Inghilterra-Scozia 3-2: decide Lambert, l’eroe che non ti aspetti

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Inghilterra-Scozia, 30 novembre 1872, primo match internazionale della storia e il più disputato. Passa il tempo, la Football Association compie 150 anni, ma il fascino di questa gara rimane intatto. In ballo c’è tanto, molto più di quanto possano raccontare 90 minuti sul terreno verde. The Flowers of Scotland echeggia tra le tribune di Wembley cantato dai 22 mila della Tartan Army, gli ospiti vogliono dare battaglia e il ruolo di sparring partner proprio non gli va. Da brividi la coreografia sulle note di God save the Queen, è una gara speciale e si capisce anche dalla presenza di Rooney, ufficialmente infortunato. Si infittisce il mistero intorno al numero 10 del Manchester United. Proprio Wayne è punto di riferimento in avanti nello scacchiere di Hodgson. Grande agonismo nel corso delle prime battute, scozzesi fedeli al proprio dna subito molto aggressivi. Il primo pallone buono capita sul mancino di Rooney che, su suggerimento di Baines, non riesce a girare verso lo porta di McGregor.

Bianchi piuttosto compassati, uomini di Strachan tranquilli e al decimo Miller conquista il primo corner. Sugli sviluppi del tiro dalla bandierina James Morrison va al tiro da fuori, la conclusione è piuttosto centrale ma Hart ne combina una delle sue e l’Inghilterra si ritrova sotto, senza però riuscire a scuotersi. Ritmi blandi, a scuotere la gara è Cleverley, che prima viene chiuso da Martin e poi sulla ribattuta inciampa, Walcott un minuto dopo non sbaglia. Il numero 7 trova il pari alla mezz’ora dopo una bella iniziativa personale in un momento complicato per i suoi che ora trovano nuove energie. Si vede anche Rooney, impalpabile fino ad ora, il suo tiro si perde alla destra del palo. Ora decisamente meglio i padroni di casa, anche se Strachan mostra una certa serenità e il contropiede guidato da Snodgrass potrebbe fare male ma la difesa si rifugia in corner. Pari al termine del primo tempo, risultato giusto per quanto visto in campo anche se un gol annullato a Rooney per un fuorigioco più che dubbio avrebbe potuto cambiare le cose.

Kenny Miller, 34 anni e tanto cuore, in avvio di ripresa riporta avanti i suoi piazzando la sfera all’angolino destro dopo essersi girato in un fazzoletto. La gara si infiamma. Baines mette in mezzo da palla inattiva, Martin devia e solo il grande riflesso di McGregor evita il pareggio immediato, che comunque arriva poco più tardi. Due minuti e mezzo dopo la rete di Miller, Welbeck realizza il 2-2 di testa. Gara a mille all’ora, Gerrard deve fare gli straordinari per contenere le folate scozzesi, Walcott mostra a Wembley la velocità che lo ha reso famoso e cerca lo spazio giusto per fare male. A tratti seduta la gara nella prima frazione di gioco, indiavolata la ripresa con tanto di capannelli intorno all’arbitro dopo entrate dure. Le due squadre non fanno complimenti ma il ritmo resta godibile. Lampard al minuto 59 chiama ancora in causa McGregor, bravo pure in questa occasione, Baines non riesce a raccogliere la respinta. Esce Gerrard, la fascia va a Lampard, dentro Oxlade-Chamberlain per infilare la Scozia in velocità.

Welbeck cerca la doppietta con una grande conclusione in acrobazia, palla fuori di poco, inglesi che ricorrono spesso alle maniere forti per contenere le ripartenze avversarie. Cambia anche Strachan, Forrest e Snodgrass fuori per Mulgrew e Conway, dall’altra parte il 31enne Rickie Lambert debutta in nazionale subentrando a Rooney. E’ una serata da sogno per il bomber che ha riportato il Southampton tra i grandi della Premier League dopo sette stagioni, è sua la firma che riporta avanti l’Inghilterra facendo fruttare i suoi 188 cm con una bella inzuccata su cross di Baines. I bianchi collezionano corner, ora la Scozia è alle corde, McGregor è chiamato ancora una volta in causa dalla botta di Lampard. Cerca gloria anche il neoentrato Zaha, i tifosi scozzesi non smettono comunque di cantare. Girandola di cambi, a dare preoccupazioni a Hodgson ci pensa come al solito Hart con un passaggio che per poco non serve Rhodes. Lambert va vicino alla doppietta in due occasioni, prima il palo e poi il portiere gli negano la gioia, scozzesi con tanto cuore ma con poche energie. La partita ha già raccontato la sua storia. Un risultato che alla fine sta stretto all’Inghilterra, ma onore ad una Scozia positiva, soprattutto nel primo tempo.

About Paolo Bardelli 2030 Articoli
Nato ad Arezzo nei meravigliosi anni '80, si innamora prestissimo del calcio e non avendo piedi fini decide di scriverlo. Ha lavorato nella redazione del Guerin Sportivo e per tre anni cura la rubrica "Dalla A alla Z". Numerose collaborazioni nel corso degli anni con testate tra le quali tuttomercatoweb.com, ilsussidiario.net e il mensile Calcio 2000. Nel 2012 insieme ad Alfonso Alfano crea tuttocalcioestero.it. E ne è molto orgoglioso.

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