Il pallone a strisce: storia dei fumetti calcistici made in Uk

Non tutti forse sanno che esiste un ricco filone di produzioni fumettistiche riguardanti il mondo del calcio britannico. Alcune si ispirano a fatti e personaggi di pura fantasia, mentre altre prendono spunti dalle imprese dei protagonisti reali. Con origini più o meno recenti hanno appassionato ed appassionano ancora milioni di persone, “tenendo botta” ai fumetti nipponici più famosi, come il ben noto Captain Tsubasa (conosciuto con il nome di Holly e Benji in Italia)  o il meno noto Angel Voice, o gli schizzi nostrani firmati da Carmelo Silva e Clematide Davide, che si sono espressi soprattutto attraverso delle tavole pubblicate nei manuali a tema più comuni. Sicuramente il fumetto calcistico anglosassone più conosciuto è Roy of the Rovers ( clicca qui per saperne di più), che narra le avventure sportive della immaginaria squadra del Melchester Rovers, capitanata da Roy Race, il quale intreccia la sua carriera tra la Gran Bretagna e l’Europa toccando perfino le sponde italiane del Monza Calcio! Le imprese dei giallorossi furono lanciate nel 1954, interrotte nel 1995 e continuate a essere pubblicate sotto forma di ristampe fino ai tempi d’oggi. Il successo riscosso fu subito clamoroso, sia tra i lettori più giovani che tra i più adulti portando ad un interesse sempre più crescente, sfociato in vero e proprio collezionismo.

In Grecia esiste persino un fan club di queste strisce e nel tempo è stata prodotta l’oggettistica più varia relativa a questo fenomeno: sciarpe, borse, spille, adesivi, giochi da tavola, videogames, tazze, orologi, modellini di camioncini, albi da collezione in copertina rigida e persino squadre di Subbuteo! Queste ultime sono ricercatissime e rappresentano un vero e proprio pezzo da collezione per tutti gli appassionati del settore, la loro quotazione sul mercato è particolarmente elevata. Chicca della serie, distribuita dalla Egmont, è la possibilità di partecipare ad una storia dei Rovers, comparendo come protagonisti in una delle tante partite immaginarie proposte dall’editore: basta fornire i propri caratteri somatici on line ed il gioco è fatto! Altra pubblicazione interessante è You are the ref, creata dall’artista Paul Trevillion, che nel 1957 diede inizio alla serie dopo averla testata tre anni prima all’interno della pubblicazione ufficiale del Tottenham Hotspur. Come fa intuire il titolo le strisce vertono su dei quiz per i lettori, relativi alle decisioni che prenderebbero in alcuni momenti del gioco, se dirigessero le gare che vengono narrate nelle pagine del fumetto. Fumetto disegnato in maniera esemplare e molto più longevo di altri, visto che continua a riprodurre piuttosto fedelmente le reali imprese dei calciatori britannici nei campionati tuttora in corso.

D’altra parte Trevillion è una garanzia, come non ricordare ad esempio l’influenza dei suoi disegni sul personaggio immaginario francese Michel Vaillant abile pilota automobilistico degli anni ’70? A ruota parliamo di Football Picture Story Monthly, pubblicazione in voga negli anni ’80, che narra le fantasiose storie dello “United”, formazione guidata da John Stark (clone di Bryan Robson) protagonista di match ambientati addirittura in Coppa Uefa. Singolare quello giocato contro una fantasmagorica squadra della “Brutavia”, chiamata “Dynamo Leipzag”, il tutto volto a deformare ben noti nomi di squadre dell’Est europeo per logici motivi di copyright. Prima edizione pubblicata nel giugno del 1986 in coincidenza dei Campionati mondiali messicani, ultima striscia nel 2003, per un totale di 418 uscite vendute a 0.26 £ l’una.. Ma con la macchina del tempo torniamo ancora più indietro, fino alle origini delle prime strisce sul calcio, piombando nel 1879 con una pubblicazione settimanale di 16 pagine intitolata The boys own paper, nella quale l’editore George Hutchinson inserì una storia intitolata My first football match, dove il calcio interpretato nella sua forma più autentica era un miraggio, visto che si trattava di una forma ludica a metà tra il rugby e il football stesso.

Nel 1898 è il turno di The Big Budget, dove i giornalisti Airy Alf e Bouncing Billy riescono ad intervistare addirittura i giocatori dell’Aston Villa, rimediando pallonate a non finire. Intanto nel 1907 e 1908 erano nati rispettivamente Gem e The Magnet, con le avventure di Rex Gallingham e Billy Bunter. Nel 1909 con l’aumento esponenziale della popolarita’ del calcio nasce The boys Realm Football Library, con ben due storie narranti le gesta dei “Blue Crusaders”: formazione di studenti appartenenti a nobili college inglesi, che intrecciano le loro storie addirittura con William “Fatty” Foulke, epico, o per meglio dire gigantesco portiere di Sheffield United e Chelsea. Nel 1913 con The Sports Library le partite di calcio si collegano alle gesta dei corpi militari britannici fino alla conquista finale della “Army Cup”, a testimonianza di come nella finzione, così nella realtà lo sport nazionale risente delle vicende politiche e sociali di un paese.

Nel 1919 nascono Young Britain e Boys Cinema, nel 1920 Football & Sports Favourite in rinnovata veste grafica e Meg Foster Footballer riguardante il calcio femminile, nel 1921 Adventure con foto originali dei calciatori dell’epoca e Boys Pictorial. Nel 1922 Pals promette mistero, sport e avventura con la stesura di vicende immaginate dal giocatore del Chelsea Jack Cock, Poi Rover (antesignano di Roy of the Rovers), Boys Magazine (con le storie sugli Spurs ), Wizard, The Champion, Sports Budget, Champion Story Supplement ( con le avventure degli Sherwood Rovers ) e Pluck che parla di un giornalista chiamato Jim drew, pronto a salvare la reputazione del football. Nel 1924 è il turno di Triumph (con le gesta dei Milton Wanderers, in terza divisione), testimone del rinnovato interesse per il calcio nel periodo post bellico.

Balziamo nel 1930, con Skipper e Hotspur  (in cui addirittura verrà esplicata una lezione di tattica disegnando un gioco da tavolo molto vicino al Subbuteo), creature dell’autore D.C. Thomson, che riscossero un notevole successo evocando storie di fantomatici lanci di coltelli e scarpini per accaparrarsi una coppa. E’ in questo periodo che le strisce cominciano, per così dire, a “personalizzarsi”, rivivendo di anno in anno le avventure sportive di titolate società, come l’ Arsenal, il già citato Tottenham, il West Bromwich Albion, l’ Everton, il Manchester City e lo Sheffield United. Il 1950 vede il debutto sulle pagine del settimanale Tiger, dell’ incontrastato Roy Race, personaggio sportivo poliedrico e inconsapevole precursore della figura di giocatore-manager in campo. Si tratta dell’unica figura comica da cui è nato un vero e proprio fumetto calcistico che ha proseguito la sua esistenza in modo indipendente, senza dipendere da altri filoni fumettistici. Il 1960, anno di profondi cambiamenti lascia il segno anche nel calcio e i fumetti dell’epoca lo testimoniano: l’ abolizione dello stipendio massimo e il controllo totale dei dirigenti sulle carriere dei propri calciatori sono riportati in versione satirica all’interno di pubblicazioni come Boss of the Borough e The Hornet.

All’interno di Victor, nel 1962, viene disegnata la storia di Bobby Smith, centravanti del Tottenahm Hotspur, ripercorrendo la sua storia dai tempi in cui era ragazzino innamorato del pallone fino alle pallonate applaudite dalle platee più raffinate. Nel 1963 Hurricane pubblica a colori le interminabili partite degli “Hammers”, le furie dell’ Hammersfield Town guidate dal forsennato “Hurry” in maglia gialla.. E come non parlare di Ted Legge dalle lunghe leve e impegnato nella prima divisione tedesca, o di Gorgeus Gus, star calcistica di primo livello, vezzoso, coccolato e viziato come lo sarebbe stato il più famoso Beckham molti anni dopo? Nel 1964 tocca a “The Goalmaker” misterioso e poliziesco, per non dire soprannaturale a tratti. E all’interno di It’s goals that Count (il titolo dice tutto) possiamo goderci Nick Smith alle prese con un pubblico che lo apostrofa come codardo. Di questi anni anche le famose strisce delle “Scarlet Hawk”s, prodigioso team di prima divisione in completa tenuta bianca e minacciosa aquila nera dipinta sul petto: dovranno aspramente misurarsi contro i “Die Falken”. La squadra tifata da un certo Adolf Hitler.

Non dimentichiamoci poi di Dozy Danny, quindicenne prodigio delle selezioni scolastiche inglesi e di Hotshot Hawkins che giocò addirittura per gli italiani del Torina (sic!) raggiungendo una finale di Coppa Campioni disputata ad “Hampden Park”, contro il quasi invincibile Bruntfield Hotspur.. Procediamo incappando nel filone tenero, con Limp-Long Leslie, in cui Leslie Tomson dalla gamba sinistra più corta della destra, a seguito di una grave malattia, diventerà un campione del football grazie all’aiuto del suo cane. E c’è anche chi oscura il western… Con Biffalo Bill, umile zollatore del Bramington Albion e muscoloso quanto insospettabile fuoriclasse agricolo. Anche l’indimenticato fuoriclasse Bobby Moore compare in questo periodo all’interno di un fumetto che promuove la campagna antifumo masticando gomme americane a più non posso.

In The goals that Nobody Cheered Stan Rankin è afflitto dall’accusa di essere apostrofato come un giocatore sleale e prova a ricostruire la sua fama con una esperienza professionale in Italia. Buffa poi la parentesi aperta da quella che potremo definire come l’avversaria più datata della Famiglia Adams. E cioè la Football Family Robinson, dove il calcio è gestito dalla a alla z dal capofamiglia Fre. Nel Gennaio del 1970 esce la prima pubblicazione dallo stile aggressivo e realistico a trattare solo e unicamente la fumettistica calcistica, il suo nome è “Scorcher”. A fargli concorrenza, dal Settembre 1970 appare Score ‘n’ Roar che promette appunto ai lettori di trattare due fumetti sul calcio in una unica testata. Spesso le due storie vanno di pari passo e narrano le storie di protagonisti simili che giocano in due squadre diverse, per poi incontrarsi in una sfida che mette di fronte l’uno contro l’altro. Un esempio è la storia di due fratelli: Jack of United e Jimmy of City, che ben presto incroceranno i loro destini come protagonisti rispettivamente del Castleburn United e del Castleburn City.

Sempre nei primi anni settanta Valiant uscirà con ben 713 strisce che troveranno fine solo nell’ Ottobre 1976. Da quella data emerge Action, dai contenuti fumettistici definiti controversi, soprattutto a livello educativo. Gli anni ’70 si chiudono con le pubblicazioni di Scoop’s in cui non si tratta solo e unicamente di incontri calcistici, ma anche di personaggi che rispecchiano gli aspetti più glamour dei calciatori originali dell’ epoca e del gossip che li avvolgeva.. Gli anni ’80 e in special modo la metà di questi anni segna la fine di molte di queste strisce, e della spensieratezza legata alle storie che venivano narrate. Nel 1981 D.C Thomson prova a lanciare un nuovo mercato con Buddy, che a sua detta avrebbe attirato ragazzi amanti dello sport, l’avventura e l’azione. In queste strisce Judd è la stella e guarda caso l’allenatore dei Westhampton Wanderers, che cerca di portare al successo intrecciando strappalacrime storie di orfani in cerca di gloria dietro a un pallone.. Ma la crisi fumettistica continuò severamente, anche in seguito alla carenza di idee e una ripetitività eccessiva di troppe storie già viste.

Spike per esempio gode di vita molto breve, dopo 15 mesi e 67 uscite chiude i battenti e lascia la strada aperta a Champ, lanciato nel febbraio del 1984, che include le popolari strisce We are United, considerate come i migliori fumetti mai realizzati in Gran Bretagna e narranti le avventure appunto dello United. La magia finisce nel 1984 e poi, dopo la momentanea parentesi di Hot Shot, sponsorizzato da Gary Lineker, nel 1988, con illustrazioni e disegni di primo ordine (uno fra tutti quello in cui viene raffigurata la immaginaria stella britannica Andy Steele che rifiuta l’interessamento dello squadrone italiano AC Juvenzo…) rimarrà solo Roy of the Rovers a far sognare grandi e bambini.

Dopodichè brevi comparse nel magazine di Match of the day e niente più. Oggi è possibile solo comprare ristampe di questo fumetto e come ho fatto io provare a ritornare a sognare, contattando la casa editrice Egmont (clicca qui per saperne di più) e diventare protagonisti di una striscia inedita dei popolari giallorossi. Come anticipato allinizio, basta inserire caratteri somatici, generalità personali e il gioco è fatto: la casa editrice vi farà recapitare a casa un fumetto in cui anche voi, per un giorno, potrete dare calci ad un pallone coi “Melchester Rovers” e chissà quale immaginaria compagine affrontare, sia in Inghilterra che in Europa!

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