Diego Reyes (il più giovane della compagnia), uno dei migliori ’92 in prospettiva, di proprietà del Porto.

A centrocampo i due esterni saranno come ogni probabilità Andres Guardado, e Luis Aguilar. Il primo non ha bisogno di presentazioni: dopo tante stagioni in Spagna con il Deportivo La Coruna e Valencia, a gennaio si è accasato al Bayer Leverkusen, scelto a sorpresa nonostante un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi della Bundesliga. Il secondo è il fluidificante di fascia destra dell’America Fc. In mezzo al campo mancherà purtroppo la sostanza e la fisicità di Medina, infortunatosi alla caviglia pochi giorni fa creando non pochi grattacapi al ct Herrera: probabile l’utilizzo di Salcido che aggiungerà comunque esperienza e solidità nonostante abbia avuto una carriera da fluidificante sinistro, oppure sarà Hector Herrera (mezz’ala del Porto) ad arretrare di qualche metro.

A supporto della trequarti ci sarà Carlos Pena, riccioluto tutto pepe, grande protagonista della squadra campione nazionale del Leon. In attacco Herrera punterà al 99% sulla coppia Giovani Dos Santos e Javier Hernandez che agirà da punta di riferimento: l’ex Barcellona, dopo alterne stagioni tra Inghilterra e Turchia (con Tottenham e Galatasaray), quest’anno con la maglia del Villarreal sembra aver trovato una buona continuità segnando 11 reti con 8 assist all’attivo. invece, Chicharito ha vissuto un’annata difficilissima al Manchester United, con Moyes che non l’ha mai visto di buon occhio facendolo giocare pochissime partite e quasi tutte a partita iniziata. Questo trend aveva fatto trapelare l’idea di mettere in concorrenza il miglior attaccante messicano di tutti i tempi per media gol/partite giocate con Oribe Peralta, eroe della nazionale campione olimpica nel 2012 a Londra. Alla fine però sembra che la classe e la voglia di dimostrare il suo immenso valore, abbia convinto mister Herrera a puntare su Hernandez. In fin dei conti il numero 14 rimane l’idolo incontrastato dei tifosi della “Tri” che non vedevano un’attaccante di queste qualità fin dai tempi di Hugo Sanchez

LA STELLA

Ha stregato “Sir” Alex Ferguson nell’inverno 2009, quando con la maglia del Chivas Guadalajara è esploso definitivamente, parliamo naturalmente di Javier “Chicharito” Hernandez, senza dubbio  la stella della nazionale messicana. Figlio e nipote d’arte (suo padre era Javier Hernandez Balcazar Gutierrez, soprannominato “Chicharo” per via degli occhi verdissimi), ha esordito nella Primera Mexicana a 18 anni nel Chivas Guadalajara, giocando nei primi tre anni poche partite prima di farsi largo nella stagione 2009 quando, con la maglia biancorossa, ha battuto il record di reti segnate in una stagione e – come detto – ha conquistato le simpatie di Alex Ferguson. Lo scozzese ha fiutato l’affare per il suo Manchester United, bloccandolo subito in attesa dei mondiali sudafricani, competizione nella quale Chicharito diventò protagonista nel match giocato contro la Francia: l’allora ct Aguirre lo inserì dieci minuti dopo la ripresa, e il numero 14 segnò la rete del vantaggio. Il match fini poi 2-0 con la rete di Blanco su rigore nel finale, una vittoria importante per il Messico. Chicharito segnò poi un’altra rete, però inutile, nel match perso 3-1 contro l’Argentina.

Mexico v Israel - FIFA Friendly Match
Javier “Chicharito” Hernandez

Pochi giorni dopo venne presentato ad Old Trafford, il suo acquisto per otto milioni di euro fu ufficializzato e Hernandez divenne il primo messicano della storia del Manchester United. Segna la prima rete con la prestigiosa maglia dei Red Devils nella Community Shields, nel tempio di Wembley, contro il Chelsea. A settembre arriva anche il primo gol in Champions League al Mestalla contro il Valencia, una sua doppietta poi permette di battere il Marsiglia e portare lo United agli ottavi. In finale però gli uomini di Ferguson persero proprio a Wembley contro il Barcellona, Chicharito giocò da titolare  a fianco di Rooney. Alla fine la sua prima stagione fu positiva con 14 reti in Premier League, 1 in FA Cup, 2 in League Cup, e 4 in Champions. Le successive annate, fino ad adesso, sono state purtroppo caratterizzate da alti e bassi; soprattutto l’ultima, con in panchina David Moyes, ha registrato un minutaggio medio che si è abbassato moltissimo. Questo Mondiale, a differenza di quattro anni fa, vede un Hernandez con più esperienza, ma sopratutto con una gran fame: in fin dei conti rimane uno dei migliori uomini d’area in circolazione, il Messico non ne potrebbe proprio fare a meno

LA SORPRESA

Ecuador v Mexico
Marco Fabian

Diversi giovani si stanno mettendo in mostra in Messico (fantastica la squadra Under 17 vincitrice del mondiale di categoria nel 2011), ma Herrera di quella squadra non ha chiamato nessuno. Tra i 22 convocati possiamo azzardare una possibile rivelazione, sopratutto dopo l’infortunio di Medina che potrebbe stravolgere i piani di Herrera: un rimedio potrebbe essere l’utilizzo di Marco Fabian, trequartista del Cruz Azul. Lui, uno dei grandi protagonisti delle Olimpiadi di Londra 2012, possiede quella tecnica e sfrontatezza che in una competizione come il Mondiale potrebbero fargli conquistare le simpatie del grande pubblico. Unico neo il carattere particolare, Fabian é uno di quelli che non le manda a dire (anche ai suoi compagni e allenatore). Se viene gestito al meglio, e se magari lui ci mette qualcosa di suo, potrebbe senza dubbio ritagliarsi uno spazio importante

PROSPETTIVE

C’è da sfatare un tabù statistico mica da ridere: bisogna fare meglio degli ottavi di finale che il Messico non riesce a superare da ben quattro edizioni consecutive. Il girone non è dei migliori, il Brasile è naturalmente il favorito d’obbligo, la seconda piazza sarà da giocare con due nazionali non facili come il Camerun di Eto’o e la Croazia di Modric. Un sorteggio non tanto benevolo per la “Tri” che comunque cercherà senz’altro in tutti i modi di superare almeno la prima fase.

CONVOCATI (I numeri sono quelli usati nelle amichevoli pre-mondiali)

N. Pos. Giocatore Data nascita Squadra
1 P Jesús Corona 26 gennaio 1981  Cruz Azul
12 P Alfredo Talavera 18 settembre 1982  Toluca
13 P Guillermo Ochoa 13 luglio 1985  Ajaccio (Fra)
22 D Paul Aguilar 6 marzo 1986  América
7 D Miguel Layún 25 giugno 1988  América
15 D Héctor Moreno 17 gennaio 1988  Espanyol (Spa)
5 D Diego Reyes 19 settembre 1992  Porto (Por)
2 D Francisco Rodríguez 20 ottobre 1981  América
4 D Rafael Márquez 13 febbraio 1979  León
3 D Carlos Salcido 2 aprile 1980  Tigres UANL
16 D Miguel Ponce 12 aprile 1989  Toluca
6 C Héctor Herrera 19 aprile 1990  Porto (Por)
23 C José Juan Vázquez 14 marzo 1988  León
21 C Carlos Alberto Peña 29 marzo 1990  León
17 C Isaác Brizuela 28 agosto 1990  Toluca
20 C Javier Aquino 11 febbraio 1990  Villarreal (Spa)
8 C Marco Fabián 21 luglio 1989  Cruz Azul
18 C Andrés Guardado 28 settembre 1986  Bayer Leverkusen (Ger)
19 A Oribe Peralta 12 gennaio 1984  Santos Laguna
14 A Javier Hernández 1º giugno 1988  Manchester Utd (Ing)
9 A Raúl Jiménez 5 maggio 1991  América
11 A Alan Pulido 8 marzo 1991  Tigres UANL
10 A Giovani dos Santos 11 maggio 1989  Villarreal (Spa)
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Fin da bambino voleva diventare talent scout, seguendo le partite di calcio internazionale, il suo primo idolo è stato Robert Pires, da anni grazie a Footlandia è diventato famoso nel web per le sue schede di giovani in rampa di lancio, il suo idolo calcistico adesso è Chicharito Hernandez suo pallino che ha segnalato alla Lazio nel 2009 senza però essere ascoltato. Ha scritto per Mistermanager e per tuttomercatoweb, oltre ad aver fatto apparizioni in tv private di Roma. Si occupa della rubrica World's got talent dove ci illumina nelle sue performance di descrizione dei nuovi talenti in giro per il mondo

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