Sunderland a Wembley, 22 anni dopo

SUNDERLAND CAPITAL ONE CUP – 22 anni dopo la finale di FA Cup persa contro il Liverpool per 2-0, le porte di Wembley si spalancano nuovamente a sorpresa per il Sunderland. Dopo un mercato estivo per quasi totalmente fallimentare e una gestione dittatoriale della squadra da parte di Paolo Di Canio, Gus Poyet ha riportato fiducia ma soprattutto ha infuso un clima di ritrovata serenità all’interno dello spogliatoio. L’unico merito imputabile al manager italiano, oltre alla prima delle 3 vittorie consecutive contro l’odiato Newcastle, è stato quello di aver portato a Sunderland i duei giocatori che si stanno dimostrando le pedine fondamentali per questa squadra, ovvero i due italiani Vito Mannone e Fabio Borini ( quest’ultimo in prestito proprio dal Liverpool). Il primo con le sue splendide parate ed interventi e il secondo con i suoi goal, si stanno dimostrando a dir poco determinanti per il raggiungimento della salvezza definitiva.

Giocare una finale di coppa a Wembley è senz’altro il sogno di chiunque tifi per una qualsiasi squadra inglese. Considerando l’inizio di stagione pessimo, una finale di coppa di lega (aggiungedoci anche le due vittorie nel derby del Nord-Est) battendo due tra le big come Chelsea e Manchester United nessuno si sarebbe mai messo in testa di pronosticarla. Cosa significa esattamente essere tifosi del Sunderland? Gusto per la sofferenza?Sicuramente si! Vittorie o pareggi raggiunti all’ultimo istante, salvezze sudate ed ottenute grazie ai risultati altrui. Insomma, come si suol dire, è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare e alla fine si viene ripagati di tutto. Il 2 marzo quando i fortunati possessori del season ticket che sono riusciti a trovare un biglietto per la finale, vedranno uscire la loro squadra si sentiranno galvanizzati dopo anni di delusioni e frustrazione. Sarà un’occasione unica nella loro vita da tifosi probabilmente, chissà quanto potrebbe impiegarci il Sunderland prima di rigiocare nuovamente nel tempio del calcio inglese. Al 2 marzo la sentenza.

Artwork by Luke Barclay Design

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