Eintracht Francoforte – Porto 3-3 – Mille emozioni e mille errori: Porto agli ottavi di finale

EINTRACHT FRANCOFORTE – PORTO 3-3 – Eliminato in Champions al primo turno, terzo in Superliga con un ritardo di sette punti dalla capolista Benfica e in semifinale di coppa nazionale fra le polemiche: la stagione del Porto, complice anche il 2-2 dell’andata al do Dragao, è ad un pericolosissimo bivio. Fonseca, secondo molti a rischio esonero, si presenta a Francoforte con un 4-3-3 decisamente offensivo, con Defour accantonato per l’ennesima volta in panchina. Armin Veh, anch’egli alle prese con una stagione tutt’altro che positiva in ambito nazionale, risponde con il solito 4-2-3-1: Aigner e Barnetta sono gli esterni alti, mentre Schweglier e Flum si mettono a schermo davanti alla difesa.

L’avvio di partita è decisamente bloccato: Eintracht e Porto si giocano tanto, e il tatticismo la fa da padrone. La prima occasione, quindi, si registra solo al quindicesimo: Danilo crossa dalla destra, Zambrano buca l’intervento, ma Jackson Martinez fallisce clamorosamente l’impatto con il pallone. Il match non è spettacolare. E le occasioni da gol latitano. Al ventiseiesimo, dopo dieci minuti particolarmente noiosi, è ancora il Porto a sfiorare il vantaggio: punizione di Quaresma, Trapp buca l’intervento e favorisce l’intervento di  Mangala, che impatta di testa ma non inquadra lo specchio della porta. Due giri di lancette e, finalmente, si fa vedere anche l’Eintracht, ma Flum fallisce una nitidissima opportunità da posizione particolarmente invitante. Il “botta e risposta” prosegue. Il Porto, dopo aver rischiato di andar sotto, sfiora il vantaggio con Herrera, che stacca malamente in mezzo all’area e, al posto di impattare di testa, colpisce il pallone con la spalla senza che lo stesso inquadri la porta difesa da Trapp. Al trentaseiesimo, l’Eintracht la sblocca: cross dalla destra di Jung, spizzata di testa di Meier e colpo di suola vincente di Aigner, che anticipa Herrera e mette il pallone in rete. Nel finale di frazione, Porto vicino al gol con Danilo, ma Trapp fa sua la sfera con un difettoso intervento in due tempi.

La ripresa si rivela, sin dai primi istanti, decisamente scoppiettante. Al primo minuto, Joselù è autore di un ficcante destro che non inquadra la porta di Helton per questione di centimetri, mentre sessanta secondi più tardi è il turno di Jackson Martinez, autore di un bel inserimento in area concluso con un mancino sbilenco abbondantemente fuori. Al cinquantunesimo, l’Eintracht raddoppia: Zambrano s’inventa un lancio lungo con il contagiri per Barnetta, che raccoglie in posizione regolare ( pessima applicazione del fuorigioco da parte dei dragoni) e serve un cioccolatino per il comodo appoggio di Meier a porta sguarnita. La qualificazione sembra aver preso la strada di Francoforte. Ma dopo solo sei minuti, il Porto torna a sperare: numero di Quaresma sulla destra e palla in mezzo per Mangala, che anticipa Madlung ed insacca sul primo palo. Passano solo centottanta secondi ed è l’Eintracht, al termine di un’azione carambolesca, a sfiorare la terza marcatura, ma Varela salva sulla linea di porta. Scampato il pericolo, il Porto si getta alla ricerca del pareggio. Al sessantacinquesimo, Maicon costringe Trapp ad una difficilissima deviazione in angolo. Ma è al settantunesimo che i dragoni, dopo aver visto la morte in faccia, iniziano a rivedere la luce: cross dalla destra di Fernando, Mangala s’avventa come un falco e batte Trapp per la seconda volta. Quattro giri di lancette ed è nuovamente Eintracht: Oczipka la mette dentro dalla sinistra, Joselù prolunga di testa per Meier, che – con uno “sporco” piatto destro al volo – riporta nuovamente in vantaggio i locali. I lusitani, non si danno per vinti. E all’ottantacinquesimo, a due minuti di distanza da un clamoroso gol fallito da Carlos Eduardo ( che non approfitta di un’uscita a farfalle di Trapp), i dragoni trovano il gol che vale gli ottavi di finale: lancio lungo di Maicon, la sfera – dopo uno scontro sulla trequarti fra Martinez e Zambrano – giunge a Lica, che penetra in area e calcia in porta trovando la difettosa ribattuta di Trapp, che nulla può, però, sull’intervento in estirada di Ghilas.

Finisce 3-3. E Fonseca, che indovina tutte le mosse a partita in corso dopo aver completamente sbagliato l’undici iniziale, salva la panchina. Il Porto, però, ha palesato enormi problemi in fase difensiva e a centrocampo, dove resta inspiegabile l’utilizzo con il contagocce di Defour. Per il Napoli, buone notizie: questo Porto, non può intimorire la corazzata di Benitez. L’Eintracht conferma di non disporre di un allenatore degno di tal nome.  Anche se oggi, il principale responsabile del k.o. delle Adler ha un’altro nome: Kevin Trapp.

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