The K point: La Premier League? E’ come Super Mario Kart

Avete mai giocato a Super Mario Kart? Se la risposta è positiva vi sarà capitato di sicuro di trovarvi in testa all’ultimo giro della gara più difficile del gioco, quando ormai manca pochissimo per tagliare il traguardo e vincere il trofeo. Proprio in quel momento però, arriva l’imprevisto, la famosa buccia di banana che vi fa sbandare e vi fa perdere la gara ed il torneo.

Ciò che si è visto domenica pomeriggio ad Anfield Road ricorda benissimo la trama di una gara del genere al celebre videogioco per Nintendo 64 (o Super Nintendo, per i lettori più attempati). Il Liverpool, primo della classe, con la vittoria avrebbe sostanzialmente raggiunto il traguardo finale, ovvero la storica prima vittoria della Premier League, ma uno scivolone di Steven Gerrard a fine primo tempo ha permesso al Chelsea di passare in vantaggio e di portarsi poi a casa una vittoria pesantissima.

E’ curioso e tragico allo stesso tempo che a scivolare sia stato proprio il simbolo del Liverpool, il suo Super Mario, il capitano che ha trascinato i Reds in una stagione inaspettatamente straordinaria e che, dopo la splendida vittoria contro il Manchester City, aveva radunato i suoi compagni in mezzo al campo e li aveva caricati con le parole: “We don’t let this slip now”, ovvero non possiamo farci scivolar via questo titolo proprio adesso.

Un gesto fuori dalle righe per un capitano che ha sempre scelto la linea di leader silenzioso ma efficace, o per lo meno non troppo appariscente all’interno del campo. Ed è ancor più uno scherzo del destino il fatto che proprio nella partita decisiva sia stato lui a scivolare e a permettere a Demba Ba di siglare l’1 a 0.

Domenica, oltre a seguire appassionatamente la partita in tv, stavo allo stesso tempo controllando l’hashtag ufficiale del match su Twitter. I temi dei cinguettii erano due: il primo, ovviamente era lo sfortunato gesto di Stevie G., con centinaia di commenti ironici e battute al riguardo; il secondo non poteva che essere lo Special One.

L’esultanza del tecnico portoghese al triplice fischio dell’incontro fa capire quanto quella vittoria, più che della squadra, sia stata una vittoria individuale di Mourinho. Una vittoria preparata dal punto di vista tattico, ma soprattutto al di fuori dal campo.

Nei giorni prima della partita, il manager aveva scatenato le reazioni dell’opinione pubblica sportiva dichiarando che avrebbe chiesto alla società di poter schierare le seconde linee, per salvaguardare i titolari in vista della semifinale di ritorno di CL contro l’Atletico Madrid.

Ciò, unito alla linea adottata da inizio anno di non considerare il suo Chelsea pronto a vincere il titolo, non ha fatto altro che spostare tutta la pressione sugli uomini di Brendan Rodgers, che quindi si sono sentiti obbligati a vincere.

Dal punto di vista tattico, lo Special One ha deciso di far arrivare ad Anfield lo stesso bus che pochi giorni prima al Vicente Calderòn aveva negato per 90′ la via del gol all’Atletico Madrid. E c’è un dato che lo conferma: quello del possesso palla, con il 73% del gioco nelle mani del Liverpool. Un dato significativo per capire che tipo di partita e di stagione sia stata quella del Chelsea, ma che, come dimostrato dal Bayern nelle semifinali con il Real, alla fine conta pochissimo (o quasi niente).

C’è chi dice che Mourinho sia solo fortunato o che sia l’anti-calcio. Affermazioni condivisibili, ma in realtà nel calcio parlano sempre i risultati e in più la fortuna aiuta i vincenti. Di sicuro, da appasionati di calcio inglese non si puo’ non ringraziare il tecnico portoghese per aver riaperto una corsa per il titolo che forse non è mai stata così bella in Inghilterra.

Con 3 giri alla fine della gara, la corsa è ancora apertissima. Il City ha il destino nelle proprie mani e vincendole tutte sorpasserebbe Reds e Blues, grazie anche alla differenza reti. Il Liverpool deve vincerle e sperare in un passo falso dei Citiziens, che potrebbe realisticamente arrivare nella prossima sfida contro l’Everton.

Ma chissà che il Chelsea, allenato da quel manager che si è sempre tolto dalla lotta per il titolo, non possa lanciare le famose bucce di banana di Super Mario Kart e rovinare la festa a tutti. Alla fine è solo una questione di scivoloni…


 

 

 

 

 

About Davide K. Cappelli 51 Articoli
Giornalista Sportivo Brit-It, autore della rubrica "The K point".
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