Italia-Haiti 2-2: Giaccherini da record, poi sviste difensive e… televisive!

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Di questa amichevole a Rio De Janeiro fra Italia e Haiti, piccolo antipasto in vista della prossima Confederation Cup, ci si ricorderà soltanto di due cose. La prima è il gol di Giaccherini dopo 19 secondi di gara, il gol più veloce della storia della nazionale azzurra. La seconda l’apparizione in sovraimpressione, dopo la segnatura, di un PEPPEREPPEPE e QUARAQUAQUA al posto dei nomi delle squadre in campo (clicca qui per vedere il fermo immagine). Una gaffe clamorosa della Rai. E il resto? Per quanto concerne la parte restante della partita c’è più da dimenticare, che da memorizzare, una brutta figura, come ha detto il ct Prandelli dopo i 90 minuti di gioco. Eh si perché il pareggio per 2-2 contro la nazionale centroamericana, soprattutto se si vince 2-0 fino a 5 minuti dalla fine e, vista anche la forza tecnica degli avversari, pressoché scarsa, lascia più che l’amaro, una netta delusione in bocca. Pronti ad immaginarsi una goleada dopo la rete flash di Giaccherini in realtà gli azzurri di Prandelli si sono mostrati più volte durante il match stanchi e spossati, con poche idee e molte palle perse. Certo, non era la formazione titolare, questo sì ma anche la seconda italia, quelle delle riserve, contro un Haiti che oltre lo splendido paesaggio della sua isola ha ben poco da dichiarare dal punto di vista calcistico, si pensava potesse schiacciare la formazione di Cantero. Invece gli azzurri hanno avuto poca corsa e non ghiotte occasioni da gol. Insomma i tempi di Italia-Haiti dei Mondiali del ’74 sono lontani.

Ci sono voluti circa 70 minuti perché l’Italia raddoppiasse con Marchisio su un tiro non impeccabile di El Shaaraway che su assist di Ballotelli (dopo una bella giocata) la scaglia sulle mani sbilenche del portiere Montrevil che non trattiene e lascia a Marchisio libero di tirare ad un paio di metri di distanza dalla porta. 2-0 quindi. Sembra fatta. Il pubblico della penisola ora pensa ad altri due o tre gol. Mancano 20 minuti, si! Invece la brezza caraibica dell’isola scoperta da Colombo nel 1942 ha addormentato letteralmente i difensori azzurri che prima commettono una sciocchezza con l’atterramento di Astori su Maurice a cinque minuti dal termine. L’arbitro brasiliano Henrique non fa sconti, è rigore. Il numero 20 Saurel calcia sulla destra di Sirigu che la intercetta ma non riesce a pararla. 2-1. E poi la leggerezza epocale di Bonucci, una manciata di minuti dopo il rigore haitiano, che non ferma un buon contropiede di Peguero che insacca Marchetti con un tocco leggero come i venti del suo golfo. 2-2. Non ci si crede. Una partita dal pronostico facile si tramuta in una gara dalla realtà feroce. Gilardino ed El Shaarawy stanno a guardare sbigottiti. E’ forse il pareggio più inutile di sempre. Per noi italiani. Per loro, gli haitiani è probabilmente una pagina storica indelebile, un piatto servito freddo alla scoperta dell’America.

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