Ligue 1: Il Rennes da due schiaffi all’ormai ex magico Lione. Il Marsiglia non è cinico e si fa rimontare

Quando parliamo di magico ci riferiamo a varie cose. Ecco magari ciò che intendiamo noi non è in un contesto da cartone animato, nessuno parla di storie alla Aladdin o alla Cenerentola. L’aggettivo magico nel mondo calcistico lo si può affibbiare per i motivi più svariegati, da un gol pazzesco a una grande squadra. Proprio quest’ultimo motivo è quello che ormai da un po’ ha perso il Lione, la crescita del Paris Saint Germain e di altre realtà l’hanno lasciata quest’anno in una posizione un po’ più marginale. Eppure il Lione aveva nel suo spirito qualcosa di magico, qualcosa che la portava sempre a grandi traguardi. In questo periodo la magia si stava ripercorrendo ed erano arrivati degli ottimi risultati utili consecutivi. Oggi contro il Rennes l’incantesimo è terminato e si è tornati sulla terra. Il gol di testa di Hountondjy ha riaperto delle crepe che in queste ultime settimane sembravano scomparse. Lo svantaggio siglato dal difensore classe 94′ ha fatto saltare qualcosa nella testa dei giocatori del Lione, soprattutto in quella di Umtiti  che si fa espellere prima della ripresa. Il raddoppio arriva nella ripresa con il neo acquisto Toivonen che realizza il suo primo gol in Francia spiazzando il portiere.

Il Marsiglia spreca l’opportunità di staccare il Lione, ma soprattutto di rispondere alla vittoria di ieri del Saint Etienne, facendosi rimontare per ben due volte. L’Olympique passa in vantaggio con Payet che sfrutta il contropiede fantastico portato avanti da Valbuena. Il pareggio arriva poco dopo con Ben Yedder che dall’angolo corregge in rete la deviazione di Braithwaite. Prima della ripresa Valbuena mette dentro il gol del 2a1 grazie ad un azione magistrale di Gignac. Nel secondo tempo però ancora sugli sviluppi di un corner, la difesa dell‘OM pasticcia troppo. Questa volta le colpe sono tutte di Mandanda che esce a vuoto e si fa anticipare da Aurier.

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Nato a Siniscola, in provincia di Nuoro, in una notte d'ottobre del 1993, sin da quando è un bambino si appassiona al calcio. Raggiunta la maturità in terra sarda, decide di spostarsi a Milano per star vicino al suo grande amore, l'Inter.
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