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San Marino-Ucraina 0-8: Brigata Mai 1 Gioia in… Goodbye, Mazza!

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Inni nazionali
il momento degli inni

SAN MARINO UCRAINA BRIGATA MAI UNA GIOIA – Brigata Mai 1 Gioia al gran completo (se così si può dire) per l’ultima partita del biennio di qualificazione e, ancor più importante, per l’ultima da commissario tecnico di Giampaolo Mazza; per l’occasione ci siamo preparati alla perfezione: stendardo d’ordinanza, striscione fantozziano da mt 1,10 x 15,00 un ringraziamento per il mister e un piccolo cadeau da consegnargli al triplice fischio. Serata che nasce nel nome della bellezza: [F] sbaglia strada e si ritrova nel piazzale d’accesso al settore ucraino, con i passaggi al nostro settore chiusi da doppia barriera e picchetti a mo’ di sceriffo; pronto [IH] a fare una corsa, portare il tagliando al malcapitato e salvarlo dalle tremende braccia delle belle ucraine (chissà che cosa ne sarebbe stato del nostro compare romano!).

Atmosfera agrodolce all’Olimpico di Serravalle: circa un migliaio di ucraini bellissimi e carichi nella gradinata opposta, molte meno unità (e fredde come un congelatore) nella tribuna di casa.

Tifosi ucraini di Leopoli
da Leopoli con amore

Appena arrivati ci sistemiamo nel settore sinistro, litighiamo con un 40enne barbagianni che, facendo finta di ritirare i biglietti già strappati, li vuole raccogliere per venderli sull’internette (giochetto riuscito a metà: quando ce lo ritroviamo di nuovo tra i piedi a inizio gara lo costringiamo a renderci il maltolto e ce lo leviamo contemporaneamente anche dalle gonadi, quel calpestatore di attributi!). Apriamo la nostra mercanzia e improvvisamente ci ritroviamo isolati, stile lebbrosi con i campanelli durante il medioevo. Pazienza.

Festa ucraina dopo uno dei tanti goal
gli ucraini esultano. Ancora. E ancora. E… insomma, ci siamo capiti

Inizia la gara e ci compattiamo, ci uccidiamo le corde vocali lanciando cori su cori: in proporzione, i mille ucraini a fine partita hanno cantato molto meno di noi. Poteva essere una serata divertente e le prime azioni d’attacco di San Marino sembravano un buon incipit, quando ecco palesarsi il protagonista: l’arbitro.
Fischietto austriaco di cui non ricordiamo il nome, che [F] racconta essere un boss degli internazionali e un habitué della Champions, fatto sta che incattivisce la gara senza motivi plausibili e  ammonisce sammarinesi colpevoli di respirare un po’ troppo forte. Gli ucraini intanto macellano malleoli, spingono come delle presse e beneficiano di punizioni e di rigori molto, MOLTO generosi. La gara di San Marino finisce praticamente dopo il 15’ del primo tempo dopo un rigore regalato e un gol viziato da precedente fallo.

Il Maestro
un uomo solo al comando

Grazie a quella brava persona del direttore di gara salta anche la consegna del nostro regalo: Mazza, al triplice fischio (clicca qui per gli highlights), corre verso lo spogliatoio con le orecchie che fumano e brutte parole che s’arrovellano sulla lingua, lasciandoci con il ritratto ad aspettarlo in tribuna. Per fortuna, un addetto della federazione si fa carico del pacchetto promettendoci di consegnarlo al mister.
Poteva e doveva essere una grande festa, e alla fine s’è guastato un po’ tutto. Noi della Brigata, però, ci siamo divertiti lo stesso e speriamo di aver sostenuto un po’ i ragazzi. Ora avremo un anno d’attesa prima delle prossime gare, vedremo di farci trovare prontissimi!

Avanti Titano!

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