In Europa svarioni…in patria campioni: il Benfica si prende anche la Taça de Portugal

In un pomeriggio assolato allo Stadio Nazionale di Jamor, a pochi passi da Lisbona, il Benfica si è aggiudicato il suo terzo titolo stagionale battendo per 1-0 il modesto ma agguerrito Rio Ave. Decide un missile di Gaitàn al 20esimo minuto, in una partita condita da diverse emozioni ma lontana dalla tensione europea di mercoledì scorso.

La squadra di Jorge Jesus è rilassata, troppo a volte, e nell’imporre il proprio gioco incontra non poche difficoltà. La prima occasione vera capita infatti sui piedi di Tarantini: Oblak però esorcizza senza problemi. Solo sei minuti dopo Gaitàn scaraventa in rete da fuori un pallone imprendibile per Ederson e porta le aguias in vantaggio. La seconda parte del secondo tempo è un monologo della squadra campione di Portogallo. Garay sfiora il raddoppio al 26′ dopo un batti e ribatti, e al 34′ il Benfica è nuovamente vicino al gol con Rodrigo. Il finale del primo tempo è caratterizzato da grande intensità, ma la bilancia pare non doversi in realtà mai spostare concretamente verso il pareggio.

A inizio secondo tempo è ancora Tarantini a far tremare il Benfica, e subito dopo nuova occasione pericolosa in area ma nessuno del Rio Ave riesce a intercettare il pallone. Jorge Jesus è inquieto, la sua squadra comincia a dare segni di poca concentrazione difensiva. A complicare le cose, l’infortunio di Amorim, che deve lasciare al posto ad Andrè Gomes, protagonista mercoledì di una pessima partita, e in cerca di riscatto. Al 62′ si sveglia improvvisamente Lima ma il suo tiro è bloccato da Rodriguez, e solo un minuto dopo il Rio Ave tenta l’assalto con Pedro Santos, ma la porta è ancora sbarrata. Il Rio Ave cresce, e nel Benfica l’ingresso di Markovic tenta di dare una scossa alla squadra. L’effetto è ottenuto: dopo altre due occasioni per il Rio Ave è proprio il serbo a suonare la carica, ma il gol non arriva. Gli ultimi minuti sono caratterizzati da una tensione piuttosto alta, ma il Benfica può contare su un portiere in giornata, come spesso è accaduto quest’anno, che da sicurezza a tutto il reparto difensivo.

Il fischio finale è accompagnato da un’abbondante doccia a base di champagne effettuata da Luisao ai danni di Jorge Jesus, e il brasiliano fa bene a festeggiare: è stata una partita vinta con  più sudore di quello che ci si aspettasse, e in fin dei conti, è pur sempre un triplete. Per essere una stagione – secondo alcuni – fallimentare, le aguias hanno volato piuttosto alto.

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Intrattenitore nel mondo della comunicazione con la passione per il calcio d'antan, è un solista dentro e fuori dal campo, che predica da numero 7 ma razzola da numero 9. Fra il 98' e il 2002 ha inscenato ben 824 repliche dei Mondiali di calcio nella sua cameretta, e ricerca oggi la magia del calcio di un tempo nei campionati con un debito pubblico pericolosamente oltre la soglia di guardia.

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