Superliga portoghese – Olhanense, una colonia italiana in Portogallo

Nel punto più a sud del Portogallo, nell’Algarve, poco prima che l’Europa si dimentichi del Mediterraneo per perdersi nella sterminata distesa blu dell’Oceano Atlantico, c’è una piccola città da 40mila abitanti che si chiama Olhão. Olhão è una città dall’aspetto moresco, fondata e  popolata da una piccola comunità di pescatori che da generazioni si tramanda tradizioni e osserva dalle sue piccole case bianche le coste africane stagliarsi non lontane. La squadra del posto è l’Olhanense. Nel 1924, quando ancora il campionato portoghese si giocava come una competezione ad eliminazione diretta, l’Olhanense riuscì a conquistare il suo primo e unico titolo della storia battendo il Porto in una roboante finale vinta per 4-2; non molte altre squadre in Portogallo ci sono riuscite dopo, ecco perché i giocatori si fanno ancora chiamare i Leões de Olhão, e portano con orgoglio la loro divisa rossa e nera , lo stesso che si percepisce aprendo l’home page del loro sito internet.

Non sono molto famosi in Italia, ma ultimamente le vicende della squadra si sono legate a doppio filo col nostro Paese per l’elevato numero di giocatori che dal nostro campionato stanno confluendo fra le file della squadra, allenata, guarda caso, da un altro italiano: Beppe Galderisi. Un decennio, più o meno, passato a girare la provincia italiana (Giulianova, Foggia, Gubbio, Viterbrese, Arezzo, Pescara, Benevento, Triestina, e Salernitana fra le altre), e alla fine l’Olhanense. Ce lo ha portato Igor Campdelli, imprenditore, cesenate, nonchè “Vicerè” di questa Little Italy portoghese.

Ma ecco i giocatori: Vid Belec , ex Inter, fa il vice di Ricardo –il portiere che parava i rigori senza guanti-, mentre in difesa troviamo Mario Sampirisi (Genoa), Per Kröldrup (Fiorentina), Anthony Seric  (Lazio e Parma), e l’ex capitano del Padova Trevor Trevisan. A centrocampo c’è Pelè, meno famoso del noto Pelè, ma anche di quello meno noto che giocò nell’Inter, dato che i suoi passaggi fra Genoa e Milan non sono mai stati costellati da un’apparizione ufficiale, e, a completare il reparto Mirko Bigazzi (Livorno), il neo acquisto Obodo (Lecce, Udinese, Fiorentina), Santana (Genoa), e il giovane Daniel Bessa, campione d’Europa con la Primavera di Stramaccioni di qualche anno fa, e spedito dall’Inter come molti altri sul treno della speranza con biglietto di sola andata. In attacco Agon Mehmeti (Novara) e Federico Dionisi (Livorno).

Durante la finestra di mercato di gennaio si era anche parlato di un possible approdo di Moscardelli, incoraggiato soprattutto da Galderisi, ma poi sfumato. E’ sicuro che comunque, anche così, nella squadra la fantasia non mancherà. La squadra attualmente è impelagata nelle zone basse della classifica, ma non si può che augurarle, a questo punto, di portare la bandiera italiana più in alto possibile.

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Intrattenitore nel mondo della comunicazione con la passione per il calcio d'antan, è un solista dentro e fuori dal campo, che predica da numero 7 ma razzola da numero 9. Fra il 98' e il 2002 ha inscenato ben 824 repliche dei Mondiali di calcio nella sua cameretta, e ricerca oggi la magia del calcio di un tempo nei campionati con un debito pubblico pericolosamente oltre la soglia di guardia.

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