Heracles-Ajax 1-1: i Lancieri dicono 33 e De Boer adombra Michels per un giorno

E’ una lunga domenica di passione quella vissuta da Frank De Boer, che diventa il primo allenatore della storia dell’Ajax a conquistare quattro titoli consecutivi. Questa volta è vero, non sarà la matematica a tirarci un brutto scherzo. La vittoria degli acerrimi rivali del Feyenoord conta poco, anzi aumenta il godimento dei tifosi dell’Ajax. Bastava un punto ad Almelo contro un Heracles che non aveva davvero più nulla da chiedere al proprio campionato e la rete del danese Schöne al 12’era il chiaro segno che oggi nessuno avrebbe potuto impedire l’inizio ufficiale della festa. Il pareggio di Cziommer dieci minuti più tardi, unito all’ottima prova del Cambuur, che al De Kuip ha dato battaglia per tutto il primo tempo, hanno messo quel pizzico di adrenalina che non può mancare nelle giornate storiche. Già, perché questa è una giornata senza precedenti per l’Ajax e per il suo condottiero, Frank De Boer. L’Ajax è campione d’Olanda per la trentatreesima volta e per la prima volta nella propria lunghissima e gloriosa storia riesce a conquistare il quarto titolo consecutivo. Nella Eredivisie, così come oggi la conosciamo e amiamo, ci era riuscito il Psv per ben due volte, tra il 1985 e il 1989 prima e tra il 2004 e il 2008 poi, ma in entrambi i casi non con lo stesso tecnico. Ciò fa riflettere sulla grandezza dell’impresa compiuta da Frank De Boer, un tecnico very normal, in un’epoca di fenomeni o presunti tali.

De Boer ha fatto meglio del Gloria Ajax, una squadra che ha scritto la storia del calcio. Neppure Rinus Michels è riuscito a spingersi sino al quarto successo consecutivo. Era l’Ajax di Johan Cruijff e del calcio totale, nomi che riecheggiano storie nostalgiche di una stagione romantica, lontana e irraggiungibile di questo meraviglioso sport. Ebbene, dei giovani sbarbatelli, come Veltman e Klaassen, dotati di una sapienza tecnica e tattica da apparire quasi presuntuosi alla loro età hanno messo in ombra, ma solo per un attimo, il Gloria Ajax. Frank De Boer li ha buttati nella mischia senza paura, li ha trasformati nei trascinatori di una squadra da cui ci si attende sempre e comunque il successo. L’intuizione di schierare Blind come play basso davanti alla difesa è stato un vero e proprio colpo di genio del tecnico del Lancieri. Altro che richieste di mercato assurde, qui i protagonisti del domani vengono cresciuti ed educati sin da piccolissimi, come Jairo Riedewald, che nella trasferta di Kerkrade si permise addirittura il lusso di segnare una doppietta e regalare un fondamentale successo in rimonta a quelli che da quel giorno sarebbero diventati in pianta stabile i suoi compagni di squadra. Avete capito bene, sì, perché Riedewald aveva solo 17 anni, ma il suo cuore non era pieno di paura. In modo sfrontato e prepotente affossò il Roda, con una doppietta da bomber di razza. Ah, c’è solo un piccolo particolare, Jairo da grande farà il terzino.

Vi state dimenticando di qualcuno, commenterà l’osservatore più attento. Qualcuno, ben più esperto di noi, soleva dire “dulcis in fundo” e di questo insegnamento abbiamo voluto farne tesoro. Lass Schöne è stato l’autentico protagonista di questa stagione esaltante. Il danese si è messo a completa disposizione della squadra, giocando in quasi tutte le zone del campo con grande spirito di sacrificio e determinazione. Difficilmente si ricorda un giocatore che abbia servito la causa con tale abnegazione e amore per la maglia. La rete del trionfo non poteva essere che sua. E come in ogni favola che si rispetti il gol è un capolavoro, un missile su punizione da lunga distanza che bacia con veemenza la traversa prima di depositarsi in rete, come spinta da una forza più grande, passionale, voluttuosa e irrefrenabile. E’ il punto esclamativo su una stagione emozionante, è il marchio di fabbrica della squadra che più di ogni altra ha meritato di far sua questa Eredivisie. Gloria all’Ajax di Frank De Boer, campione d’Olanda per la trentatreesima volta.

 

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