Hearts: Billy Brown, quando l’assistant manager è un precario.

HEARTS BILLY BROWN. “La informiamo che il suo contratto non sarà rinnovato” parole che, purtroppo, sono entrate tristemente nel gergo dei nostri giorni, ma difficilmente e solo in rari casi le sentiamo affiancate al mondo del football. In Scozia è successo, più precisamente il destinatario di queste parole è stato Billy Brown, assistant manager di Gary Locke, in carica agli Hearts. Motivazione ? il suo ruolo ( e quindi ovviamente il suo salario ), era ritenuto non indispensabile in una società in crisi finanziaria. “La scelta di non rinnovare il contratto a Brown non è di natura tecnica, ma riguarda solo l’aspetto economico” parole rilasciate alla stampa da Bryan Jackson, amministratore attualmente in carica degli Hearts.

Crisi Piccolo passo indietro: gli Hearts stanno eseguendo una difficile transazione di proprietà, dopo la bancarotta annunciata quest’estate il consorzio lituano padrone del club ( la Ukio Bankas ) lo ha messo in vendita e dopo un lungo tira e molla con diversi possibili compratori ( tra cui l’italiano Angelo Massone ed una società scandinava ) finalmente in novembre è arrivato il via libera per il passaggio di proprietà alla Foundation of Hearts, azionariato popolare composto da tifosi, che a fine mese rileverà appunto il club per due milioni e mezzo di sterline.

Chi è Billy Brown? Da giocatore probabilmente non se lo ricorda nessuno, eccetto forse i fedelissimi dello Stark’s Park di Kirkadly, che lo hanno visto all’opera con la maglia del Raith Rovers per cinque stagioni a metà degli anni settanta, fino ad un pomeriggio maledetto in cui i legamenti crociati del suo ginocchio destro fecero crack ed a soli 28 anni dovette dire addio al calcio professionistico. Qualche scampolo di partite a livello dilettantistico e le prime esperienze da coach, poi a fine anni 80 l’inizio della carriera di assistant manager, sempre come secondo di Jim Jefferies, quindi la separazione dal suo compagno storico e l’approdo all’Hibernian nel 2011, sempre come assistente ovviamente, poi esonerato l’allenatore  Calderwood una breve apparizione come carateker manager ( in pratica il traghettatore ) prima dell’esperienza, la prima assoluta a 62 anni, di manager con l’East Fife, squadra di terza serie guidata nella scorsa stagione.

Precario A settembre 2013 il ritorno alle origini, gli Hearts gli offrono un contratto a termine ( fino a gennaio di quest’anno ) come secondo di Gary Locke, la situazione però non è delle migliori per usare un eufemismo: i migliori giocatori sono stati venduti, la società è in amministrazione controllata e quindi soggetta a transfer embargo ( divieto di operare acquisti sul mercato ), in cauda venenum quindici punti di penalizzazione in classifica. La squadra in campionato fatica ( ultimissima e staccata dal penultimo posto di diciassette punti ) ma in Coppa di Lega i jambo arrivano a giocare le semifinali, l’appuntamento più importante della stagione di fatto, fissata per il primo di febbraio. Ma Brown non ci potrà essere in quanto il 18 gennaio il suo contratto termina, i giocatori però non ci stanno, una piccola delegazione di essi parla con l’amministratore Bryan Jackson, il quale estende di due settimane il contratto a Brown. La semifinale non è andata come sperato ( [btn link=”https://www.tuttocalcioestero.it/2014/02/03/scottish-league-cup-aberdeen-ed-inverness-si-guadagnano-la-finale/51444″ target=””]sconfitta ai rigori contro l’Inverness[/btn] ), ma quanto meno il 64enne assistente ha ricevuto una buona notizia: contratto rinnovato fino a fine mese. Il takeover previsto a fine febbraio dovrebbe fare più chiarezza sull’assetto societario e finanziario, e chissà mai che i nuovi padroni rinnovino il contratto di Brown fino a giugno ( o di un altro mese).

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