HomeCoppeCopenaghen-Juve 1-1, continua l'incubo Danimarca per i campioni d'Italia

Copenaghen-Juve 1-1, continua l’incubo Danimarca per i campioni d’Italia

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COPENAGHEN JUVE. Proprio come un anno fa, la Juve torna soltanto con un pareggio dalla trasferta danese. Allora ci pensò Hansen a salvare il Nordsjaelland, stasera l’eroe è Wiland, semisconosciuto portiere svedese, a regalare un punto al debole Copenaghen. I decimi (su dodici partecipanti) nel campionato danese, bloccano sul pari la squadra che domina in Italia da due anni: segno dei tempi, pessimi, per le nostre rappresentanti in Europa.

L’atteggiamento iniziale dei bianconeri è quanto di peggio possa immaginare Conte: remissivi, svogliati, superficiali. La Juve va sotto al 14′: Jorgensen brucia Chiellini e approfitta di una palla vagante in area per siglare l’1-0. Reazione rabbiosa degli uomini di Conte che, tra il 20′ e il 21′ vedono negarsi il pari da due miracoli di Wiland, strepitoso su Chiellini e su Pogba. Una Juve poco più che sufficiente basta per chiudere i danesi nella propria metà campo, le occasioni non sono clamorose, ma numerose. Al 45′, incredibilmente, il Copenaghen è in vantaggio 1-0.

Nessun cambio di Conte dopo l’intervallo, ma la Juve non accelera. Tevez, splendidamente servito da Pirlo, spreca dopo pochi minuti a tu per tu con Wiland, in ogni modo il pari tarda soltanto due minuti: cross basso di Peluso, velo dell’argentino che favorisce la girata di prima del fino a quel momento inesistente Quagliarella. Il gol calma la Juve, anche troppo. Per dieci minuti i bianconeri provano a gestire, regalando soltanto tempo prezioso agli avversari. Conte decide di lanciare nella mischia Giovinco (bocciatura definitiva per Llorente), negli ultimi 20 minuti gli ospiti sono capaci di sprecare un numero clamoroso di occasioni. Certo, ci si mette anche la sfrotuna (traversa di Quagliarella) e il numero uno avversario continua a macinare miracoli su miracoli, ma sono imperdonabili gli errori sotto misura di Vidal, Lichtsteiner, Giovinco e dello stesso Tevez. Finisce con un “vaffa” in bella mostra di Antonio Conte; non vorremmo essere, stasera, un giocatore della Juve.

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