River Plate, da Cavenaghi a Beckham: pochi soldi e tanta fantasia

Alla fine l’amore ha prevalso sugli interessi economici, come nella più romantica delle favole, e Fernando Cavenaghi ha potuto sposare per la terza volta la causa del River Plate, il suo grande amore. La società non ha ancora ripianato i debiti ereditati dalla scellerata gestione Passarella e sta prendendo in considerazione l’ipotesi di cedere alcuni dei propri pezzi pregiati. Ramón Díaz, però, aveva chiesto al presidente Rodolfo D’Onofrio un sacrificio per avere a disposizione un bomber capace con i suoi gol di trascinare la squadra. Dopo giorni di fervide contrattazioni, le parti hanno finalmente trovato l’accordo: il Torito, pur di tornare a giocare al Monumental, ha rinunciato a 400 mila pesos dietro la promessa di un ricco premio in caso di vittoria del torneo di Clausura.

Malgrado la sempre più probabile partenza del centrocampista Leonardo Ponzio, la rosa a disposizione di Ramón Díaz  è così al completo, sempre che l’uruguaiano Rodrigo Mora non decida di lasciare i Millonarios. Gli ecuadoregni della Liga de Quito rappresentano l’ultima squadra in ordine di tempo ad essersi fatta viva con l’entourage del giocatore dimostrando un forte interessamento. D’Onofrio lo lascerebbe partire soltanto in prestito per non perdere l’ingente investimento fatto la scorsa estate, ma prima vuole cercare di ricucire il rapporto tra il tecnico e la punta. Dal canto suo, Mora si è presentato in tempo per la ripresa degli allenamenti e ha seguito attentamente le istruzioni del Pelado per l’intera seduta.  Così facendo, è stato incluso nella lista dei 37 convocati per il ritiro di Tandil, tra cui figura anche Maidana.

Proprio quest’ultimo è al centro di una vera e propria telenovela di mercato. Quando la sua cessione ai messicani del Puebla sembrava ormai cosa fatta, D’Onofrio e Francescoli hanno bloccato tutto. L’accordo era stato trovato per una cifra vicina a 1.2 milioni di dollari più un bonus di 600 mila pesos, ma all’improvviso il River sembra aver cambiato idea e, nel frattempo, il campionato in Messico è cominciato. L’impossibilità di acquistare con la cifra incassata dalla cessione un sostituto all’altezza potrebbe essere la reale motivazione di una trattativa arenatasi quando mancavano solo le firme. Per la difesa, infatti, Ramón Díaz aveva chiesto Diego Lugano, ma il suo arrivo, specie dopo il sacrificio fatto per Cavenaghi, è economicamente fuori dalla portata del River tanto per il costo del cartellino quanto per l’elevato ingaggio. Non  bisogna, dunque, aspettarsi nessun nuovo arrivo, a meno di partenze eccellenti. L’imperativo adesso è sfoltire la rosa. Voci di mercato sensazionali, come quella dell’arrivo di David Beckham, fanno tanto bene ai giornali quanto male all’ambiente perché prive di ogni fondamento.

 

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