Bayer Leverkusen-Psg 0-4: Ibra non bluffa e i parigini calano il poker

Tutto fin troppo facile per il Paris Saint Germain che ipoteca la qualificazione ai quarti di finale di Champions League già al termine della prima frazione della gara di andata contro il Bayer Leverkusen. I riflettori e le attenzioni della retroguardia tedesca erano tutti puntati su Zlatan Ibrahimoviċ e lo svedese ha rubato la scena con una prestazione maiuscola, condita da una doppietta da autentico trascinatore. Strepitosa la seconda rete con cui Ibrahimoviċ ha fatto calare il sipario sulla sfida. Le attenzioni particolari di Spahiċ, non in perfette condizioni fisiche per un infortunio patito nell’ultima gara di campionato, e una marcatura molto spesso addirittura triplicata non sono bastate a frenare l’impeto del campione svedese, apparso a tratti incontenibile. Hyypia sapeva che, nonostante l’assenza per un problema alla coscia del Matador Cavani, contro il reparto offensivo dei parigini ci sarebbe stato da tremare. Per questa ragione aveva ordinato a Hilbert di rinunciare a sovrapporsi in fase offensiva e a Rolfes di abbassarsi sulla linea dei difensori ogni qualvolta Guardado si fosse sganciato in avanti. In effetti, sulle discese del terzino sinistro messicano la retroguardia ospite è andata in difficoltà, ma i ragazzi di Blanc non sono mai stati davvero vicini a capitolare. La fisicità dei centrocampisti tedeschi e il sacrificio in copertura degli esterni offensivi Sam e Son non sono bastati contro l’imbarazzante superiorità tecnica di Verratti e compagni.

Il Paris Saint Germain prende in mano il pallino del gioco sin dalle primissime battute e mette in imbarazzo i tedeschi con un pressing molto alto. Al 3’ Verratti con un pregevole passaggio filtrante libera davanti al portiere Matuidi, che col piattone sinistro è bravo ad insaccare la sfera sul palo più lontano. I padroni di casa abbozzano una timida reazione, ma gli uomini di Blanc danno l’idea di potersi rendere costantemente pericolosi ogni qualvolta si spingano in avanti. Al 11’ Leno, caricato da Matuidi, si lascia scappare la sfera in uscita, ma Ibrahimoviċ tutto solo col sinistro calcia addosso a Spahiċ. Guardado prova a guidare la reazione dei suoi. ma alle Aspirine sembra mancare il coraggio di spingersi con convinzione in avanti. I compiti di copertura assegnati da Hyypia non consentono, in particolar modo, agli esterni offensivi di dare sfogo al proprio estro. Al 39’ Maxwell dialoga sulla fascia sinistra con Ibra e crossa in mezzo, ma Lavezzi viene trattenuto da Spahiċ e l’arbitro addizionale di porta suggerisce a Kassai di assegnare il penalty. Leno indovina l’angolo, ma l’esecuzione di Ibrahimoviċ è perfetta. Tre minuti più tardi il Psg cala il tris chiudendo la contesa e, molto probabilmente, ogni discorso qualificazione. Ibra apre sulla fascia per Maxwell, che serve in mezzo Matuidi; il centrocampista francese controlla la sfera con grande caparbietà, si gira spalle alla porta e serve indietro Ibrahimoviċ, che dal limite dell’area non lascia scampo a Leno con una violentissima conclusione di collo sinistro all’incrocio dei pali.

In avvio di ripresa il Bayer si ripresenta con due volti nuovi: Hyypia, infatti, affatto contento dell’atteggiamento dei suoi in fase di costruzione del gioco, sostituisce il regista Rolfes con Reinartz ed inserisce il diciassettenne Brandt, autore di una prestazione molto convincente all’esordio nella gara di domenica scorsa contro lo Schalke, al posto di uno spento Son. Al 58’ il pubblico della BayArena chiede a gran voce un calcio di rigore per una spinta di Thiago Silva ai danni di Kiessling, ma l’arbitro lascia correre ed ammonisce per proteste Castro. Sul capovolgimento di fronte Spahiċ blocca Lucas e si prende il secondo giallo. A questo punto la gara scende di livello e Ibrahimoviċ sale ancora una volta in cattedra con alcuni irreverenti virtuosismi in mezzo al campo che indispettiscono il pubblico tedesco. Al 88’ sugli sviluppi di una pregevole azione corale il Psg cala il poker con il preciso destro di Cabaye. Ibra, lanciato in profondità, manda in bambola il proprio marcatore e serve l’accorrente Maxwell, apparso in grande condizione fisica, che crossa per Lucas; il brasiliano controlla la sfera e serve indietro l’accorrente Cabaye, che con un chirurgico piattone destro batte Leno. Il Psg archivia la qualificazione con una prestazione sopra le righe di tutti i suoi interpreti di maggiore qualità. Con un Ibra così, sognare è possibile.

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