Juventus-Benfica 0-0: le Aguias guerriere volano in finale, la Signora senza idee mastica amaro

Juventus-Benfica, Torino fa le prove in vista della finale di Europa League del 14 maggio. Una poltrona per due, come il celebre film con Eddie Murphy, bianconeri e Aguias si contendono la possibilità di conquistare il trofeo. Partono avanti i portoghesi in virtù del due a uno dell’andata (clicca qui per la cronaca), lo Juventus Stadium è vestito a festa, c’è anche Diego Armando Maradona, invitato dal suo pupillo Tevez. Con il Pibe ct Carlos aveva il posto assicurato, molto diversa la situazione con Sabella. Conte schiera la formazione tipo, il tecnico pugliese non molla il 3-5-2 e conferma Caceres al posto di Barzagli, Jorge Jesus in avanti punta su Lima, goleador all’andata, Rodrigo e Markovic a sostenerlo larghi. Tra i pali si rivede Oblak, promettente sloveno classe 1993. Arbitra Clattenburg, esperto fischietto inglese e nome familiare agli appassionati di Premier League, Juventus-Benfica inizia come la gara di Lisbona con i rossi subito tambureggianti e i bianconeri un po’ contratti.

Con il passare dei minuti aumenta l’aggressività dei padroni di casa, bravo Maxi Pereira a murare Pogba dopo un’azione corale. La prima vera occasione è all’ottavo minuto con Oblak che mette in angolo con la punta delle dita il tiro dal limite di Pirlo. Soffre Caceres alle prese con Rodrigo, anche Asamoah se la vede brutta con Markovic, primo quarto d’ora che vede i rossi far correre la sfera e le lancette del cronometro, gli avversari inseguono senza l’adeguata distanza tra i reparti, al 19esimo Vidal cerca il gol da cineteca con una girata di destro: nessun problema per Oblak. Juve più costante nella sua azione offensiva ora, anche Tevez cerca la prodezza dopo la spiazzata di Llorente, mezza rovesciata bella ma imprecisa. Decisamente meglio i bianconeri in questa fase, crescono Vidal e Pogba, arrivati alla mezz’ora però il risultato è inchiodato sullo zero a zero. Buone occasioni in finale di primo tempo, ottima quella che capita sulla testa di Bonucci dopo la punizione calciata da Pirlo, Pogba un po’ in ritardo sul secondo palo non arriva. Ancora più chiara la chance che tocca a Vidal, palla schiacciata che Luisao salva sulla linea, Juventus-Benfica è un discorso tutto aperto giunti alla sosta.

Invariate le due squadre, parte il secondo tempo di Juventus-Benfica con i bianconeri ancora in proiezione offensiva, ma è Rodrigo ad andare vicino al gol su un disimpegno corto di Chiellini. Diluvia a Torino, gli uomini di Conte sono obbligati a scoprirsi e le ripartenze veloci dei rossi fanno paura, Buffon esce malconcio dopo un contrasto, malandrino il piede che Rodrigo non toglie sull’uscita del portiere, Clattenburg lo ammonisce. Direzione di gara di vero stampo inglese, ne beneficia il ritmo. Pirlo al 60 tenta la punizione al veleno, attento Oblak, passano i minuti e la Juve deve serrare i tempi, l’ottima coppia centrale Luisao-Garay non concede il tiro facile. Largo il braccio di Markovic che va impattare l’incornata di Llorente, Clattenburg fa giocare, fase calda dell’incontro e il nervosismo miete una vittima, Perez, che busca il secondo giallo per un brutto intervento su Vidal. Undici contro dieci, ventitré minuti al termine di Juventus-Benfica e lo Stadium si arroventa. Tevez zigzaga tra i difensori, il suo tiro però non impensierisce Oblak, bianconeri che adesso spingono ovviamente, la superiorità numerica pesa ma manca la incisività.

Conte si gioca il tutto per tutto, Giovinco per Bonucci per un 4-3-3 da assalto. Le Aguias buttano acqua sul fuoco, possesso palla per far correre il tempo, che si somma alla stanchezza che pesa sui bianconeri e smorza la pressione. La Juve ci mette del suo ammassandosi sul corridoio centrale, il gioco è asfittico senza sbocco sulle fasce, dentro anche Osvaldo e Marchisio per i dieci minuti conclusivi. Illuminante la giocata del centrocampista azzurro che smarca Lichsteiner in piena area, lo svizzero buca clamorosamente. Ancora un bel pallone di Marchisio, Pogba in acrobazia serve Osvaldo che insacca ma il francese era in posizione irregolare, passano i minuti e la Juve non trova il colpo vincente. La stanchezza pesa su entrambe le squadre ma il Benfica mostra maggiore maturità nel gestirla mentre in casa bianconera si materializza un’eliminazione che nessuno voleva neppure immaginare e così Vucinic e Markovic, uscito per Sulejmani, danno vita a un poco edificante siparietto a bordo campo: il bravo Clattenburg li caccia entrambi.

I lusitani, come è giusto che sia, fanno correre il cronometro, è verissima però la botta che fa sanguinare Garay, Pogba cadendo dopo una rovesciata gli rifila una pedata in piena faccia. Sei minuti di recupero, le Aguias stringono i denti in nove e la Juve fa di tutto per rendergli la vita facile con palloni alla “Viva il prete” e nessun movimento senza palla. A chiosa di Juventus-Benfica il colpo di testa di Caceres allo scadere, Oblak salva i suoi in tuffo e sancisce un verdetto amaro per i bianconeri ma giusto nella sostanza. Lo Juventus Stadium era vestito a festa ma a celebrare la finale non saranno i padroni di casa, che il 14 maggio vedrà fronteggiarsi gli uomini di Jorge Jesus e il Siviglia. Una partita che lascerà un lungo strascico di parole, ma alla fine è la Vecchia Signora a dover recitare mea culpa: poche idee, poca gamba, poca compattezza e una personalità ancora non all’altezza dei grandi palcoscenici europei. Benfica ancora in finale di Europa League, secondo anno consecutivo, non è una coincidenza.

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Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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