Manchester United-Everton 0-1: partita pazzesca, decide Oviedo nel finale

MANCHESTER UNITED EVERTON. Ventuno anni dopo, l’Everton espugna l’Old Trafford: è successo stasera, al termina di una partita bellissima, di quelle che mostrano perché la Premier League è da più di un decennio di un altro pianeta. Moyes, dopo una buona serie di risultati positivi che avevano in qualche modo fatto dimenticare il pessimo avvio di stagione, ripiomba nell’inferno delle critiche: dopo 14 giornate, il Manchester United è nono, a -12 dall’Arsenal primo a -5 da Liverpool e Everton che al momento si dividono il quarto posto. Numeri impietosi, non bastano i due legni di stasera per rendere meno amara la serata.

L’Everton è senza Baines, lo United fa a meno di Van Persie. Sono le assenza principali di una partita che, però, non ne risentirà. Partono meglio i padroni di casa, già prima del 20′ è Rooney a impegnare Howard con un diagonale dal limite. Da quel momento in poi, i red devils giocano un quarto d’ora fantastico: Kagawa non riesce ad alzare il pallone per superare Howard in uscita bassa, Rooney – complice una deviazione – colpisce il palo con una conclusione dal limite, Giggs – fresco 40enne – sfiora il vantaggio con un colpo di testa indirizzato sul secondo palo. L’Everton, passata la bufera, comincia a ripartire, in modo sempre più pericoloso: Lukaku, in particolare, è una forza della natura, più volte mette in seria difficoltà la difesa di casa. Mirallas è un osso durissimo per Eva, il giovane Barkley è ispirato. Insomma, la partita è apertissima. Prma dell’intervallo, però, United ancora vicino al gol: né Welbeck, né Rooney riescono a ribadire in rete, da due passi, il cross basso di Kagawa.

L’inizio ripresa è nettamente di marca Everton: i toffees pressano alto, mantengono in mano il pallino del gioco, si comportano – insomma – da grandissima squadra. Martinez sente odore di impresa, si gioca la carta Deulofeu. Moyes, poco prima, cambia le ali: dentro Januzaj e Nani, fuori il deludente Kagawa e Rafael, con Valencia che retrocede a terzino. Sarà la mossa che gli costerà la partita. Deulofeu, appena entrato, ha subito la palla buona: 30 metri sulla destra in completa solitudine, entra in area ma – a tu per tu con De Gea – non riesce a far altro che sparare sul connazionale. Sul capovolgimento di fronte, Januzaj risponde con un gran sinistro dopo un dribbling a rientrare: vola Howard. La partita è bellissima, il gol potrebbe arrivare in qualsiasi momento, i ritmi indiavolati. Un vero spettacolo, appassionante. Clamoroso quanto accade al 75′: su azione d’angolo, Howard salva su colpo di testa a colpo sicuro di Rooney, il pallone vaga nell’area piccola e Welbeck, a porta vuota ma in controtempo, colpisce una traversa che ancora grida vendetta. E’ il simbolo di una partita stregata per Moyes e i suoi ragazzi. Lo scozzese inserisce anche Hernandez, ma la spinta dello United svanisce di colpo. Gli ultimi dieci minuti sono di nuovo di marca toffees. La punizione di Mirallas che si stampa sull’incrocio dei pali, anticipa di qualche istante il gol vittoria: Lukaku, devastante, mette in mezzo un tiro cross sul quale si avventa, sul secondo palo, Oviedo. Il costaricano sigla il secondo gol della stagione, il più importante della sua carriera. Gli ospiti non corrono rischi fino al 94′: tre punti meritatissimi, che sanno di altissima classifica. La faccia di Ferguson, in tribuna, la dice lunga sulla delusione che si respira a Manchester.

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Sono Alfonso Alfano, 32 anni, della provincia di Salerno ma da anni vivo in Spagna, a Madrid. Appassionato di sport (calcio, tennis, basket e motori in particolare), di tecnologia, divoratore di libri, adoro scrivere e cimentarmi in nuove avventure. Conto su svariate e importanti esperienze sul Web.

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